franchino's way

27 febbraio, 2009

De vulgari eloquentia

Un domani sicuramente ci saranno trasmissioni, libri, articoli, dibattiti, in cui si discuterà “dell’era Berlusconiana”. Ma, ammesso che proveremo a pensarci su, come lo faremo? Si guarderà a questo passato continuando a dividerci tra pro e contro, tifosi e critici, berluscones e altri? Continuerà la tradizione di muovere i fili della storia per adattarli alla stoffa che più va di moda o più conviene al momento? Si può davvero sperare, mi chiedo, che un giorno gli italiani sapranno fare i conti con questo passato buio, quello in cui viviamo, e guardarlo come un fenomeno storico, sociale, antropologico quasi? Sapremo essere distaccati?

O, a furia di rimanere fermi in questa melma, impantanati, ci risulterà impossibile avere uno sguardo retrospettivo, tipico di chi parla di vicende e situazioni passate perchè sa di essere entrato in una nuova era, un nuovo contesto in cui balzino agli occhi in maniera più chiara, per esclusione, le differenze, i caratteri peculiari, le criticità, i perchè e i come, i quando e i fin quando. Il nostro giudizio storico, quello che verrà fuori ascoltando frasi e discorsi di strada, telefonate, battute, come giudicherà la volgarità di Berlusconi e della sua Italia? Mi chiedo, insomma, quanto peserà questo periodo nelle nostre storie e quanto per quanto durerà ancora, almeno a livello culturale?

Oggi mi trovo costretto a sperare nella crisi, nella distruzione, nell’ecatombe economica. Mi trovo costretto a sperare che tutto crolli, che gli schemi culturali che rantolano nei derivati si sfascino drammaticamente lasciando il nulla, le macerie, la distruzione. Ma la crisi può anche portare alla barbarie; i confini sono meno definiti, i territori mal presidiati, la corruzione dilaga. La disperazione, la paura, lo spirito di sopravvivenza può portare “all’homo homini lupus”, alla guerra tra poveri, all’autoritarismo. No… meglio non tifare troppo  per la crisi, forse. Non abbiamo cure ora per evitare la deriva e forse non le avremo domani. Come edificare una nuova società se non si hanno attrezzi per costruire neanche un muretto a secco oggi?

Annunci

20 febbraio, 2009

Affinità e divergenze tra il “compagno” D’Alema e noi

Filed under: attualità,partito democratico — ilkonte @ 3:41 pm

Ho letto l’intervista che ha rilasciato D’alema a Repubblica. Ho apprezzato molte delle sue analisi:

Con Veltroni collaborazione e solidarietà non hanno funzionato, come ha detto lui stesso nel discorso di commiato. Perché?
“Walter ha ragione, su questo. Tuttavia le condizioni di maggiore solidarietà non si ottengono mettendo il bavaglio al dibattito politico, ma promuovendolo e indirizzandolo verso esiti condivisi. E questo, vede, è il vero problema di questi mesi. Si è creduto di andare avanti con una scorciatoia: il rapporto taumaturgico tra un leader e le masse. E non ha funzionato. Serviva e serve un gruppo dirigente che collabora, e che è capace di una riflessione profonda, poi di una mediazione e infine di una decisione. Insomma, serve la politica. E a mio avviso è proprio questa che è mancata. E di qui nascono le nostre difficoltà. Non dai complotti, non da chi ha remato contro, ma da scelte insufficienti, o confuse”.

Facciamo qualche esempio?
“Ce ne sono diversi. Il primo riguarda la natura del partito. Per troppi mesi siamo rimasti sospesi nell’incertezza del “partito leggero”: non abbiamo capito se doveva essere un partito di iscritti, di sezioni, di gazebo. Il risultato è un ircocervo, che oggi nessuno sa ben definire. La mia vecchia sezione Ds contava 427 iscritti, era un centro vivace, pieno di iniziative. Quando abbiamo fatto il Pd, e abbiamo dato vita alla cosiddetta “elezione per adesione”, sono venute a votare 687 persone. Da allora, più nulla. Il tesseramento è iniziato con grande ritardo. Oggi la sezione ha 120 iscritti, e non ha più neanche una sede. Casi analoghi sono avvenuti in tante parti del Paese. Oggi il Pd ha grosso modo la metà degli iscritti che avevano i Ds”.

