franchino’s way


Cinghiale (mamma mia…)

Senza parole. Anzi no. Diciamo che mi fa un po' tristezza. Bella Yuri!

Un’immagine che ha un non so che di grottesco. Diciamoci la verità. Delbono (sindaco di Bologna) in fotografia non viene poi sempre benissimo. Anche in borghese non rende, così conciato… E’ una macchietta. (Ora arriva da dietro Bombolo e je mena na pizza…. ts ts.) No. Non va bene. Signor sindaco, la prossima volta dica di no.

Comunque potrebbe anche essere un buon remake. Cinghiale, grande pennello, pensaci.



E’ la stampa bellezza

Via Daniele Sensi, l’Anticomunitarista.



Grasse risate (perfida Albione…)
28 Settembre, 2009, 3:10 pm
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BBC. La trasmissione si chiama Mock of the Week, una specie di quiz satirico, semplicemente impensabile in Italia. Qui si parla di Berlusconi, di Brown, del G8 a L’Aquila e si ride. Grasse risate.



Il lettore pellegrino (dacci oggi il nostro fatto quotidiano)

Accelero il passo, devo superarlo. Lui se ne accorge e cerca di mantenere il vantaggio. Meno 10, 9, 8, 7, 6 metri. Si gira e mi guarda. Io lo sfido mentre faccio l’ultimo sforzo, il colpo di reni per bruciarlo sul filo di lana. Arriviamo praticamente insieme e facciamo la stessa domanda quasi in coro. Riceviamo la stessa risposta: <<mi spiace… tutto finito… me ne han date solo 10>>. Lui sembra demoralizzato. Io no. Saluto, e riparto. Devo cercare vie alternative, giocare d’astuzia. Mi getto nei vicoli, quelli meno trafficati. Alla ricerca di un fatto. Via Goito, piazza San Martino, Via Oberdan, quadrilatero. Che sfiga abitare in centro. Le strade sono sempre affollate. La gente qua ci viene a lavorare ma purtroppo, come me, ci vive pure. Siamo in troppi.

Nuovo stop. Nuova domanda. Uguale risposta. Niente, solo 10 per fermata. Riparto. C’è uno dietro di me. Chiede la stessa cosa, riceve la stessa risposta e riparte. Accelero il passo nuovamente. Ho un competitore visibile. Anche lui affamato come me. Anche lui motivato come me. E’ ormai mezz’ora che cammino e so riconoscerli. Decisi, a fare la spola tra uno stop e l’altro. Chi più, chi meno abbattuto. Tutti alla ricerca, come pellegrini. Occhio vigile a scovare concorrenti. Siamo bestie uguali nella stessa nicchia biologica. Siam messi male. Tutti speranzosi che compaia, chessò, uno strillone con la coppola in testa e le toppe sui ginocchi. Niente.

Immagino la scena. <<Quello ce l’ha!>>, urla la folla. E lui avanti a scappare inseguito dalla fame.

Nuovo stop. Nuova delusione. Devo apparire un po’ sconfortato perchè lui, dopo un’occhiata alla compagna, paterno mi fa: <<Ti consiglio di rinunciare… sarai il cinquantesimo stamattina che come te gira mezza Bologna…>>.

Tutti alla ricerca del Fatto finito. Solo 10 copie ad edicola. Tornerò da Maratona annunciando la vittoria?

Piazza Maggiore: <<Niente vero? Finito anche qui?>>. Annuisce sorridendo: <<Appena t’ho visto ho capito che eri uno alla ricerca di un Fatto!>>. <<Eh si… son giornalista (pubblicista… anche se non esercito)!>>… Battuta british da addetti ai lavori, infatti il bottegaio/edicolante non coglie. Sorrido da solo…. meglio di niente.

