franchino's way

25 ottobre, 2007

Babba Bia… (in aulin veritas)

Filed under: personalismi — ilkonte @ 1:35 pm

Dopo le proteste studentesche e le prime polemiche sulla finanziaria ecco arrivare anche l’influenza. Naso tappato (babba bia…), tosse cavernosa, mal di testa più forte e continuo del solito, ossa rotte e febbricola insistente. Sarò masochista ma da un certo punto di vista mi piace passare le giornate nel copertone in questo limbo. Sono malato e non, va tutto a momenti. Non sto abbastanza bene per uscire e fare la spesa ma non sono neanche troppo debilitato da non poter dedicare qualche ora a me stesso, chiuso nella cameretta. E allora film a go-go, serie tv americane, qualche disco che ho da mesi e non avevo ancora ascoltato, qualche buona lettura e addirittura partite in rete a Scudetto. Poi.. grazie alla tosse devo anche non fumare. Almeno per qualche giorno in questo modo il limbo è sopportabile. Poi però annoia. Perchè alla fine uscire, stancarsi, stressarsi, incazzarsi col prossimo è quel quid che ci rende la vita sempre varia. Si.. la pace, l’armonia e la solitudine sono un bene prezioso ma che deve rimanere raro per essere apprezzato.. altrimenti diventa anche quella una stanca routine e se ne perde il valore. Ecco.. il mal di testa sta aumentando di nuovo.. mi rituffo nella copertona… un’aspirina e poi… un’altra giornata di limbo… prima di tornare imbottito di aspirine in trincea a godere la bellezza della merda che è la vita là.. fuori… al freddo.

18 ottobre, 2007

Professori in castigo

Filed under: attualità,politica,società — ilkonte @ 4:24 pm

In Italia si parla sempre di mala-sanità, mal-governo, mala-vita ma si parla sempre poco di mala-scuola. Eh si.. Perchè nelle scuole italiane si annida una delle caste più forti del paese. I professori. Sono tanti, votano, hanno tessere sindacali e dal momento della loro assunzione in poi sono praticamente intoccabili. Per evitare strali e fulmini dai tanti insegnanti onesti e preparati cercherò di limitare l’argomento a situazioni circostanziate e rappresentative di quello che ho definito mala-scuola. Ho frequentato il liceo scientifico a Potenza. Bene, tra i miei insegnanti ce n’era qualcuno con evidenti difficoltà nell’uso della lingua italiana, altri dalle limitate conoscenze anche nella materia che insegnavano e altri ancora incredibilmente assenteisti e svogliati ma comunque stragarantiti. Uno di loro era solito entrare in classe, firmare ed uscire. Per un certo periodo di tempo fu anche vicepreside. Era uno di quelli che in prima o seconda ci illuminava con sermoni colmi di senso di responsabilità e coscienza politica rispolverando i ricordi di quando, giovane e comunistissimo, faceva le occupazioni nel suo istituto d’arte. Ai tempi nostri! Diceva…

Io ero uno studente sicuramente poco ortodosso. Un gran rompicoglioni, talvolta maleducato, gran filonista. Ma una cosa ho sempre fatto, anche da ragazzino. Sono stato onesto e mi sono sempre assunto le mie responsabilità. E allora al professore incapace non rispondevo alle interrogazioni spiegandogli che non avevo la minima stima nei suoi confronti e che quindi non riconoscevo la sua autorità, anche e sopratutto per giudicarmi. Al professore assenteista ma intellettuale rispondevo sovente con una sonora risata ai suoi tentativi di ramanzina. Alla professoressa svogliata reagivo con energico menefreghismo. Ma se tu fai il minimo indispensabile perchè io dovrei spremermi come un’arancia? Il tutto senza cercare scuse, senza inventarmi storie. Ero bastardo, lo sapevo. Anche se, col senno di poi, forse tante cose l’avrei potute evitare… Ma forse no.. meglio così.. tanto la furbizia mi avrebbe dato solo qualche voto in più… e che gusto ci sarebbe stato! Con quello che valeva, poi, ricevere un bel voto da personaggi di questo tenore.. almeno mi sono divertito! I professori che oggi come oggi mi hanno lasciato i ricordi migliori sono pochi. Erano quelli che avevano passione per quello che facevano, che non si nascondevano di fronte alle domande anche difficili degli studenti, che dimostravano curiosità nei confronti dei ragazzi o che comunque avevano ben chiara la funzione che dovevano svolgere che ottemperava sia il diritto al salario che il dovere di dare un buon metodo di studio ai ragazzi e possibilmente una buona preparazione.

Ben venga dunque la notizia delle sanzioni ai professori fannulloni. Vedremo in cosa consisterà in concreto l’iniziativa e se all’esigenza di ripulire e rilanciare la scuola a partire dal suo personale si sostituirà la pressione elettorale e la necessità di non urtare un bacino elettorale tradizionalmente vicino al centro-sinistra. Al momento stiamo a guardare, sperando che uno dei temi fondamentali da affrontare se veramente si vuole salvare la nostra amata scuola pubblica (avere cioè docenti preparati, vogliosi e stimolati) non venga accantonato in vista delle prossime elezioni.