Non poteva dirlo? Non poteva fare qualcosa?
“La sua domanda mette in luce precisamente le difficoltà della mia posizione personale, perché se taccio mi rendo corresponsabile, se critico sono colpevole di un sabotaggio e di un intollerabile dualismo con Veltroni. Lei capisce che è davvero insopportabile. Comunque queste cose le ho dette nell’ultima direzione del partito: un grande partito, se vuole essere riformista e di massa, deve avere regole, strutture. Bisogna che la gente lo trovi, nel suo quartiere, nella sua città. Certo, lo deve trovare anche su Internet, su Facebook, o nelle piazze quando c’è una manifestazione. Ma questo non basta, non può bastare”.

Ma lei pensa che i guai del Pd siano limitati al fatto che non si trovano le sezioni?
“Questo è solo il primo problema, che riguarda il “contenitore”. Ma in questi mesi siamo stati vaghi e indecisi anche sui contenuti. Vuole gli esempi? Il conflitto in Medioriente: era l’occasione per esprimere una posizione fortissima, improntata al nostro ruolo storico di mediazione nel Mediterraneo e alla linea di Blair, di Sarkozy e del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il nostro messaggio, invece, è stato debole e confuso”.

Senta, mi vuol far credere che il Pd ha avuto il tracollo in Sardegna perché non ha avuto una posizione chiara sul Medioriente?
“Le faccio un altro esempio, che sicuramente ha interessato più da vicino l’opinione pubblica: il testamento biologico. La vera forza di un partito nuovo non sta nella semplice giustapposizione di linee differenti. L’obbligatorietà della nutrizione e dell’idratazione forzata per persone che abbiamo perduto coscienza non è prevista nella legislazione di nessun Paese civile. L’idea che queste pratiche non siano “trattamenti sanitari” è assurda e antiscientifica. Io rispetto i cattolici, ma la libertà di scelta in materia di trattamenti sanitari è un principio costituzionale e di civiltà. Sia chiaro, non metto in discussione la libertà di coscienza. Ma un grande partito, su un tema come questo, non può non capire che deve discutere, deve rispettare la diversità, ma alla fine deve arrivare a una sintesi. Un grande partito non può non capire che, in un momento come questo, sostituire Ignazio Marino dalla commissione che discute di testamento biologico è un grave errore. Noi, in tutta questa partita, abbiamo dato un’immagine sbiadita”.

Vi siete divisi anche sulle alleanze.
“E’ vero. Per me la vocazione maggioritaria si pratica, non si predica. Berlusconi non ha mai detto di avere una vocazione maggioriaria e fa una politica accurata delle alleanze. Sta cercando di recuperare l’Udc, e in Sardegna ha cercato addirittura il Patrito sardo d’azione, mentre noi non riusciamo a riunire neanche a livello locale le forze che sono all’opposizione del governo. Chapeau. Ma le pare possibile che l’unico tema su cui abbiamo avuto una posizione forte è stata la legge elettorale europea con lo sbarramento del 4%? Va bene che vogliamo semplificare lo schieramento politico italiano, ma lei darebbe la vita per un partito che ha questa Weltanschaung?”.

Vincerà questa linea? Sopravviverà il Pd? Continuo a sperare di no. Continuo a sperare che si interrompa questa fallimentare corsa verso il centro. Ma se il Pd deve servire per ricoagulare un’alleanza di centro-sinistra che sia più matura, più responsabile e più chiara, ben venga.  Se il Pd deve finalmente incominciare a praticare la propria vocazione maggioritaria iniziando a fare finalmente un po’ di opposizione in parlamento, nelle strade e nella società, ben venga. Torneremo forse a camminare insieme forti delle nostre diversità e contenti, orgogliosi direi, di voler trovare una sintesi. Il tempo da perdere è già finito da tempo. Fino ad ora hanno sbagliato tutto e solo i tifosi restano convinti del contrario. Molti, invece, ora fanno a gara a chi è più critico. C’avessero pensato un annetto fa… Ma questi qua, i fini pensatori, si prendono per i fondelli da soli. E’ che manca ed è mancata in tutta la sinistra capacità di analisi e di lettura della società. Ne hanno pagato le conseguenze per primi i così detti “radicali”, quelli che alla prova del governo non sono riusciti a raccogliere risultati tangibili sconfitti dai rapporti di forze tipici della gestione della cosa pubblica.  Ora ne paga, finalmente, le conseguenze il Pd (o meglio dire i Ds-Margerita) che, nato come partito che voleva presentarsi come forza di governo, non ha passato la prova della lotta dall’opposizione e il fatto di voler inseguire i temi degli altri invece di provare a imporre i propri. Serve sintesi e politica, ha ragione D’Alema. Ma servono anche politici nuovi, con storie nuove da scrivere per i nuovi tempi che corrono. E serve un po’ di sana, rispettabile, credibile, orgogliosa e dignitosa sinistra. Non ce n’è da vergognarsene, siamo pur sempre i portatori del sogno di un mondo nuovo, più giusto, più onesto, più sano, più colto, più civile. Ricostruiamolo questo sogno, senza timori. La crisi potrebbe aiutarci.