Vabbè, ne ho girate almeno 10, e riconosciuto o sentito altri 20 maratoneti come me… ci rinuncio. Torno dal mio edicolante di fiducia. Gli avevo promesso che mi sarei riaffacciato da lui a comprare il solito, ma solo dopo aver battuto i marciapiedi, da buon cronista, alla ricerca del Fatto. <<Allora niente vero? -  domanda vendendomi a mani vuote – Ma come si fa? Me ne volevan dare solo 5 e io ho insisitito per 10. Ma si sapeva che sarebbe andata così. Si vedeva che c’era attesa. Poi si lamentan che non hanno soldi. Sto primo numero avrebbe potuto vendere il triplo, il quadruplo di quello che han tirato. Comunque vediamo. Io ne ho da parte 4 copie che ancora non son state ritirate. Se non passano a prenderle te ne conservo una. Magari domani ti do il N° 1 e il n° 2! Per oggi ti “accontenti” del solito giornale?>>. Ma si dai… Sembra di dover comprare fumetti, francobolli, cartoline, figurine. Roba da collezionisti. Da amanti del genere. Se ne trovassi uno, (cazzo!) lo fotocopierei. Sarebbe un bel business, forse. Ho 6 Euro nel conto. Il giornale, si dice, ha in tutto 16 pagine. Ok… Provo “na botta” di conti: fai che spendo 3 cent a pagina, per 16 fa 48 centesimi a copia completa del giornale. Mi metto sotto il Nettuno e vendo le fotocopie a 80 centesimi… Guadagno poco, non ho tanto capitale da investire per poter fare una tiratura che possa permettermi un buon margine. Non ne vale la pena. Cazzo… E se lo rubassi in qualche bar? Vabbè sono al delirio.  Prima di congedarmi  dall’amico edicolante faccio il mio poco intelligente gesto di protesta: <<Dammi anche lo Stadio và… che oggi c’ho il fantacalcio>>. Me ne torno a casa da italiano medio… senza neanche un fatto in tasca. Siam messi male.

P.S.

Il pellegrinaggio di lettori famelici e il successo di questo nuovo giornale era forse previsto. Aspetti sicuramente sintomatici di un malessere diffuso, di un vuoto che quel giornale andrà sicuramente a riempire. C’è fiducia, c’è speranza. Non di andare a leggere un giornale militante ma, santoddio, un giornale. Lungi da me, quindi, intenti polemici. Ma le scene viste stamattina mi hanno divertito. Il post è nato da solo (come dimostrano anche alcune palesi sgrammaticature). E allora… Lunga vita al “Fatto”… anche se non ho il primo numero (ci sarà una prima ristampa?). Ma un domani su e-bay si troverà e avrò più di 6 euro nel conto per tentare l’asta… E’ anche vero che avrei potuto abbonarmi o semplicemente chiedere all’amico edicolante di tenermi una copia. Ho tentato l’ultima carta; mia madre. Cercherà lei per me nella gelida Pozen uno straccio di fatto. Solo per collezione.



Tra un Berlusconi e l’altro
20 Settembre, 2009, 4:15 pm
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Vi segnalo uno splendido post di Leonardo. Buona lettura.



Manifest’azioni (Tende in piazza in difesa della scuola pubblica)

Manifestazione originale in difesa della scuola pubblica. Iniziata ieri pomeriggio con un corteo, si è poi trasformata in una sorta di campeggio in piazza. Ieri sera spettacoli teatrali. Stamattina il risveglio e le tende da smontare. Per saperne di più leggete qui.

Qui alcune foto scattate tra la serata di ieri e la mattina di oggi… appena svegli.



Lezioni

Copio e incollo da Freedom for fans. Buona lettura.

C’era una volta la cara vecchia serie C1, sfide avvincenti in campi caldi e affollati, soprattutto durante i tanti derby che caratterizzavano la stagione della terza serie. Poi venne il calcio moderno e la composizione su base geografica dei gironi fu miseramente abbandonata: meno derby ma in compenso meno trasferte vietate.

Quest’anno dunque rinunceremo a Cavese-Paganese, Ternana-Perugia e altre sfide calde tra compagini corregionali, in compenso avremo Portogruaro-Real Marcianise oppure Pergocrema-Sorrento… Le trasferte costeranno un po’ di più, non avranno lo stesso fascino ma perlomeno non ci saranno divieti. O no?

No!

