franchino's way

28 novembre, 2008

Misure anti spopolamento

Filed under: attualità,idiozie,lucania,Ma guà che storia! — ilkonte @ 1:39 pm

Nessun intento razzista e men che meno antisemita. “Questo deve essere chiaro: la mia proposta politica si inserisce all’interno di un “pacchetto” di concreti interventi sociali che la Fiamma Tricolore presenterà in questi giorni.” Di cosa si tratta? La Fiamma Tricolore della Basilicata avrebbe proposto di donare 1500 euro per ogni nato nel 2009 nei paesi lucani di Carbone, Calvera, Cersosimo, Fardella e S. Paolo Albanese che venga chiamato Benito o Rachele… Ecco una destra al passo coi tempi! Ecco la soluzione contro lo spopolamento…

Ovviamente, come quasi sempre quando si accorgono o gli fanno notare di aver detto una cagata, a destra  è tradizione dire che è stata solo una goliardata, utile a far parlare di loro i giornali… contenti loro… Ma chi glielo va a spiegare ad Haaretz e Maariv che qui in Italia c’è solo tanta tanta voglia di farsi 2 risate?

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15 novembre, 2008

Disobbedienze post-cofferatiane (notte bianca al Pratello)

Riso, riso sugli sposi. Orario imprecisato, pochi i bicchieri, serata inoltrata ma non tarda quindi. Si dice notte bianca al Pratello. Il Pratello, mito o disguido dei miei anni bolognesi , mito o disguido generazionale. Quando una volta uscivo con 5mila lire e alla fine la serata l’avevo comunque svoltata. Ma al Pratello non ci andavo. Ci capitavo. Spaesato e spostato, proprio se non c’era un cazzo da fare. La birretta borghese in mezzo ai vecchi. O meglio, ai poco più vecchi. In mezzo a quello che tra poco tempo, pochi anni (pochi esami…) mi aspettava. Impiegati trentenni, giovani artistoidi, sinistroidi radical chic. Perchè il Pratello era quasi fighetto mentre Piazza Verdi, Piazza Puntoni, Largo Respighi, Piazza Maggiore erano pop, very pop, very cool, very interesting. Perchè lì vivevi come se fossi al Sud ma alla fine eri solo a Bologna. Serate seduti su una scalinata o su un gradino con un amabile sconosciuto. Vita di piazza, di strada, di chiacchiera “non mercificata”(oddio parlo come un centro sociale!). Scambi di vino e di aria condita di parole e poi partita a calcio; cinque contro cinque, squadre miste di spacciatori marocchini e matricole terrone. La porta fatta come quando eri bambino con gli zaini o con i cappotti. E poi il super santos o il pallone del tipo che quando si è rotto le palle ti molla sul 4-4 e si faceva che chi arrivava a 5 vince. Una volta io solo italiano in una squadra di stranieri, il goal della vittoria dopo due dribbling (datemi un bicchiere e solleverò il mondo) e l’esultanza urlata, stile Tardelli. L’abbraccio coi “fratelli africani”. Il vigile si avvicina:<Vabbè… Non urlare!>. E io:<Scusa viggile… sto goal manco alla pleistescion!>. Il battesimo. Bologna e le scale di piazza Maggiore. Chiedete a uno che sta a Bologna da meno di 5 anni di piazza Maggiore! Ditegli che stavamo su quelle scale ora transennate, separate, staccate, abortite, a fare quel cazzo che volevamo… Raccontate di piazza Verdi, dei giardini del Guasto, di piazza Santo Stefano, delle feste a casa. Delle volte che uscivi e chiedevi in giro se sapevano di feste di appartemento (quotidiane e mostruose). Ditegli cosa era la città che oggi calpestano ossessionati dal fantoccio del degrado. Osservate i loro occhi stupiti e sentitevi fortunati. La Bologna che amavamo. E poi immergetevi nell’amarezza. Uno vorrebbe invecchiare, crescere, cambiare mentre fuori tutto, o quasi, resta come era… e invece. La città è invecchiata più in fretta di me. Avanti il prossimo, anche se non sa dove cammina, con chi cammina, cosa vede, cosa respira, cosa mangia, cosa cammina (ripetizione voluta). Ma non è colpa sua. Avanti il prossimo che io ho dato fin che potevo. Ma cosa cazzo vedi tu?
Notte bianca al Pratello. Di protesta si dice. Protesta danzante, casino tanto per dar fastidio. La pizzica tanto per fare strereotipo terzomondista (che palle!). Insalatiere di plastica come cappello, sorrisi, alcool di ordinanza, servizio di disordine attivato. Gioia. C’è anche il giovane vecchio che ogni tanto scrive cose agghiaccianti su un giornale locale molto importante che, vestito da giovane, dice ubriaco a colleghi di altre testate dove sta bevendo. Erano anni che non vedevo quella strada così. Ma quanta gente c’è?! Incontro una ragazza dell’85. E’ in città, studentessa nella scia (e nella casa) del fratello maggiore venuto qua 5-6 anni prima. <Marò,  hai visto che bordello?> fa… La risposta sorridente :<Eh si.. era la normalità… ma visti i tempi…>. Sorridiamo amaro (come quello che ho in corpo… alto tasso) entrambi. Ognuno con le sue ragioni. E poi il riso. Buttato dal terzo o quarto piano di un appartamento affittato a studenti a peso d’oro (metraggio d’oro). Riso sugli sposi. Riso per la nuova vita. Riso, sorrisi e applausi… Momenti da circatrentenni…