Mamma quanto sono ingenuo!

18 febbraio, 2009

Weltronite acuta

Filed under: attualità,partito democratico,politica,Walter Veltroni — ilkonte @ 8:35 pm

Oggi ha parlato Weltroni. Un discorso di 40 minuti per lasciare la segreteria del Pd. Ma sembrava un discorso di investitura. Dopo le cocenti sconfitte e in vista delle future, senza capacità di contatto con gli elettori, con una classe dirigente immobile e incrostata, Welroni ha ancora il coraggio di parlare di vocazione maggioritaria. Col 25% scarso… Con una sinistra ormai inesistente… Con la Binetti e i radicali. Mah…

Parla Weltroni di un partito democratico che vive democraticamente… ma dove? quando? C’è qualcuno che abbia visto una faccia nuova, dico una, che sia uscita dal nulla, dalla forza delle proprie idee e non dalle pile di tessere nel panorama piddino nazionale, nelle città, nelle sezioni, nelle tombolate? C’è qualcuno che abbia visto o sentito qualche ragazzo/a sotto i 40 che ad un tratto abbia detto a voce alta:”Ora mi iscrivo al PD e mi candido alle primarie!”. Ah si… I giovani di Weltroni sono quelli dei cartelli “Si può fare”..

L’hanno fatto. Ce l’hanno fatta effettivamente. A parole. Mentre il Paese apprezzava la grande innovazione della nascita “più grande partito riformista della storia repubblicana” andando a fare la fila per votare Berlusconi. Mentre Weltroni sognava, parlava di America, di Obama e si dimenticava di essere all’opposizione, mente La Torre mandava pizzini a Bocchino, mentre si combatteva Di Pietro e il giustizialismo, mentre ci si accorgeva della cagata immonda di aver sdoganato il tema della sicurezza e della linea dura, l’altro governava, solo, imperturbabile. Il Pd e Weltroni parlano di un paese che non esiste, che forse non c’è mai stato. Weltroni ha esaltato la sua scelta di correre da solo (sempre per il discorso della vocazione maggioritaria col 25, 26%) perchè così ha contribuito alla conquista storica di aver semplificato il quadro politico italiano per arrivare ad avere, finalmente, una democrazia che decide. Effettivamente ora c’è Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi e Berlusconi e tutti insieme decidono e il popolo applaude. Più semplice di così! Weltroni ha detto di aver visto il Pd (questo conforta, spero, i tanti che in buona fede gli hanno dato fiducia)…  Il leader lo ha visto alle primarie, al Circo Massimo e alle elezioni definite “bellissime”.

Era così divertente fare la guerra a Bertinotti e Pecoraro Scanio, a Ferrero e Diliberto. Era così radical chic potersi togliere il lusso di fare il civile, l’ammericano che, dal loft, non nomina  l’avversario per non fare l’urlatore, non essere tacciato di essere un “demonizzatore”. Peccato che anche a bassa voce, piano piano, senza sputare e far saltare i congiuntivi, ce n’erano di cose da dire, da fare, da sostenere. Dice Weltroni che l’ideale per Berlusconi sarebbe stato avere un’opposizione urlante che non fa paura, non spaventa. Mentre a spaventare Berlusconi ci ha pensato lui con la sua opposizione sussurrata, educata, alla “prego passi pure prima lei, insisto cavaliere”. Si.. E’ talmente spaventato Berlusconi che non si fa più vedere in giro. E’ talmente impaurito dall’opposizione costruttiva del Pd (Weltroni l’ha chiamata innovazione programmatica, se non mi sbaglio) che sta facendo quel cazzo che gli pare e a guadagnare voti sono l’Udc e Di Pietro.