Potenza-Ravenna, ultima sfida risalente al 1986 e, ovviamente, nessun problema tra le due tifoserie. Nonostante questo, arriva il divieto per la tifoseria ravennate per “carenze strutturali” dello stadio potentino. Stadio che in estate è stato sottoposto a lavori di adeguamento. Ma allora cosa manca al settore ospiti del Viviani? Pare che la “carenza strutturale” sia niente meno che il non funzionamento di una telecamera a circuito chiuso…

Delusi i ravennati, allibiti i potentini per questo ennesimo divieto imposto alle tifoserie ospiti ( la settimana precedente era toccato agli andriesi). Ma questa volta dalle parole si passa ai fatti. Sui siti delle due tifoserie sono tanti i supporters potentini che invitano i ravennati a seguire comunque la propria squadra, i giallorossi raccolgono l’invito e in 18 raggiungono il capoluogo lucano.

Questo il racconto di un ultras ravennate:

Ciao appena tornato da Potenza. I Lucani sono stati spettacolari nei nostri confronti davvero una cosa mai vista, al nostro arrivo ci hanno accolti con teglie di pizza innaffiate da abbondanti birre. Tutti ci salutavano tutti si presentavano e tutti facevano a gara per far gli onori di casa. L’ingresso è stato abbastanza tosto: fino al “tornello” nessun problema ma poi lì siamo stati intercettati dai dirigenti della questura… dove avete preso i biglietti, chi ve li ha venduti, non potete entrare, adesso mettetevi lì contro la recinzione che vediamo come fare… morale 30 min in riga stile auschwitz davanti all’ingresso con i potentini (anche vecchi dei distinti!) che insultavano i blù… secondo la polizia la trasferta era vietata e non era solamente chiuso il settore ospiti… in realtà non era assolutamente così! i potentini dopo aver minacciato il presidente di lasciare la loro curva vuota qualora non ci avessero lasciati entrare, han sbloccato la situazione in stallo… hanno accompagnato IL LORO PRESIDENTE al nostro cancello che è riuscito a mediare con i poliziotti. Al nostro ingresso è successa una cosa incredibile mai vista e penso mai successa nella storia: tutti gli spalti (tribuna, curva, distinti) si son alzati in piedi come entrasse il papa e ci hanno applaudito. Durante la gara nessun problema anzi più di una volta abbiamo scambiato chiacchiere con gente normalissima dei distinti che erano da noi incuriositi. All’uscita ci hanno offerto addirittura interi polli arrosto ed altri ettolitri di birra. Del risultato onestamente non me ne frega un cazzo mi interessa solo che 2 tifoserie mai viste e mai conosciute, in barba alle assurde decisioni arbitrarie basate su altrettanto assurde leggi, abbiano dato lezioni di civiltà a tutti quanti….

Una bellissima lezione di mentalità ultras, ma soprattutto di civiltà! La passione unisce ciò che la burocrazia divide!

Tifosi ravennati ospitati nel settore distinti dai tifosi potentini (foto trovata nel forum linea giallorossa)

Ultras ravennati ospitati nel settore distinti dai tifosi potentini (foto dal forum "linea giallorossa")



Le 11 domande della Padania (prostituzione intellettuale…)
30 Agosto, 2009, 11:39 am
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11 anni fa.



La menzogna come potere

Così, per tenere traccia anche su questo blog. Buona lettura:

La menzogna come potere

di GIUSEPPE D’AVANZO

Avanzare delle domande a un uomo politico nell’Italia meravigliosa di Silvio Berlusconi è già un’offesa che esige un castigo?

L’Egoarca ritiene che sollecitare delle risposte dinanzi alle incoerenze delle dichiarazioni pubbliche del capo del governo sia diffamatorio e vada punito e che quelle domande debbano essere cancellate d’imperio per mano di un giudice e debba essere interdetto al giornale di riproporle all’opinione pubblica. E’ interessante leggere, nell’atto di citazione firmato da Silvio Berlusconi, perché le dieci domande che Repubblica propone al presidente del Consiglio sono “retoriche, insinuanti, diffamatorie”.

Sono retoriche, sostiene Berlusconi, perché “non mirano a ottenere una risposta dal destinatario, ma sono volte a insinuare l’idea che la persona “interrogata” si rifiuti di rispondere”. Sono diffamatorie perché attribuiscono “comportamenti incresciosi, mai tenuti” e inducono il lettore “a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti”. Peraltro, “è sufficiente porre mente alle dichiarazioni già rese in pubblico dalle persone interessate, per riconoscerne la falsità, l’offensività e il carattere diffamatorio di quelle domande che proprio “domande” non sono”.