14 novembre, 2008

Sentenze

Filed under: attualità,g8 — ilkonte @ 11:20 am

Scuola Diaz. Assolti i vertici della polizia. A commettere violenze solo alcuni singoli vermi all’interno di mele marce. Vergogna.

5 novembre, 2008

Caro Senatore (Veltronismi)

Filed under: attualità,partito democratico,politica,satira,umorismo inutile — ilkonte @ 4:45 pm
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Roma, 5 nov. (Adnkronos) – “Caro senatore Obama la sua vittoria puo’ cambiare il mondo”. Inizia cosi’ la lettera inviata dal segretario del Pd Walter Veltroni al presidente eletto degli Stati Uniti. “La straordinaria affermazione da lei conseguita -scrive Veltroni- nel voto per la casa Bianca ci ha riempito di gioia: e’ un evento straordinario, un vero e proprio cambio destinato a riflettersi nella storia del suo paese ed insieme a modificare, come un grande vento, le speranze e gli assetti del mondo”. “Noi -prosegue il leader Pd- democratici italiani, abbiamo seguito con passione la sua campagna elettorale, l’affermarsi di una nuova leadership e di nuove idee capaci di conquistare i cuori e la mente degli americani e di affermare una visione del mondo fatta di progresso, solidarieta’, uguaglianza, sviluppo compatibile. Tra l’Italia e gli Stati Uniti c’e’ una lunga tradizione di amicizia che ha al suo centro la vittoria contro il fascismo e il nazismo e la difesa dai totalitarismi”. “La sua vittoria e il suo arrivo alla Casa Bianca sono accolti dal popolo italiano come una positiva possibilita’ di rafforzare questa amicizia e collaborazione. A questo -conclude- noi ci impegniamo, volendo anche rafforzare i legami che da sempre ci uniscono al Partito democratico degli Stati Uniti. Le invio i miei piu’ cordiali saluti e i nostri complimenti”.

(Pol/Col/Adnkronos)

05-NOV-08 12:29

Yes they can

Filed under: attualità,politica,Walter Veltroni — ilkonte @ 2:33 pm
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Mi sveglio alle 6.40, il televisore ancora acceso. Vedo appannato, ma riconosco il bel faccino di Obama che parla in Tv, l’inquadratura passa velocemente sulla folla. C’è una ragazza che piange. Mi rigiro nel letto pensando che Obama ha perso. Mi riaddormento e comincia un sogno. Sono a casa, davanti al pc, a scrivere su questo blog parole livorose quando sento bussare alla porta. Apro e davanti a me c’è proprio lui, Obama, tutto serio. Mi fa :”Devi avere speranza, devi sognare, devi credere… Yes, we can”… Nel sogno lo mando a cagare e gli chiudo la porta in faccia.