E’ mancata la pazienza, virtù dei forti. Il Pd è ancora nella fase embrionale, deve ancora sbocciare, far vedere i suoi frutti. Bisognava aspettare che il ciclo Weltroniano si completasse. E incvece no. In Italia c’è sto viziaccio brutto di bruciare i leader alla prima sconfitta. Ok, sembra un po’ forzatella la cosa. Ma l’ha detta così, pari pari, a Prodi? L’unico che è stato bruciato sempre e comunque perchè aveva preso il vizio di vincerle ste dannate elezioni? E poi… effettivamente il ciclo andava concluso per bene. Bisognava lasciarlo lavorare. C’è ancora da perdere la Campania, la Puglia, il Lazio, la Calabria, la Lucania, Bologna (?), la Liguria e il Piemonte. C’era da portare a casa una bella alleanza con l’Udc che tenesse buoni Rutelli e teodem vari. C’era da eleggere Berlusconi presidente della Repubblica, o dopo aver riscritto insieme la Costituzione (presidenzialismo all’italiana) ,o con voto qualificato a camere riunite. C’era insomma da fare tante cose, sussurrando, parlando di Ammerica e di Obama, di sogni e illusioni, di svolte storiche e valori, con tanto tatto, tanta passione e bontà, tanta viscida dolcezza, tanta buona educazione e tanti sorrisi sornioni. Non lo hanno lasciato lavorare. Chissà se il Pd riuscirà a sopravvivere senza tutto questo, senza poter esprimere la propria vocazione maggioritaria a furia di ceffoni presi.

Il fatto è che questo Pd, temo, ancora non ha finito di farci perdere tempo, pazienza e voglia di andare a votare.

17 febbraio, 2009

Mamma mia (e Weltroni va.. a fare il guru?)

“Mi assumo le responsabilità mie e non. Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto”.

E no… non vale… ancora a parla di ‘sto progetto? resta n’altro po’… Poi dopo, con calma, senza dare nell’occhio… te ne vai a fare il Guru!

Cambio immagine

Filed under: deliri controproducenti,personalismi — ilkonte @ 8:16 pm
La vecchia immagine testata

E’ arrivato il momento. L’immagine testata che c’era prima continua a essere uno degli scatti che di più sento miei; monumentale, disperata, ritmica, spaesante, intrisa di sud, di sabbia, vento, sole. Ma la via di franchino oggi è quella calpestata da quel cagnolino nero di campagna, in cerca di compagnia in un villaggio semi-fantasma, su strade polverose e sassose, arse. E’ il momento di concentrarsi sulla strada e non sulle tracce di umanità o civiltà in dismissione. Nessun ordine, nessuna simmetria, nessuna idea di dare ordine a spazio e tempo. E’ il momento di scegliere… cosa essere? Il cane o quei sassi? Soggetto o contesto?

Magari fra qualche giorno la cambio di nuovo… ma per ora…

Un diffidato

Filed under: attualità,ultras — ilkonte @ 4:11 pm
Tags: , ,

Una storia, raccontata dal suo protagonista. Il problema è: e se questo modus operandi venisse pian piano allargato anche ad altri ambiti, altre realtà considerate “pericolose” o eversive?

Copio e incollo dal blog “Freedom for fans“. Per farvi leggere una testimonianza, una voce, per dare qualche elemento in più alle tante anime candide che colpevolmente parlano senza sapere e senza capire. Per farsi qualche domanda in più, per non parlare ogni volta di calcio, tifo, ultras, Daspo, in maniera approssimativa, grossolana, perchè non si sa, non si conosce, non si è mai visto. Perchè questi problemi esistono anche se non viene ammazzato un tifoso o un agente, anche se non ci sono napoletani in trasferta, anche se non ci sono episodi da distorcere in mala fede, o se non ci sono prime pagine, lanci di agenzie. Perchè i casi come questi sono tanti e “il grande pubblico” non ne viene mai a conoscenza.

Buona lettura.

Storia di un diffidato innocente

Si è spesso parlato della presunta incostituzionalità del Daspo. Ma la Corte Costituzionale nella sentenza n. 512 del 2002 inserisce la diffida tra gli strumenti di prevenzione da infliggere in attesa di processo, salvo poi essere revocate in caso di assoluzione. Una pena da scontare prima del processo? Ebbene sì! Ricordiamo per l’ennesima volta che l’obbligo di firma non solo vieta l’ingresso allo stadio, ma pregiudica qualsiasi attività da svolgere in concomitanza delle partite della propria squadra, viaggi, spostamenti ecc. Un lettore del nostro blog ha purtroppo esperienza in diffide ingiuste e tardivamente revocate e vuole raccontarci la sua vicenda. Non faremo nè il suo nome nè quello della sua tifoseria.