Come fin dal primo giorno di questo caso squisitamente politico, una volta di più, Berlusconi ci dimostra quanto, nel dispositivo del suo sistema politico, la menzogna abbia un primato assoluto e come già abbiamo avuto modo di dire, una sua funzione specifica. Distruttiva, punitiva e creatrice allo stesso tempo. Distruttiva della trama stessa della realtà; punitiva della reputazione di chi non occulta i “duri fatti”; creatrice di una narrazione fantastica che nega eventi, parole e luoghi per sostituirli con una scena di cartapesta popolata di nemici e immaginari complotti politici.


Non c’è, infatti, nessuna delle dieci domande che non nasca dentro un fatto e non c’è nessun fatto che nasca al di fuori di testimonianze dirette, di circostanze accertate e mai smentite, dei racconti contraddittori di Berlusconi.

E’ utile ora mettersi sotto gli occhi queste benedette domande. Le prime due affiorano dai festeggiamenti di una ragazza di Napoli, Noemi, che diventa maggiorenne. E’ Veronica Lario ad accusare Berlusconi di “frequentare minorenni”. E’ Berlusconi che decide di andare in tv a smentire di frequentare minorenni. Nel farlo, in pubblico, l’Egoarca giura di aver incontrato la minorenne “soltanto tre o quattro volte alla presenza dei genitori”. Questi sono fatti. Come è un fatto che le parole di Berlusconi sono demolite da circostanze, svelate da Repubblica, che il capo del governo o non può smentire o deve ammettere: non conosceva i genitori della minorenne (le ha telefonato per la prima volta nell’autunno del 2008 guardandone un portfolio); l’ha incontrata da sola per lo meno in due occasioni (una cena offerta dal governo e nelle vacanze del Capodanno 2009).

La terza domanda chiede conto al presidente del Consiglio delle promesse di candidature offerte a ragazze che lo chiamano “papi”. La circostanza è indiscutibile, riferita da più testimoni e direttamente dalla stessa minorenne di Napoli. La quarta, la quinta, la sesta e settima domanda ruotano intorno agli incontri del capo del governo con prostitute che potrebbero averlo reso vulnerabile fino a compromettere gli affari di Stato. La vita disordinata di Berlusconi è diventata ormai “storia nota”, ammessa a collo torto dallo stesso capo del governo e in palese contraddizione con le sue politiche pubbliche (marcia nel Family day, vuole punire con il carcere i clienti delle prostitute). La sua ricattabilità – un fatto – è dimostrata dai documenti sonori e visivi che le ospiti retribuite di Palazzo Grazioli hanno raccolto finanche nella camera da letto del Presidente del Consiglio.

L’ottava domanda è politica: può un uomo con queste abitudini volere la presidenza della Repubblica? Chi non glielo chiederebbe? La nona nasce, ancora una volta, dalle parole di Berlusconi. E’ Berlusconi che annuncia in pubblico “un progetto eversivo” di questo giornale. E’ un fatto. E’ lecito che il giornale chieda al presidente del Consiglio se intenda muovere le burocrazie della sicurezza, spioni e tutte quelle pratiche che seguono (intercettazioni su tutto). Non è minacciato l’interesse nazionale, non si vuole scalzarlo dal governo e manipolare la “sovranità popolare”? In questo lucidissimo delirio paranoico, Berlusconi potrebbe aver deciso, forse ha deciso, di usare la mano forte contro giornalisti, magistrati e testimoni. Che ne dia conto. Grazie.

La decima domanda infine (e ancora una volta) non ha nulla di retorico né di insinuante. E’ Veronica Lario che svela di essersi rivolta agli amici più cari del marito per invocare un aiuto per chi, come Berlusconi, “non sta bene”. E’ un fatto. Come è un fatto che, oggi, nel cerchio stretto del capo del governo, sono disposti ad ammettere che è la satiriasi, la sexual addiction a rendere instabile Berlusconi.

Questa la realtà dei fatti, questi i comportamenti tenuti, queste le domande che chiedono ancora oggi – anzi, oggi con maggiore urgenza di ieri – una risposta. Dieci risposte chiare, per favore. E’ un diritto chiederle per un giornale, è un dovere per un uomo di governo offrirle perché l’interesse pubblico dell’affare è evidente.

