franchino's way

18 ottobre, 2012

Il fruttarolo (la resistenza che ti vende il pomodoro… 8)

Filed under: deliri controproducenti,il fruttarolo,personalismi — ilkonte @ 11:44 am

Crack a smile and cut your mouth
And drown in alcohol
Cause down below the truth is lying
Beneath the riverbed
So quench yourself and drink the water
That flows below her head (Soundgarden)

La vita è fatta di intrecci. Senza intreccio non c’è tessuto e senza tessuti saremmo nudi. Fine della cività o di questa civiltà vestita di stracci.

La vita, quindi, senza casini e deliri, incroci, distanze e riavvicinamenti, cose che si fanno e si disfano, sarebbe banale come una spiaggia di nudisti o come il giardino dell’Eden dove due imbecilli stavano lì senza scopare, senza bere, senza fare marketing e senza scrivere. Bisogna vestirsi di vita e fare in modo che le cose accadano. O magari si stava meglio tutti nudi e ignoranti come massi di pietra con un’aspettativa di vita di 17 anni, sufficienti a figliare e togliersi dai maroni? Niente valle di lacrime: solo carne poco cotta e dura, niente sale, peli lunghi, denti cariati, malattie mai viste e caccia al mammuth.

Macchè… Io senza civiltà non so stare. Abbiamo tutti bisogno del superfluo. Passano le epoche e cambiano semplicemente le cose inutili di cui preoccuparsi, compresa la data di morte. Tutte le sottoculture che si oppongono ai modelli di civiltà si nutrono di inutulità alternative. L’importante è trovare quella che faccia meno danni e rilanci un po’ la lunga marcia del superfluo nella Storia.

Il vestito che si indossa è fondamentale. Sempre.

Confermo, sto caffè fa veramente schifo. E’ colpa sua se penso ste cazzate stamattina, sua e dell’alcool di ieri. Sarei tentato di snobbarlo talmente tanto, di fargli lo sgarro definitivo, da non riservargli neanche la sua funzione mattutina fondamentale, la chiamata al bagno. Quasi quasi resisto al primo stimolo, mi vesto e vado a prenderne uno decente al bar qui sotto, per riscappare a casa e fare quello che la natura mi richiede regolarmente da quando il mio metabolismo ha voluto trovare un ritmo. Ma mi fa male la testa, sto mezzo depresso e incazzato nero. Resto qua, niente umiliazioni al caffè del discount. Non posso essere pulp anche col caffè, sarebbe oggettivamente esagerato.

Anche perchè ieri non è andata per niente bene: barcollamenti aggrappato al bancone, il Baraccio ovattato in movimento tutt’attorno, piedi andavano per i fatti loro, risate, sfottò, zero resistenza alla gravità e gente che mi teneva su e rideva di me. Mi pare di aver litigato con qualcuno, o forse era solo una breve discussione, o forse avrei voluto litigare e discutere ma la lingua era atrofizzata in bocca, pesante come una pietra rivestita di velluto. Biascicavo, provavo a dire qualcosa ma era tutto un “nonnhocabid che mi fvuoi dvir… fovrs nongissssiammgabidi… ufff….“.

Ho quel sentimento di colpa tipico di una sbronza andata a male, quel pugno sullo stomaco, quel senso di vuoto che ti mangia all’altezza dello sterno, quell’ansia che aumenta 0gni volta che inspiro, quei sospiri pieni di… boh.. forse amarezza… E lei, la ragazza del pesto… Lei che mi guardava, rideva e insieme al Tappo (stronzo maledetto) mi prendeva in giro. Poi buio, zero memorie. Mi ha sfidato, l’ho sfidata, ho perso… INESORABILMENTE. Mi dispiace perchè lei è veramente una gran bella tipa. Ma mi dispiace soprattutto per il fruttarolo pulp che ora dovrà riguadagnarsi dignità e rispetto con qualche prodezza di alto livello. Che responsabilità… che ansia. Sarà dura rientrare nel ruolo, ridare coerenza al personaggio.

Il solo pensiero di lasciare questo tavolo pieno di merda e piatti sporchi mi fa venire la nausea. L’unica cosa rassicurante che possa fare è rimanere qui, con la testa tra le mani, in mutande, scalzo, ad aspettare che il mondo attorno si fermi e che  sparisca  il saporaccio di alcolici a caso misto a sto caffè che sa di cartone. Oggi per fortuna devo andare da Alì nel pomeriggio. Sono ancora le 11. C’è tempo. Il problema è che starò in down fino a sera. E i pensieri non saranno i migliori per affrontare il mio pubblico. Il fruttarolo pulp non può permettersi cedimenti, mi ripeto all’ossessione. Deve stare sempre sul pezzo: integro, duro, severo e autosufficiente, ripeto il mantra.

Non si può sfidare il mondo se in testa hai un fronte interno da guerra civile di paranoie.

Ma lei… L’ho trovata e persa. Se solo, cazzo, mi ricordassi qualcosa che vada oltre la figura di merda di dimensioni bibliche che ho fatto… Già me la vedo che chiacchiera con le amiche “Sai ieri son stata al Baraccio e c’era quel coglione vestito da Iena che…” Marò, che disastro.

Sì, ok… E’ solo una sbronza… capita…  Non ne ho mai fatto una tragedia e non ho mai giudicato chi si combina in questo modo, basta che non diventi molesto. E’ la vita… e so che mi sto solo imparanoiando per nulla… Ma io avevo l’ambizione di volare alto, di essere altro. E più in alto vorresti essere, più la caduta fa male. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio. Devo rivedere l’Odio (ma che c’entra??). O forse, per essere più concreti, dovrei semplicemente vedere di ripigliarmi, raccogliere i cocci e affrontare la sconfitta con dignità e sprezzo della società. Dovrò rilanciare. Ma prima deve partire l’operazione ripiglio. Per fingere come si deve e interpretare al meglio il ruolo che mi sono dato, devo disporre a pieno di me stesso e dimenticare la debacle nella battaglia di ieri.

La mia guerra non è ancora persa. Ma guerra contro cosa? Contro chi? Boh… Contro tutto. Contro tutti. E pure contro me stesso, cazzo. E non si fanno prigionieri. (daje Rambo!)

Ma lei? E’ andata… Dimentica, non pensarci più e vedi di affrontare sta giornata.

Di là rumore di serranda da una delle stanze, una porta si apre e dei passi veloci attraversano a piedi nudi il corridoio, leggeri leggeri. Squilla un cellulare con una suoneria mai sentita qui dentro… Piedi scalzi + silenzio + cellulare nuovo = (nell’algebra della casa universitaria di soli maschi) qualcuno ha avuto un ospite, molto probabilmente di sesso femminile.

Beat’a iss.

Che palle.

(Continua)

deliri precedenti: 1 – 2 – 3 –  – 5 – 6 – 7

1 commento »

  1. Quando il fruttarolo mi filosofeggia post sbronza lo odio!! Ti fa sentire sbronzo di pensieri..
    Io però appassionata di serie tv spero nei colpi di scena…chissà quei piedi nudi..😀
    Grande Franchino

    Commento di Karlotten — 19 ottobre, 2012 @ 10:45 am | Rispondi


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