Diffidato! Perche?

Diciamo che la mia squadra perse una partita troppo importante, non successe granché ma bastarono solo un po’ di animi surriscaldati per far scattare parecchie diffide a casaccio come spesso accade in queste circostanze alle persone che generalmente sono in prima linea. Mi dissero che ero stato ripreso dai filmati mentre sfondavo un vetro ed incitavo al folla a compire atti di teppismo,migliaia di persone incazzate nere che urlavano e inveivano e loro dai filmati dedussero che io gridavo non per rabbia ma per incitamento verso gli altri facinorosi. Non ho mai visto quei filmati, nemmeno a processo!

Qual è stata la procedura?

Classica: convocazione,identificazione, notifica ma soprattutto tanta….tantissima burocrazia che per 2 anni e mezzo diciamo mi ha torturato. Sono stato sfortunato perché sono capitato nella’anno più buio di tutto il movimento ultras nei suoi 40 anni di storia : muore Raciti quindi ti lascio immaginare a che atteggiamenti sono andato incontro ! Ci sono stati mesi davvero pesanti! In questo periodo viene respinto il mio primo ricorso, ovvio. Nel frattempo passano un anno e 3 mesi e vengano finalmente chiuse le indagini(15 mesi !!!!) e si può andare a processo, sono accusato di aver aizzato ala folla ad atti di teppismo e vandalismo in luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. L’ignoranza e l’approssimazione degli addetti all’ “ufficio tifoserie” e dei dirigenti è stata cosi imbarazzante, priva di delicatezza. Questo non ha fatto altro che innervosire me e la mia famiglia. Spesso sono andato incontro alle faziosità dei poliziotti di turno che quando venivano a notificarmi a casa qualche lettera (date processi,rinvio,nomina avvocato,nomina gup. Chiusura indagini ,nomina gip. nomina giudice, rigetto della cassazione sulla firma etc.etc.) inventavano alte cose solo per il gusto di fare piangere mia madre, dicevano una volta per i danneggiamenti, un’altra per un’ulteriore diffida, spesso si lasciavano andare a commenti personali e offensivi senza sapere nulla e senza conoscere le circostanze, dimostrando tutta la loro “eroicità” visto che si trovavano davanti una madre che, ignorante in materia, nei primi periodi credeva di avere un criminale come figlio! Poi fortunatamente con i mesi ha capito come vanno le cose per i soggetti destinati a provvedimenti di daspo e come lo stato italiano gestisce queste vicende. La mia più grande vittoria è stata dimostrare e far capire a mia madre (un’italiana media) che non è tutto come vogliono far capire loro e come dicevano quelli con la divisa, ha capito che suo figlio era semplicemente un ultras e purtroppo questa categoria non appartiene ai comuni cittadini. Il mio rammarico e non essermi mai trovato a casa quando questi venivano…

Avevi l’obbligo di firma?

Si, 4 firme in casa e due fuori, anche per gare disputate a porte chiuse e coppa di mercoledì, spesso ero io ad informare che si giocava presentandomi al commissariato per non incappare in altre denuncie, mentre loro non sapevano nemmeno che quel giorno la mia squadra scendeva in campo. Non l’ho fatto per paura di altri procedimenti in se stessi ma per non portare altri motivi di tensione a casa. Pochi giorni dopo l’assassinio di Gabriele Sandri e gli assalti alle caserme capitoline, avevo una sentenza alla cassazione di Roma per togliere l’obbligo di firma…il mio avvocato provo in tutti i modi a farla slittare di qualche mese, c’era un aria brutta e pesante, ricorso respinto. Ovvio pure questo.

L’obbligo di recarti in questura ha condizionato la tua vita sociale e privata, oltre che privarti della tua passione?

Si decisamente !! Anche se quando ho fatto le domandine per esentarmi per motivi personali e perché fuori sede non ho mai riscontrato opposizione, certo portando le relative giustificazioni come biglietti treno, aereo, ecc…un paio di volte firmai fuori regione, un’altra ancora volevano che lo facessi all’estero…..si attaccarono!

Raccontaci un episodio.

