franchino's way

23 aprile, 2009

Grazie (ok… scriverò male, ma col cuore)

Che bella serata… tanta gente… tanta bella gente. gente che la ascolti che parla e non ti fa vomitare per quanto è banale (cosa preziosa). gente che ride e scherza, gente normale. gente di mercoledì sera. che magari il week end è lontano ma lo si anticipa perchè oggi è un giorno particolare. gente diversa, diversissima. gente uguale, a contare i soldi per la lotteria, a bere la birra prima di andar via. gente. da dove viene? non  lo sapremo forse mai.. Bologna è come un paese se sai come usarla. basta il passaparola e talvolta un sorriso. voglio bene ad ogni singola persona che sia capitata stasera al mutenye; io che non potevo bere per fare il serio e il composto, il mister e il capitano a vendere biglietti per la lotteria di beneficenza, giangio con l’ansia del portiere. vogliamoci bene. non ci ha visto nessuno, non lo abbiam fatto per fare sfilate o per incensarci. era da fare. e lo abbiam fatto. vogliamoci bene e crediamo in noi stessi che FORSE ce la possiam fare. compreso quello che voleva fare l’originale, il trasgressivo, il duro e puro: “io non vi dono neanche un euro (citando altri che volevano essere controcorrente prima di lui), dovevate pensarci prima, ora che sia lo Stato, a cui pago le mie tasse, a tenervi in piedi. e se vi è crollata casa è perchè non avete controllato, mo’ so cazzi vostri”. E’ bastata una domanda ed è andato a casa, con la sua provocazione ficcata in tasca umida del frutto della sua masturbazione mentale (ma vai a cagare!). e la domanda è stata: “scusa ma casa tua è antisismica?”. risposta:”No”. ok grazie (no ma sai io volevo provocare… pure io… ciao). anche se non vivi in zona sismica, vivi in un mondo di merda. fai il critico del cazzo per parlare di degrado in piazza verdi, o della morte dei centri sociali, o della peste del capitalismo, o di quanto siano stronzi i borghesi, o di quanto tu sia puro. che sei più contestualizzato. e vaffanculo. no, non volevo dire vaffanculo, scusa, volevo dire grazie e vaffanculo (sorridendo che quello ti basta. volevi essere contro-potere ma è bastata una domanda brusca e un sorriso finto per farti andare a bere la tua birra e sperare di ubriacarti quanto prima, coglione).

serata meravigliosa. ringrazio tutti prima di buttarmi a letto stanco e mezzo sbronzo (ho bevuto a partire dalle 23, che le interviste erano finite e potevo lasciarmi andare). che bello.

mi porterò dentro questa serata per sempre. orgoglioso di aver reso degno lo spirito lasagnaro. orgoglioso di aver fatto qualcosa. orgoglioso per non aver bevuto troppo e aver ricevuto complimenti per le domande che ponevo (mi è toccato fare una sorta di video box in cui io facevo domande per ricevere risposte).dai che forse sono ancora un giornalista…. anche se faccio errori!

dedico la mia soddisfazione a chi la merita. agli amici, alle persone care, ai maestri di vita, ai veri giornalisti, ai cervelli di scorta. stanotte vado a letto felice.

grazie a tutti. e che tutti voi, prima o poi, possiate diventare un po’ come noi. non dico vivremmo meglio. ma almeno saremmo dilettevoli e magari utlili.

fine sclero. mi metto a dormi. ciao.

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22 aprile, 2009

Lasagne F.C. (calciatori per diletto, lasagnari per vocazione)

Filed under: bologna — ilkonte @ 3:11 pm

LASAGNE F.C. E MUTENYE INSIEME PER L’ABRUZZO

Fra gli atleti che portano i nostri colori ci sono molti giocatori abruzzesi che hanno subito il terremoto direttamente, fortunatamente subendo solo danni materiali. Per questo ci sembrava opportuno organizzare anche noi nel nostro piccolo qualcosa per quelle terre.
Tutta la squadra voleva organizzare qualcosa e così una delegazione è andata a proporre qualche idea al Mutenye  (sponsor ufficiale della compagine) che, non nuovo ad iniziative di solidarietà, ha accolto con grande passione e voglia di fare. Così è nata la serata, spartana, poco pubblicizzata, ma col cuore.

