franchino's way

2 febbraio, 2013

Il fruttarolo (la resistenza che ti vende il pomodoro… 12)

Filed under: deliri controproducenti,il fruttarolo,personalismi — ilkonte @ 1:54 pm
appocundria ‘e chi è sazio
e dice ca è diuno
appocundria ‘e nisciuno. (Pino Daniele)

Maledetto hangover, mi fa male la luce negli occhi.

La ragazza del pesto si starà dando una rinfrescata in bagno, sento rumori del lavandino. Continuo a fissare il Sardo che fa finta di niente e termina la sua colazione rullandosi il primo cannone, quello del risveglio. 

So che il bastardo è arrivato al Baraccio, ha approfittato della mia condizione pietosa, e s’è portato a casa la donna che era lì per me. Coinquilino di merda. Non ho parole, non so da dove iniziare. Il polipo deve cuocere nell’acqua sua, direbbe mio padre, ma sono un istintivo e non posso lasciare che la cosa cada così. Non sempre riesco ad essere superiore.

“Sei uno stronzo.”

“Eh?!”, risponde nel fruscìo del rullaggio.

“Non fa’ lo gnorri, sai benissimo di cosa parlo”, mi rimbomba in testa la mia stessa voce.

Itta sesi imbriagu ancora? – lecca di sarcasmo la cartina – neanche buongiorno mi hai detto”.

Adrenalina. L’incazzatura sta montando, come schiuma in una pentola che bolle. Fra un po’ sbrodola tutto sui fornelli.

“Carina la tipa eh? – cerca l’accendino dalle macerie sul tavolo – Mi ha fatto farre un sacco di risatte ierri serra.”

“Sfotti pure? Bastardo!“, ruggisco. Vorrei alzarmi, vorrei tirargli un posacenere dietro, vorrei vorrei… ma non ce la faccio.

Tui ti sesi ammacchiau tottu. itte cazzu è chi oisi?” – scompare dietro una boccata di fumo bianco.

Epparla italiano cazzo!”, alzo la voce ma una fitta dietro la fronte, proprio sopra gli occhi, mi bastona e mi travolge. Ansia.

“Fratello. Non sto capendo che vuoi da me. – risponde placido – Secondo me è meglio se dormi un altro po’. Boh ma castia tui!

“Fratello un cazzo, e parla italiano diobono!”

Chiavi della porta del bagno che si riapre, si richiude, passi svelti, altra porta che si apre e si chiude. Silenzio. Continuo a fissare lo stronzo che prosegue, tutto tronfio, a fare finta di niente. Passiamo così qualche minuto in silenzio.

Era roba mia“, dico a voce bassa. Lui la prende come se stessi parlando tra me e me e fa un’altra boccata alla canna e un ruttino.

“Toh fuma va…  che magari ti rilassi.”

Non posso credere a cosa possa arrivare l’indecenza delle persone. Ora offre il calumet della pace, ma non ha capito un cazzo, questa me la paga, lo sbatto fuori di casa il punkabbestia. E me la pagherà anche quella troietta che si è permessa di venire qua a sfogarsi, a casa mia! Inaccettabile umiliazione. INACCETTABILE.

Non riesco a rispondere. Lui resta appeso col cannone che sporge sul mucchio di munnezza del tavolo, come una torcia olimpica sugli atleti alla cerimonia inaugurale. Non muovo un muscolo, il mio sguardo è fisso nei suoi occhi. Il Sardo lo regge mostrando indifferenza. E’ una lotta, se smette di resistere alla mia accusa muta vuol dire che ha torto.

Rumore di porta che si riapre. Passi svelti che si fermano sulla soglia della cucina.

“Ma che carini. Facciamo le belle statuine?”. E’ lei, è tornata.

“Oh, ciao cara – il Sardo si volta a salutarla  uscendo dalla sfida – è che stamattina l’amico sta ancora storto”

“Storto un cazzo, manica di stronzi”, continuando a mangiarlo con lo sguardo.

“Vabbè – la meravigliosa creatura si avvicina – se deve stare qua a prendere aria” raccoglie la canna dalla mano tozza del sardo che  le sorride in complicità.

Sbuffo e abbasso la testa. Mi volto a guardarla. E’ vestita e ordinata, bellissima. Peccato che sia solo una stronzetta che va col primo residuato tossico di inizio anni zero che gli capita. Il senso di umiliazione mi seppellisce. Non ci posso credere.

Lei accenna un tiro: “Caspita… – tossisce – Bella carica a prima mattina… – ritossisce – sei uno scoppiato!”

Lui sorride quasi orgoglioso. Io non ce la faccio a reagire a questa scenetta da coppietta sotto l’ombrellone. Hanno vinto loro.

La canna ripassa nelle mani del Sardo che la osserva come se stesse contemplando un’opera d’arte. Non so se gli è piaciuto di più il complimento per il carico di thc o lo scoppiato. Maledetti, se solo ce la facessi mi alzerei e me ne andrei.

Lei ci osserva affettuosa, una risatina e un “che carini”. Si avvicina e mi da un bel bacione sulla guancia che mi prende alla sprovvista.

“Ci vediamo presto, caro. – mi sussurra all’orecchio – E grazie di tutto.”

Resto a bocca aperta. Mi viene quasi duro, quasi. Accenno un “si.. niente” e copro l’imbarazzo con un colpetto di tosse nervosa.

Cosa cazzo sta succedendo?

Il Sardo continua a guardare la sua opera d’arte. Lei esce chiudendo la porta di casa. Mi riprendo all’istante: è stata con me allora? Nel dubbio la butto in caciara, che funziona sempre.

“MA HAI COMPRATO TU STO CAFFE’?”, sbraito.

“eh?!” – quasi gli cade lo spinello di mano, sorpreso.

HAI COMPRATO TU STA MERDA?” –  gli pianto davanti la faccia la tazzina vuota.

“Si, costava poco”, si giustifica.

“Sei un fallito del cazzo. Ripigliati che c’hai trent’anni, idiota!”

Ceee tottu custu casiu po unu caffei! Mah…” brontola…

Trovo inspiegabilmente la forza di rialzarmi e fare un’uscita di scena come si deve. Non ho capito assolutamente nulla di quello che è successo ma, non ho perso. E questo mi basta. Ma sono troppo orgoglioso per chiedere agli altri com’è andata. Piano piano i pezzi del puzzle andranno al loro posto da soli, spero.

HO VINTO… ma come?

Per ora una certezza c’è: devo correre al cesso a stracciare.

(n.d.a. si ringrazia M.L. per la consulenza in campidanese giovane)

(Continua)

deliri precedenti: 1 – 2 – 3 –  – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 1011
 

2 commenti »

  1. ti devo confessare, Conte, che al fruttarolo io mi sono affezionata non poco…
    Inoltre, pensavo che sarebbe perfetto (almeno i primi due o tre episodi), per questo concorso qui: http://www.concorsiletterari.it/concorso,3081,Racconti%20senza%20fissa%20dimora

    Commento di Leila Salimbeni — 5 febbraio, 2013 @ 7:41 pm | Rispondi

    • grazie per la segnalazione. mi informerò.

      Commento di ilkonte — 6 febbraio, 2013 @ 1:26 pm | Rispondi


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