Un giorno stranamente vennero i carabinieri invece che la polizia, erano i carabinieri della frazione dove abito io, incazzati neri perché stavolta toccava a loro… era una convocazione presso i loro uffici. Andai nel giorno e nell’ora invitato: il brigadiere non sapeva nulla, chi fossimo, che volevamo e perché ci avevano chiamati, alche per affrettare i tempi dissi che doveva essere per forza il Daspo (dato che era l’unico mio problema con la giustizia) la sua risposta fu: COS’è’ IL DASPO ???!!! Feci una lezione sulla diffida sia dal punto di vista giuridico che applicativo (ovviamente molto di parte…) che durò un’ oretta con il brigadiere attento ed interessato ma soprattutto totalmente ignorante, non sapeva nemmeno l’acronimo della parola DASPO! Era la prima volta che lo sentiva nominare. Ah….mi avevano chiamato per notificarmi che la cassazione aveva respinto il ricorso sulla firma, io lo sapevo già ovviamente ed era passato circa un mese e mezzo da quell’omicidio Sandri…mancavano un paio di giorni a natale. Auguri…brigadiè!

Quanto ti è costato affrontare il processo?

Non molto, fortunatamente l’avvocato è uno che sta dalla nostra parte non solo nel suo ufficio! Ma sicuramente soldi che potevo risparmiare per altro…

Dopo due anni vieni prosciolto perche il fatto non sussiste, giusto?

Giusto ! Perché il fatto non sussiste ! Ho avuto almeno la soddisfazione di vedere in faccia il volto degli agenti che mi denunciarono due anni prima, e che chiamati a testimoniare, erano in evidente confusione, imbarazzo, non ricordavano, sbagliavano luoghi e nomi, addirittura squadre di calcio!! Sono convinto che quel giorno qualcuno di loro nemmeno allo stadio era, mentre altri dissero : “Francamente non mi sento di colpevolizzare XXXX” “non ritengo che possa aver procurato pericolosità” “ in mezzo a tante persone che contestano e schiumano rabbia dagli spalti, in un clima di tumulto e confusione non posso sapere cosa stava dicendo XXX” ma fu la stessa persona che firmò la mia diffida!!

A quel punto quanto tempo hai atteso l’annullamento della diffida?

Piu di 2 mesi! Pazzesco!! Sono assolto perché il fatto non sussiste, ed invece di mandarmi una lettera di scuse,sono andati fuori tutti i termini previsti, la sentenza ( senza di essa non può procedere il questore) deve essere depositata entro 15gg dal giudice, ha atteso 1 mese e mezzo, il questore settimane e settimane con l’ordine del giudice a revocare immediatamente il provvedimento limitativo delle libertà personale sul tavolo per una firma ed un timbro.

Cosa provi ad essere stato derubato ingiustamente delle tue domeniche?

RABBIA,ODIO,RISENTIMENTO.

Hai ricevuto un risarcimento in denaro?

NO.

Di nuovo in curva, raccontaci l’emozione del ritorno.

Sinceramente nessuna emozione in particolare, del resto non mi sono mai allontanato dal mio gruppo e dalla mia curva, dalle attività di gruppo e dai miei fratelli, quindi solo un po’ di adrenalina ma nulla più, è stato come se ci fossi sempre stato. Il mio più grande rammarico e non essere riuscito a dimostrare a mio padre la mia innocenza, la persecuzione e le ingiustizie che ho subito! La cosa che mi ha pesato più di tutto è stata la mancanza di serenità che questa storia ha portato a casa mia. Mio padre è un brav’uomo leale e onesto e spesso quello che dice la tv dei benpensanti condiziona chi è ignorante su questi aspetti! E lui non è rimasto estraneo a questo lavaggio del cervello e manipolazione mediatica. Non è servita la sentenza che mi assolve da tutto, per lui sono rimasto un facinoroso che fa danni allo stadio anche se mi ama alla follia come un padre ama un figlio.

7 febbraio, 2009

Il domopack sul cuore

Filed under: partito democratico,satira,sinistra,umorismo inutile — ilkonte @ 12:34 pm
Tags:

Passaggi e battute che mi sono appuntato:

“Nanetti gruppettari clandestini che non siete altro!”

Ma che c’avete sur core, er domopack?!

“Dimmi te che bisogno c’era de fa o’ sbaramento?! Questi se sbarrano da soli!