Si svolgerà appunto, al Pub Mutenye (via del Pratello 44) mercoledì 22 aprile a partire dalle 18.00.

I gestori del Mutenye devolveranno TUTTO l’incasso della serata alle vittime del terremoto, ad associazioni direttamente abruzzesi.
La somma verrà esposta e sarà da chiunque controllabile fino al suo arrivo nelle terre d’Abruzzo.
Ovviamente sarà devoluto anche tutto l’incasso della Lotteria e sarà unito a quello del Mutenye e anch’esso controllabile.

Durante la serata, oltre alla raccolta fondi verrà allestito un video-box in cui chiunque potrà lasciare messaggi che saranno recapitati a chi riceverà i fondi.

Inoltre si svolgerà una lotteria con in palio:

-una maglia del Bologna calcio;
-una divisa della Virtus
-una divisa della Fortitudo
-una maglia dell’ ITAS Trento di Pallavolo
-una maglia delle leggendarie Lasagne F.C. (nuova, non usata)

Siamo indecisi se creare anche una piscinetta dove poter lanciare Giangio (il nostro portiere) a pagamento (sempre per beneficenza).

Dunque partecipate numerosi.

La birra è buonissima e questa volta può fare del bene anche a chi non la beve.

Nota bene: Il mercoledì è giornata che noi solitamente dedichiamo all’allenamento, quello sul campo e non quello con le birre. Ma, per questa volta ovviamente, abbiamo preferito mettere da parte le nostre ambizioni calcistiche per dedicarci ad una giusta causa rinunciando, per preservare un briciolo di credibilità, forse anche alle birre.

Calciatori per diletto, solidali per vocazione.
LASAGNE F.C. (FATTE IN CASA)

7 aprile, 2009

Cassandra o boccaloni?

Filed under: attualità — ilkonte @ 9:51 am

La polemica di queste ore sembra continuare ad essere quella sulla presunta prevedibilità del terremoto. Io penso che la Protezione Civile non avrebbe potuto dare alcun allarme perchè il metodo-Giuliani non è accettato dalla comunità scientifica perchè non scientificamente dimostrato (se ci fosse qualcosa sotto non credete che paesi come gli Usa o il Giappone che notoriamente spendono molto più di noi in ricerca non ci sarebbero già arrivati, non starebbero già sperimentando?). Al massimo si può chiedere ad enti scientifici terzi di prendere e valutare quello che il tecnico abruzzese va dicendo, vedere che strumentazione usa, e magari implementare il sistema, studiarlo bene, cercare di capire se c’è stata qualche intuizione utile o se non si va da nessuna parte. Quando le interviste a Giuliani hanno iniziato a girare in internet (facebook e youtube su tutti) non me la sono sentita di linkare e partecipare al delirio di massa, non ho voluto vedere Giuliani come moderna Cassandra (inizialmente avevo scritto Andromaca, che vergogna), non ho voluto criticare Bertolaso anche se quest’ultimo non è in testa alle mie simpatie. Non mi sono fidato. Non ho voluto fare chiasso dove ci vorrebbe tranquilla speculazione scientifica. Penso che Giuliani forse abbia agito in buona fede, ma ciò non significa automaticamente nulla. Anche i medici che durante la peste davano erbe agli ammalati agivano in buona fede, magari qualche appestato riusciva a guarire, ma ciò non significa che quelle erbe avessero curato l’ammalato e che il loro metodo fosse scientificamente provato e ripetibile. La gente moriva comunque e raramente qualcuno si salvava per cause perfettamente estranee alla logica della medicina dell’epoca. Coincidenze. C’è voluto studio, ci sono volute strumentazioni nuove, c’è voluta un’evoluzione scientifica per arrivare a curarla ed eliminarla dalla faccia della terra.

Vi invito alla lettura di un post che mi ha trovato perfettamente d’accordo. Buona lettura.