Si discute della qualità dello spazio democratico e la citazione di Berlusconi ne è una conferma. E dunque, anche a costo di ripetersi, tutta la faccenda gira intorno a un solo problema: fino a che punto il premier può ingannare l’opinione pubblica mentendo, in questo caso, sulle candidature delle “veline”, sulla sua amicizia con una minorenne e tacendo lo stato delle sue condizioni psicofisiche? Non è sempre una minaccia per la res publica la menzogna? La menzogna di chi governa non va bandita incondizionatamente dal discorso pubblico se si vuole salvaguardare il vincolo tra governati e governanti? Con la sua richiesta all’ordine giudiziario di impedire la pubblicazione di domande alle quali non può rispondere, abbiamo una rumorosa conferma di un’opinione che già s’era affacciata in questi mesi: Berlusconi vuole insegnarci che, al di fuori della sua verità, non ce ne può essere un’altra. Vuole ricordarci che la memoria individuale e collettiva è a suo appannaggio, una sua proprietà, manipolabile a piacere. La sua ultima mossa conferma un uso della menzogna come la funzione distruttiva di un potere che elimina l’irruzione del reale e nasconde i fatti, questa volta anche per decisione giudiziaria. La mordacchia (come chiamarla?) che Berlusconi chiede al magistrato di imporre mostra il nuovo volto, finora occultato dal sorriso, di un potere spietato. E’ il paradigma di una macchina politica che intimorisce. E’ la tecnica di una politica che rende flessibili le qualifiche “vero”, “falso” nel virtuale politico e televisivo che Berlusconi domina. E’ una strategia che vuole ridurre i fatti a trascurabili opinioni lasciando campo libero a una menzogna deliberata che soffoca la realtà e quando c’è chi non è disposto ad accettare né ad abituarsi a quella menzogna invoca il potere punitivo dello Stato per impedire anche il dubbio, anche una domanda. Come è chiaro ormai da mesi, quest’affare ci interroga tutti. Siamo disposti a ridurre la complessità del reale a dato manipolabile, e quindi superfluo. Possiamo o è già vietato, chiederci quale funzione specifica e drammatica abbia la menzogna nell’epoca dell’immagine, della Finktionpolitik? Sono i “falsi indiscutibili” di Berlusconi a rendere rassegnata l’opinione pubblica italiana o il “carnevale permanente” l’ha già uccisa? Di questo discutiamo, di questo ancora discuteremo, quale che sia la decisione di un giudice, quale che sia il silenzio di un’informazione conformista. La questione è in fondo questa: l’opinione pubblica può fare delle domande al potere?



Cambio immagine 2
9 Agosto, 2009, 11:59 am
Archiviato in: blog, deliri controproducenti, personalismi

Avevo deciso di cambiare immagine testata al blog, di salutare il caro cagnolino e il suo villaggio semideserto. Diverse le immagini tra cui scegliere, scattate tutte nel mio breve viaggio madrileno. Allora ho deciso di metterle a disposizione di pochi amici via mail e della platea di amici su facebook, chiedendo di esprimere una preferenza (so troppo 2.0 no? che democratico!).

Ora la via di franchino si fa scombussolata, disordinata, senza punti di riferimento. Sono tempi difficili, con un sole a picco che spiana la strada e acceca, e ombre scurissime che offrono frescura o incombono sui passi incerti. L’ombra che si offre o che incombe, che accompagna o insegue, mentre si cammina senza ricordare da dove si è partiti e dove si sta andando. Cosa vuole la via? Cos’è la via? La via di franchino continuerà a offrirsi ai miei piedi mai troppo stanchi per cercare altri punti di vista o altre visuali. Inciampando, tornando a volte sui propri passi per ritrovare un punto di riferimento, girando a volte a vuoto, girando a volte senza volerlo. Ma sempre con l’obbiettivo di camminare, vedere, vivere e sentire. Sicuro (mi auguro) del fatto che a camminare sono i MIEI piedi, a vedere i MIEI occhi, a sentire le MIE orecchie. Sperando di continuare a vivere degnamente la MIA vita.

Saluto con affetto il cagnolino assetato di acqua e compagnia. E’ stato un buon compagno di viaggio, fedele. Forse un domani lo rivedremo.

la vecchia immagine testata

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