Mi sveglio normalmente alle otto e per prima cosa scoppio a ridere da solo, mentre monto la moka, nel ricordare il sogno. Ha perso e mi bussa a casa?! Che cosa vorrà dire?! Accendo la tv… Sorpresa! Obama ha vinto! Fuori c’è anche il sole… pare proprio una bella giornata. Devo credere, devo sperare, mi dico, mentre bagno la moka che non vuole “far uscire” il caffè.

Obama, il simbolo del sogno americano. La concretizzazione dell'”I have a dream”, la faccia pulita, i discorsi alti, la speranza in pasto al mondo che speranze sembra non averne più.

Mi faccio alcune domande:

Ma ora che negli USA hanno un presidente nero cosa farà Michael Jackson?

Ora che l’amico George scompare, che la sua politica scompare, a chi racconterà le barzellette il nostro presidente del Consiglio? A chi forniremo falsi dossier per scatenare guerre? Come faremo a spaccare l’Europa? Come ci porremo nei confronti della Russia dell’amico Vladimir? Gli è veramente rimasto solo l’amico Walter? Poverino… Cosa dirà al presidente di colore rappresentando un governo in cui siedono gente della Lega e Alleanza Nazionale? Gasparri ha già detto che l’elezione di Obama è un favore ad Al Queda… Mamma santa… che acume! E’ strano che nessun esponente di spicco del centro destra, un illuminato ultras neo-teo-con, un fine intellettuale, un agente Betulla, che nessuno da quel calderone populista abbia chiesto il riconteggio dei voti o abbia parlato di brogli… me lo aspetterei e mi deluderebbero. E’ come se uno decidesse di vedere un film col compianto Bombolo e questo non prendesse neanche “na pizza”… Ts ts… (La commedia all’italiana (trash) e il pubblico a questo punto esigono una cazzata colossale… Gasparri c’è andato vicino… ma non ci siamo ancora… al poveretto avranno letto un articolo di qualche giornalazzo conservatore americano di qualche settimana fa e lui, addestrato bene, non ha fatto altro che ripetere… Voglio di più!)

(forse ci siamo!) Walter spera che la vittoria di Obama segni una nuova fase di cui forse anche il Pd potrebbe riuscire ad approfittare… Aspè Walter… Nun core… Fatte prima na lampada… Magari funziona… fra 4 anni… Ma per favore! (apprezzabile anche questa… ma no… doveva dire che è stato lo slogan a funzionare e che lui ha avuto poco tempo per farlo passare, che qui ha perso perchè c’era bisogno di qualche mese in più per trasmettere i valori democratici che hanno portato alla vittoria in Ammerica… dai Walter… non ci hai mai deluso!)

Walter, Silvio e Michael… tre uomini, tre nani di fronte alla storia. Bella Barack!

P.s.

Nasce un dubbio generazionale atroce. Spagna o Usa? Zapatero o Obama? Problema lacerante. Circatrentenni sinistroidi in cerca di esilio democratico ora non sapranno più che pesci pigliare. Il discorso che comincia a farsi strada è ora… Vado in Spagna per la Liga o negli Usa per L’Nba?

2 novembre, 2008

Invito alla lettura di una lettura

Filed under: letture — ilkonte @ 1:15 pm
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E’ un post di qualche giorno fa ma, come rarissimamente mi è capitato, ho avuto il piacere di rileggerlo più e più volte… Una lettura amara di quello che siamo noi, la nostra generazione, la nostra vita. Parole che ti tagliano in due e vanno al cuore del problema. Un’analisi spietata, una lettura consigliata. Mi sento meno solo e sento che per fortuna c’è chi ancora sa usare le parole giuste. Grazie Fra.

Buona lettura

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