Ora voglio fare un passo avanti. Se una città come L’Aquila viene distrutta da un terremoto di media intensità (forte sì ma non da giustificare una distruzione di quelle dimensioni che ha lasciato tutti stupiti) la domanda da porsi è: ci rendiamo conto di come abbiamo costruito e stiamo continuando a costruire fino ad ora? Come mai L’Aquila è stata inserita tra le zone a “rischio 1” (quello più alto) solo qualche anno fa? Possibile che debbano esserci macerie e morti per sentire parlare di inadeguatezza degli edifici, di patrimonio abitativo vetusto, di speculazione edilizia e immobiliare, di necessità di investimenti per gli adeguamenti anti-sismici?

In secondo luogo la sciagura è doppia: sappiamo della crisi, sappiamo della difficile situazione dei conti pubblici e dell’impossibilità di finanziare qualsiasi cosa creando altro debito pubblico. Ora come ora i soldi sono veramente pochi e già vengono spesi male (vedi grandi e inutili opere). Questo governo sarà capace di reperire risorse? Come vorrà sfruttare la ricostruzione in una Regione appena conquistata elettoralmente? I soldi sono pochi e dovranno essere necessariamente spesi bene, senza sprechi, rilanciando, se possibile. L’Aquila potrebbe diventare un laboratorio di nuova edilizia sostenibile, un luogo per realizzare una nuova idea  di urbanesimo per il nuovo millennio. Sapremo tenere gli occhi aperti per vigilare o ci faremo scavare un altro pozzo senza fondo sotto il naso (come avvenne in Campania-Basilicata alimentando clientele, appalti truccati, ritardi, opere inutili)? E poi, quanto peserà questa catastrofe sulla crisi? Dove troverà i soldi lo Stato? Farà dei tagli, sposterà risorse, muoverà pedine. Teniamo gli occhi aperti. Non vorrei trovarmi a dover osservare un’Italia in cui per ogni sfollato che rivede finalmente casa ci siano 100 persone a salutare il loro lavoro senza nessuna possibilità di ricostruirsi una vita.

E poi un’ultima domanda. Ma siamo sicuri che la macchina degli aiuti stia funzionando così bene? Si sente di paesini ancora non raggiunti, di persone allo sbando, di mancanza di cibo e  vestiti. Mi rendo conto della difficoltà della situazione e del grandissimo lavoro che chi sta lì sta svolgendo sul campo, ma non mi fido della propaganda televisiva.

6 aprile, 2009

L’entusiasmo del dovere (in partenza per l’Abruzzo)

Sono le 11, quello che si vede e si sente fa pensare al peggio, il numero delle vittime dovrebbe essere superiore a quanto si dice fino ad ora e si può pensare che nei paesini fuori L’Aquila i danni possano essere davvero ingenti. Su Fb leggo di un mio amico pronto a partire per quelle zone. Si chiama Gianfranco, è un ragazzone di 30 anni, una specie di gigante-buono col vocione cavernoso, 2 manone da fare impressione. Fa parte del G.O.P.I. Gruppo Operativo Primo Intervento – Protezione Civile ONLUS di Sicignano degli Alburni (SA). Copio e incollo la chiacchiera avuta con lui su Fb.