“So stato co’ Ferero, davanti a sede der Pd… Quella co’ na targa si e n’altra no… quella a targhe alterne.

La classe operaia che si ribella e canta “Era meglio Gianni Agnelli” e nessun politico di sinistra.

“Guarda che se famo a manifestazione pe’ gli’immigrati io faccio la manifestazione con gli immigrati. Quelli il 4% da mo’ che l’hanno superato!

“- Tocca portà un paio de medici obbiettori e famo un figurone
Quelli ‘i conosce ‘a Binetti..
-No no… Non quelli d’a Binetti! Vabbè niente… ce rinuncio

E poi.. c’è una scena. Ferrero e Russo Spena davanti la sede del Pd a protestare contro lo sbarramento. A un certo punto arriva gente, magari so militanti, compagni. Macchè… I giapponesi. E fanno le foto a Ferrero e Russo Spena. Io l’avevo detto che finiva così.

6 febbraio, 2009

Il golpe sulla pelle di Eluana

Filed under: attualità,personalismi — ilkonte @ 7:38 pm
Tags:

Dietro il caso Englaro, dietro il “conflitto” tra Berlusconi e Napolitano c’è un’ipotesi di golpe. Napolitano non poteva non rigettare il decreto legge, totalmente incostituzionale e la minaccia di Berlusconi di cambiare la Costituzione proprio per far passare questa norma è un tentativo di golpe. Vuole un precedente, fatto questo si potrà sempre più alzare l’asticella, sempre più spingere verso la distruzione della carta costituzionale per ogni evenienza, contro ogni opposizione, contro ogni critica, contro ogni diritto. Siamo in un regime Komeinista, totalitario, autoritario, autocratico. Un regime che si appella al popolo, al pubblico televisivo, agli italiani che vivono il loro medioevo senza vergogna, senza timore, senza ritegno, senza dignità. E gli italiani, o almeno la stragrande maggioranza di loro, assisterà, applaudirà e ripeterà, come abitudine impone, le parole del teleschermo.

Non ho parole per descrivere come mi sento. La legge vergogna sull’immigrazione, il decreto komeinista. Mi sento complice di questo letamaio ad ogni respiro, ad ogni passo, ad ogni tiro di sigaretta, ad ogni luce che accendo, ad ogni momento di sconforto perchè non trovo lavoro, non trovo soluzioni, speranze, slanci. Siamo complici perchè viviamo in questo paese di merda. E una manifestazione, un colpo di indignazione, un urlo… nulla potrà ripulirci da questa sozzura.

1 febbraio, 2009

Ricordi in terza persona (meglio prendere le distanze)

Filed under: deliri controproducenti,personalismi — ilkonte @ 11:54 am

Arrivava ogni giorno che c’era già qualcun altro. Con la testa bassa e il buon umore fumante fra le dita, prima e dopo aver preso il caffè nel bar di fronte la fabbrica del consenso. Non parlava molto, ci provava, aveva i pensieri impastati di sonno. Provava a trovare contatti vocali con i colleghi operai, i colleghi. Fumava la sua ultima dose di buon umore, la schiccherava lontano, sorrideva all’ebbro di falsa coscienza. Ed entrava. Ordinato come sapeva essere, educato. Appendeva ogni giorno i suoi sogni e le sue passioni alla sedia, si accomodava e con la mano sinistra prendeva dalla tasca del cappotto appena appeso un blocco per gli appunti che gli ricordasse cosa era, forse. Poi, lette 2 righe su un free press raccattato, si rituffava nel suo quadrato bianco, la sua trincea in cui combatteva per il nemico. Non aveva molto da dire, non aveva tanto da fare. Era in catena di montaggio, un procacciatore, con un telefono con i tasti particolarmente grossi, il discorso prestampato, la sua analisi di mercato o studio di settore da farsi da solo ogni giorno tra i segni sulle pagine gialle e manco un cazzo di schermo di pc. Ad ascoltare dialetti, fallimenti, soldi che mancavano per tutti, a cercare di spegnere cervello e rabbia e andare avanti come un automa, a fare smorfie, a sorridere alla bionda tanto simpatica e cordiale cascata anche lei lì, mentre tutto intorno un vociare sempre uguale,  ipocrita, da altri cubi bianchi prestampati, sopravviventi…  E a pensare, a ogni respiro: “Vabbè so’ soldi… Ma che cazzo ci faccio qua?”.

Blog su WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: