franchino's way

29 dicembre, 2007

Discorso di capodanno (un blog di servizio)

Un visitatore è arrivato oggi su questo blog cercando su un motore di ricerca “discorsi già pronti per il cenone di capodanno”.

Sono immobile con le mani sulla tastiera. Il fatto è che non riesco a immaginare chi possa cercare un discorso preconfezionato. Caro visitatore mi hai spiazzato. Quanti anni hai? Di che sesso sei? Che lavoro fai? Chi sono e cosa fanno i tuoi commensali? Che effetto vuoi avere su di loro? Così alla cieca mi viene difficile immaginare un discorso da regalarti. Prometto di pensarci su.

Per il momento ti suggerisco qualche bella parola o espressione che potrebbe farti fare la tua porca figura:

Rete, sinergia, circolo virtuoso/vizioso, problematica, tematica, ottimismo, pragmatismo, benaltrismo, inficiare, pernicioso, famiglia, tradizione, coppa, angusto, deliberare, squisito, sicurezza, mercato, proporzionale, proporzionalmente, proporzionato, libertà, calore, natura, basito, anno di transizione, terzo millennio, la legalità non è di destra o di sinistra, regime fiscale, un gocciolare continuo è più forte di una secchiata, session, set, meeting, new deal, wellness, rumeno, ciclo, consultazione, fiducia, moderazione, francamente, intercettazione, flusso, riciclo, rimembranze, destituire, destare, rimestare, sopire, ascritto, politically correct, interculturale, crogiuolo, trasversale, bi-partizan, vischioso, personalismo, laicismo, clericalismo, teo-con, neo-con, liberale, liberalismo, libertismo, libertinismo, d’uopo, permettetemi di dire/dissentire/correggere/rettificare, uso privatistico, corto circuito, terrorista, moschea…

Continuerò a lavorarci su, caro visitatore.. non mi sento di lasciarti solo e disperato per il cenone. Tranquillo, alzerai il calice e li lascerai a bocca aperta.

28 dicembre, 2007

Niente alcool.. siamo bolognesi

Filed under: attualità,bologna,Ma guà che storia!,umorismo inutile — ilkonte @ 1:52 pm

Che ideona!! Niente alcool a Bologna dalle 16 del 31 alle 8 dell’1. Tutti sobri, composti, ben vestiti e ordinatamente in fila a farsi gli auguri e a guardare lo spettacolo del vecchione che arde in piazza Maggiore. E guai a chi stappa lo spumante in piazza.. Punkabbestia maledetto.

Il valore educativo di questa ordinanza è lampante. A Bologna siamo persone serie: si festeggia con moderazione, si fa una passeggiatina, e poi alle 2 (dai facciamo le 3 che è capodanno) tutti a letto senza fare storie. Questo per tutti i facinorosi che pensavano di voler passare una notte in piazza, come bene o male si fa in tutto il resto del mondo. Il messaggio è: andate a fare il veglione in qualche discoteca, in qualche ristorante. Rinchiudetevi. Fuori il mondo è brutto e pericoloso. Poi fa freddo.. volete ammalarvi? Fuori la città non è fatta per essere vissuta, è troppo fragile, insicura. Andate a insozzare qualche altra città ancora infetta dal nefasto morbo benaltrista. Niente alcool, niente feste, niente sesso, niente di niente… Siamo bolognesi.

Grazie sindaco. Ero indeciso. Volevo quasi quasi portare a Bologna una quindicina di amici per il capodanno. Con questa mossa a sorpresa di indubbio valore politico avrei condotto la compagnia in un interessante tour tra il sociologico e l’antropologico sul declino e il bigottismo.. ma, purtroppo, ho brutte frequentazioni. A capodanno si ostinano a voler fare festa e, guarda un po’, vogliono bere se possono non prendere la macchina. Alla fine mi porteranno in un’altra città più peccaminosa. Forse Roma… O forse l’alternativa, vivacissima, vivibilissima, vivissima, divertentissima Potenza… Preferiscono così.. Grazie sindaco. Ci/mi hai schiarito le idee e, fondamentalmente, mi hai risparmiato un bel po’ di lavoro di pulizia della casa dopo il passaggio dell’orda festante.

24 dicembre, 2007

Regalatevi un buon natale

Filed under: deliri controproducenti,personalismi — ilkonte @ 1:46 pm

Anche quest’anno riuscirò a non dare gli auguri? Ce l’ho fatta nel frattempo a non fare regali, a non rispondere agli sms ridicoli e retorici. Stamattina, per esempio mi sono svegliato e ho trovato un messaggio di uno che non vedo da almeno 15 anni. Con un linguaggio Fantozziano augurava a me e alla mia famiglia un sereno natale.. Ma chi te conosce?

Le feste di natale mi mettono sempre un po’ di ansia. Non è solo la tristezza che mi infonde vedere il 99% delle persone appiattite nell’isteria collettiva della festività. La stessa tristezza mi assale quando capito in una spiaggia superaffollata, in una discoteca, in un rave, in chiesa o in mezzo a una masnada di adolescenti con all stars, telefonino, pearcing, risatina e frangetta di ordinanza.

La tristezza del Natale è più profonda, personale. L’anno sta per finire. Bisogna tirare le somme. Il 2007 non è stato male. Mi sono divertito, ho fatto un sacco di cose interessanti. Ho frequentato e conosciuto meglio persone eccezionali. Bilancio più che positivo dopo qualche anno di depressione costante. E’ l’idea di iniziare il 2008 che mi spaventa. Fattore generazionale a parte (.. come noto siamo la prima generazione dal dopoguerra a non avere idee positive sul futuro), quello che mi mette ansia è sapere che l’anno prossimo avrò 28 anni, sarò disoccupato e forse ancora non mi sarò laureato. Gli anni passano veloci se hai tanto da fare. Il discorso è che per quanto tu possa correre.. sembra di rimanere fermo. Meno male che almeno non sono solo.

E poi Potenza. Già so che discorsi farò, davanti a quali locali, con quali persone. Conosco a memoria il copione che ripeterò fino allo sfinimento con praticamente chiunque (stampatello io… corsivo l’altro/a): 

come va?
bene tu?
apposto..
quando sei arrivato?
il 23..
quando te ne vai?
boh.. dopo capodanno..
ah.. e che fai a capodanno?
non lo so.. vedremo all’ultimo
e infatti.. pur’io… ma stai ancora a Bologna?
si.
come va?
solito (qui se ho bevuto racconto qualcosa e chiedo all’altro qualcosa.. sennò un solito o un come sempre, o un più rassicurante “tranquillo” va più che bene..)
Ma hai visto  *****?
no/si
che personaggio (eventuale ricordo dell’ultima volta che ha visto la persona o ricordo di quando 16 anni fa capitava di vedersi a scuola, nel quartiere, ecc..)…
eh si..
o.. ci becchiamo in giro eh?
si si… tanto dove scappi..

Sarò asociale.. sarò stronzo… Ma anche quest’anno prevengo.. Uscirò un paio di sere con gli amici più intimi.. mi ubriacherò per affrontare meglio la routine e non mandare a cagare qualcuno dopo la 4a ripetizione del copione.. Poi mi richiuderò a casa.. Ho 2 libri da 400 pagine pronti per essere divorati, la mia partita di scudetto per la sera e 40ina di film già visti da ripassare… e quei 4 amici che non vedi da mesi.. Tutto il resto… non esiste.

Regalatevi anche voi un buon natale.

20 dicembre, 2007

Alla Rai o prostitute o di sinistra

Ascoltata la telefonata Berlusconi-Saccà? No? Allora fatelo!!!

Agghiacciante, delirante, divertente.. Un pezzo da commedia all’Italiana. Il passaggio chiave è quando Berlusconi, terminata l’analisi politica sugli equilibri nel cda rai, propone 2 nomi. Uno è quello di Evelina Manna. E’ lei il grimaldello , l’arma fine di mondo per rovesciare Prodi. Il vecchio Berlusconi conosce l’animo umano, è uomo di mondo. Quelle due belle pere, quello sguardo da gattona hanno fatto ballare il cuore a qualche senatore del centro sinistra. Segno dei tempi… L’E-Velina proposta da un vecchio ad un altro vecchio per accontentarne un terzo. Gerontocrazia, figa, post-ideologia e internet… L’Italia inciuciona, grossolana e ridicola del 2000.

E comunque… “si entra in Rai solo se ci si prostituisce o si è di sinistra”… è sempre bello, stimolante ed importante scoprire che a monte ci sono sempre papponi, ex socialisti o ex comunisti.

Lettere da Bologna

Filed under: bologna,Ma guà che storia!,società — ilkonte @ 8:34 pm

Il Carlino on line invita i lettori a mandare la letterina di Natale al sindaco Sergio Cofferati.. Il risultato? “Vattene”, “dimettiti”, “ridacci Guazzaloca”, “hai ridotto la città uno schifo”, eccetera eccetera. Non voglio esprimere giudizi sull’operato del sindaco. Posso solo dire che sono deluso, delusissimo.. La cosa interessante è che da destra lo accusano di non aver fatto abbastanza sulla legalità e degrado mentre da sinistra (non pd naturalmente) l’accusa è di aver solo blaterato di legalità e degrado in maniera spesso sbagliata e pericolosa. La realtà non sta nel mezzo. La realtà è che questi temi sono stati creati e gonfiati ad arte, non esistono nella consistenza e non sono allarmanti come il carlino e la stampa nazionale li dipinge. Basterebbe, per chi non è bolognese, venire qua a fare una passeggiata dopo aver visitato altre città ben più sporche, caotiche e pericolose. I problemi della città sono altri: il declino culturale, la provincializzazione, il costo delle case e degli affitti, il precariato, l’università in crisi di iscrizioni e dominata da baronie incancrenite.

Una cosa è sicuramente vera. Cofferati sotto le due torri sarà un uomo importante, uno che ha segnato una svolta storica. Temo irreversibile. Sia che decida di ricandidarsi o meno, che il centro sinistra perda o vinca le comunali ci sarà un inasprimento e un rafforzamento della politica cofferatiana. Se vince il centro sinistra crederà di aver cavalcato un cavallo vincente e proseguirà sul solco del cinese. Se vince il centro destra sarà aizzato a continuare con più acredine e forza perchè la sinistra non è stata in grado di fare abbastanza. Intanto la città proseguirà nel suo inesorabile declino e continuerà a rinchiudersi nelle sue paranoie e insicurezze.

Ultimo ragionamento. Pare che Bologna nella classifica del “sole 24 ore” sia scesa al 12° posto generale e sia preoccupantemente ai primi posti per quanto riguarda la criminalità. La cosa che mi fa sorridere è pensare che Bologna sia più pericolosa di Taranto, Napoli, Bari, Palermo o Catania. Ma quello che mi fa ancora di più sorridere è che i provincialotti bolognesi sono sempre più convinti, dopo aver letto sui giornali che la loro città è pericolosa, di vivere nel Bronx. A riassumere questo sentimento provinciale e bottegaio una prima pagina di questi giorni del Resto del Carlino: una fotonotizia con una figura in controluce sotto un porticato e il titolone “ULTIMI E INFELICI”. E che non ci vuoi credere? L’hai letto il giornale?

12 dicembre, 2007

Come in Cile

Filed under: attualità — ilkonte @ 5:00 pm

Tristi paralleli tra le telefonate stonate e intercettate del cavaliere e lo sciopero dei tir. E’ lo stesso portavoce di Forza Italia a far strisciare, insinuare l’inquietante paragone. Per il cavaliere le continue intercettazioni sono degne del Cile di Pinochet. I camionisti cileni invece col loro sciopero bloccarono letteralmente il paese spianando la strada verso la delegittimazione del governo legittimo di Allende e il successivo golpe..

Butto lì la mia di insinuazione. Ormai il paese è già tornato in tutto e per tutto al proporzionale. Lo dimostra la già iniziata campagna elettorale del tutti contro tutti in atto. E sopratutto lo dimostra la giravolta totale di An nei confronti di Forza Italia. Il “complotto” se c’è arriva da ambienti di An per delegittimare anche da destra il cavaliere. Fanno sì che si scoperchi la pentola, fanno saltare la loro copertura, ricattano politicamente l’ex alleato da scalzare. E’ la guerra amici.. e il fine giustifica i mezzi. Altrimenti non si spiegherebbero neanche i tardivi risvegli di alcuni esponenti del partito di Fini che scoprono dopo 15 anni di amorevole convivenza e leccaculismo spinto il conflitto di interessi, le grane giudiziarie, i presunti e reali contatti con la mafia e i mafiosi, eccetera eccetera.

2 dicembre, 2007

I bei tempi..dedicato a tutti noi 25-30enni e oltre di oggi (mail ricevuta)

Filed under: personalismi — ilkonte @ 1:55 pm

Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda colore’.
Noi che facevamo ‘Palla Avvelenata’
Noi che giocavamo regolare a ‘Ruba Bandiera’.
Noi che non mancava neanche ‘dire fare baciare lettera testamento’.
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco Della Vittoria e Viale
Dei Giardini’.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede
cresceva.
Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della
bicicletta.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più
figo.
Noi che ‘se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le
marce’.
Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d’aria mettendole in
una bacinella.
Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato
nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.
Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per
tutta casa.
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la
bella della bella..
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le
mani non era fallo.
Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ anche se conoscevi tutti i personaggi
a memoria.
Noi che giocavamo a Forza 4.
Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre
Domodossola).
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.
Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’.
Noi che giocavamo per ore a ‘Merda’ con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere
il nastro con la BIC.
Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga
(Goldrake, ovvio..)
Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.
Noi che abbiamo raccontato 1.500 volte la barzelletta del fantasma
formaggino.
Noi che alla messa ridevamo di continuo.
Noi che si andava a messa se no erano legnate.
Noi che si bigiava a messa.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul
terrazzo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al
compagno.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola
con l’albero.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri
compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a Dormire
tardissimo.
Noi che guardavamo film dell’orrore anche se avevi paura.
Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era
il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che internet non esisteva.
Noi che ‘Disastro di Cernobyl’ vuol dire che non potevamo bere il latte alla
mattina.
Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del
pane che si impregnava d’olio.
Noi che non sapevamo cos’era la morale, solo che era sempre quella..fai
merenda con Girella.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.
Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c’era Happy Days.
Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween!!!
BEATI NOI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lancio un’idea.. Aggiungiamo altri Noi.. Comincio io (con aneddoti a sfondo calcistico.. naturalmente)..

Noi che “il pallone e mio e le squadre le faccio io”

Noi che “la porta è da qua a qua”

Noi che citofonavamo per farci buttare il pallone finito sul balcone

Noi che non c’era parcheggio o piazzale o strada in cui non si potesse giocare

Noi che “il pallone è mio e il rigore lo tiro io”

Noi che il più scarso andava sempre in porta o al massimo in difesa

Noi che cadevamo, di sbucciavamo, ci picchiavamo ma non piangevamo dalla mamma.. eravamo sempre lì sulla strada

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