11:43Gianfranco:  france stiamo aspettando l’attivazione 11:43Francesco: ok in quanti dovreste partire solo da sicignano?
11:48Gianfranco: una decina
11:48Francesco: a che ora siete stati allertati?
11:49Gianfranco: siamo stati allertati alle 8 stamattina e stiamo aspettando l’attivazione dalla regione
11:50Francesco: quindi ora, in teoria, sareste anche pronti per partire, è che non vi hanno ancora detto dove andare e che fare?
11:50Gianfranco: esatto, siamo pronti a partire 11:51Francesco: è la vostra prima volta?
11:51Gianfranco: di emergenza si!
11:52Francesco: ma le vostre funzioni quali dovrebbero essere?
11:52Gianfranco: assistenziale e di soccorso agli sfollati montare le tende nelle zone di ricovero e di ammassamento
11:53Francesco: che notizie avete?
11:54Gianfranco: nessuna france , solo televisive sono saliti a 40 le vittime in questo momento
11:55Francesco: ma tu sei a casa ora o sei in sede? 11:55Gianfranco: sono a csa in sede ci sono i ragazzi che stanno preparando le attrezzature
11:56Francesco: che sensazioni hai? ti senti pronto? 11:56Gianfranco: si certo pronto a partire ma con molta molta paura ma anche molto entusiasmo
11:57Francesco: i ragazzi che partiranno con te quanti anni hanno in media?
11:58Gianfranco: sono tutti maggiorenni e la media e dei 22 anni bheeee facciamo 25 anniù
11:59Francesco: cosa ti aspetti di trovare?
12:00Gianfranco: non ho proprio idea, sto vedendo la TV e di immagini drammatiche ce ne sono, non c’è corrente acqua e gas

C’è una parola che mi ha quasi commosso in questa chiacchierata: entusiasmo. E’ bello pensare che ci sia qualcuno che provi entusiasmo, slancio, voglia di vincere la paura e l’ansia per poter dare una mano, fare il proprio dovere. So che Gianfranco riuscirà ad essere i nostri occhi, le nostre orecchie, le nostre braccia, e la nostra voce.

1 aprile, 2009

Bologna è tipo la Polaroid (post confuso scritto in autobus andando a lavoro)

Filed under: attualità,bologna,partito democratico,politica,situazioni — ilkonte @ 9:21 pm
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Però… bella la Polaroid! Peccato che ormai sia stata superata dai fatti…

A Ottobre scorso Cofferati annunciò, spiazzando i più ingenui, che non si sarebbe ricandidato a sindaco di Bologna. Per motivi familiari, diceva; non poteva stare lontano dal figlio, ma si metteva a disposizione del partito per eventuali incarichi che però non lo tenessero troppo lontano da Genova e dalla compagna. Qualche giorno fa viene fuori la notizia, che non ha spiazzato neanche i più ingenui, che forse sarà proprio lui il capolista per le prossime elezioni europee nella circoscrizione nord-ovest (Bruxelles val bene una messa). Ok, non c’è niente di ufficiale, parliamo di ipotesi. Potrebbe essere così o forse il posto per Cofferati potrebbe essere un altro. O forse Cofferati, questa volta sì spiazzando tutti, rinuncerà veramente a incarichi politici per dedicarsi solo alla famiglia, trovando un lavoro da impiegato o dirigente in qualche azienda Genovese (il curriculum non dovrebbe essere un problema).

Bologna, un tempo città simbolo, oggi è solo un palcoscenico simbolico. Coffy l’ha sfruttata come un calciatore sfrutta una provinciale per rilanciarsi o lanciarsi sperando meritare così l’ingaggio in un grande club. Bologna come passaggio, come “bollino di qualità” da presentare nella sceneggiata nazionale. Bologna umiliata e “usata” con tale virulenta ipocrisia da stordire. Ma perché? Non sarà che ormai questa città ha perso le proprie qualità REALI? Non sarà che, seguendo una regressione comune a tante realtà politiche, sociali e culturali, Bologna come la conoscevamo è pian piano scomparsa per rimanere solo come una maschera vuota da vendere in un negozio di souvenir, o come un esoscheletro pieno di ragnatele, o un piccolo teatro una volta glorioso ma ora utilizzato solo come deposito, con gli assi ammuffiti e il tendone logoro? Come è possibile altrimenti che possa permettersi di venir trattata così, senza alcun ritegno e incapace di mostrare un moto di orgoglio, di dignità, di rispetto per quella che è, che è stata o che vorrebbe essere? Bologna è tipo la Polaroid. La ricordi per quanto era cool, per quanto fosse innovativa, ma ormai vive solo di quello che è stata, superata dai tempi, logorata nel suo essere un modello, messa fuori produzione e ora in mano a speculatori pronti ad aspettare il momento giusto per venderla come pezzo di antiquariato, da collezionisti.

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