Inizieranno forse scioperi e manifestazioni. Si griderà all’attentato alla scuola pubblica. Si dirà che la condizione degli insegnanti è negativa a partire dalle loro condizioni salariali, dallo stato degli istituti, ecc.. Tutte obiezioni valide. Tutti temi che da anni andrebbero affrontati. Ma sono temi che non esulano da un’altro aspetto della triste realtà dei fatti. Tanti insegnano senza esserne in grado. Tanti rubano mensilmente lo stipendio. Tanti avrebbero dovuto fare altri lavori. Tanti fannulloni distruggono quel poco di buono che c’è e che, anche per colpa loro, finisce per non dare buoni frutti.

versione di greco in una classe senza professore

una lezione di storia dell’arte

12 ottobre, 2007

Curre curre guagliò (okkupaziò)

Filed under: attualità,società — ilkonte @ 8:13 pm

Eccole arrivare. Puntuali come l’influenza, l’ingiallirsi delle foglie, la finanziaria. Cicliche come stagioni, l’alba e il tramonto e le fasi lunari. Inevitabili come la pubertà, la prima ubriacatura, il cambio della voce e i seni che si ingrossano. Anche quest’anno il rito adolescenziale delle occupazioni (oh.. scusate okkupazioni) non si è fatto attendere. Questa volta oltre alle parole d’ordine che accomunano tutti da 15 anni a questa parte (soldi alla scuola pubblica, privatizzazioni, programmi scolastici, ecc.. cambiano i ministri, i governi ma la solfa bene o male è quella) si è aggiunta la reintroduzione degli esami di riparazione a settembre (io forse protestai e okkupai perchè contrario alla loro cancellazione e all’introduzione dei crediti formativi). Ma a parte la fondatezza delle lamentele studentesche o la loro effettiva valenza politica (opinabili e su cui volendo si può o meno discutere, tanto i problemi della scuola restano), la cosa importante è che tra ottobre e novembre parta una bella occupazione, o autogestione o qualche scioperino. Che si faccia un po’ di casino insomma. Un rito, appunto, che non richiede la totale coscienza di quanto si stia facendo. L’importante è esserci, essere come gli altri e osannare se stessi simbolizzati di volta in volta in qualcosa. E vedi emergere i leaderini con la kefiah del fratello o del cugino grande. Quelli dell’ultimo anno, quelli maturi, con la voce già grossa. E poi dietro la massa degli adolescenti. Modaioli, con la risatina facile, pronti al fancazzismo sfrenato e con l’ormone impazzito. Lo siamo stati tutti, e c’è pure chi è rimasto così, non ci vuole tanto a rispecchiarsi nei ragazzi. Si, va bene, sono cambiati… Noi eravamo diversi… Ma alla fine adolescenti lo siamo stati tutti e tutti noi abbiamo dovuto affrontare il nostro bel rito di iniziazione. Tutti abbiamo contestato i grandi, i vecchi, i professori. Tutti abbiamo avuto da qualche parte un po’ di ragione. Tutti siamo diventati poi più grandi, distaccati, spocchiosi e con la puzzettina sotto il naso nel vedere i ragazzini che non sono più come quelli di una volta. E allora che facciano le loro cose, si sfoghino, siano vuoti, insensati, ingiustificati come lo siamo stati noi. Dicano le loro stupidate, si facciano inchiodare sui giornali, diventino motivo di laceranti dibattiti tra “anime belle”, sociologi e politologi sulla fantomatica “condizione giovanile”. Passano gli anni, le generazioni… ma ogni scusa è buona per avere 15 anni. Buona OKKUPAZIO’ uagliò!

Enrico Ruggeri – Punk prima di te

The rocks – Ma che colpa abbiamo noi

Un uomo sempre più solo al comando

Filed under: attualità,bologna,politica — ilkonte @ 10:09 am

Alla fine Cofferati è riuscito a fare dei miracoli. Ha riunito i centri sociali bolognesi, li ha costretti a diventare più politici, cauti, furbi e intelligenti (addirittura il Crash, il più riottoso, il più “maleducato” viene accolto in prefettura per avviare una trattativa di regolarizzazione del collettivo e successiva assegnazione di una sede).

Ha riunito tutti quelli a sinistra del PD. La “cosa rossa”, la sinistra del futuro, nasce compatta contro un nuovo avversario. Tutti, dagli ex DS a Rifondazione passando per Verdi e Occhettiani, sono ora fuori dalla maggioranza. Voteranno solo quello che è presente nel programma elettorale, quello che sottoscrissero anche loro e su cui Cofferati illuse un po’ tutti sulla possibilità di una “rinascita bolognese”. Su altri provvedimenti nessun vincolo di maggioranza, come per esempio crociate anti-writers, la militarizzazione del corpo dei vigili urbani e populate varie. E, cosa più importante, quando in comune si voterà il bilancio saranno anche liberi di votare contro e far cadere il cinese. Miracoli, appunto. Lui, spocchioso come sempre, dice di voler andare avanti, scalcia e avverte “A sinistra a Roma non saranno contenti”. Bologna un preambolo di quanto potrebbe succedere a Roma, appunto? Prodi come Cofferati? Vedremo. E’ pur vero che se uno si presenta alle elezioni dicendo delle cose e poi ne fa altre, ci sta che qualcuno lo faccia notare. D’altro canto molti elettori del centro-sinistra mai avrebbero accettato ministri come Mastella, Rutelli e lo stesso Prodi, se non ci fosse stata la speranza di vedere rispettati i mille specchietti per le allodole del programmone dell’unione.

Cofferati va dunque avanti, sempre più solo. Il prefetto parla con i centri sociali, Vannino Chiti lo schiaffeggia rispondendo ad una interrogazione parlamentare sullo scontro sindaco-questore… ma lui va avanti. Tutto si può dire tranne che non abbia in coraggio di assumersi delle responsabilità. Ma a quale costo, non tanto per lui che guadagna sempre visibilità sui giornali e nelle tv nazionali, ma per la città? Sperimenterà, da buon sostenitore di padre Walter Veltroni, l’autosufficienza del PD nel governo della città. Proverà le famose maggioranze variabili su singoli temi. Pastrocchioni? Immobilismo? Travestitismo social-politico? Forse tutto insieme. Un gran ballo di gala in maschera con tanto di scimmiette urlatrici. Un delirio post-ideologico. Ci divertiremo. Almeno spero.

9 ottobre, 2007

Lucania tour e un matrimonio

Filed under: lucania,sud — ilkonte @ 12:39 pm

Sono stato in Lucania per 3 giorni per un matrimonio. Si parte giovedì notte in autobus da Bologna. Dopo 8 ore circa siamo a Potenza. Bus semivuoto. C’è qualche anziano, molti ragazzi. Nuove e vecchie emigrazioni. Potenza sta vivendo un periodo di lavori pubblici. Si passa dal ponte attrezzato che è stato progettato con una campata più piccola della strada che doveva scavalcare, alla “barca” rossa nel bel mezzo di palazzoni di 13 piani in cima ad una collina. Vale sempre il vecchio detto… chi nasce tondo non muore quadro (consiglio la lettura di questo post). Una città nata e cresciuta nel nome dell’approssimazione, della speculazione non può rinsavirsi se continua a mancare un’idea forte di urbanistica e città e se, a governare sono sempre le stesse logiche affaristiche. Ma questo è un altro discorso. Tanto alle prossime elezioni la popolazione voterà comunque i soliti noti…

La giornata di venerdì la spendo tutta alla ricerca della “veste” da indossare per la cerimonia. Per fortuna io e mio padre abbiamo bene o male le stesse misure. Alla fine della vestizione di mio indosserò solo le mutande e i pantaloni. Però, devo dire, in giacca ci si trasforma. Sarà il fascino della divisa… Per fortuna riesco ad evitare la cravatta e, soprattutto, la camicia infilata nei pantaloni.. Riesco a conservare insomma un po’ di ribellismo post (molto post)-adolescenziale.

Sabato mattina partiamo per il matrimonio. Sarà una sorta di viaggio nuziale in 3 tappe che ci porterà a percorrere circa 300 km.

Prima tappa: Potenza – Latronico. Si abbandonano i palazzoni del capoluogo e si risale per un po’ la valle del Basento. A Tito scalo si esce dalla basentana e ci si dirige verso Brienza. La Tito – Brienza.. Una strada tanto importante quanto dispendiosa. Un altro mattone di sprechi e, forse, mazzette. I lavori furono bloccati, modificati, ribloccati un mare di volte. Il risultato è una serie interminabile di viadotti altissimi, gallerie. Tito non ha una propria uscita. Quella prevista è chiusa per motivi che a me restano ignoti. Lungo la Tito – Brienza il paesaggio è tipicamente appenninico. Montagne, boschi, colline. Si arriva a Brienza. Un borgo veramente carino. Il paese di Mario Pagano si fa piacevolmente ricordare per il bel castello che lo domina e che solo recentemente è stato ristrutturato. Anche qui il terremoto dell’80 colpì duro e anche qui la ricostruzione è durata una ventina d’anni. Da Brienza poi si va ad Atena lucana. Si scollina e si apre il vallo di Diano. Qui si sentono lucani, vorrebbero entrare in Basilicata e avere la loro bella provincia. In Campania sono chiusi, non valgono niente, sono pochi. Con la Lucania avrebbero il loro bell’assessore regionale, la loro bella provincia (capoluogo Sala Consilina o Vallo della Lucania), i loro contributi europei e magari anche il loro simpatico senatore. A parte gli scherzi sono più lucani che campani da queste parti. Basta sentire il loro dialetto e gustare i loro piatti tipici. Non a caso nel cilento c’è la cittadina di Vallo della Lucania. Sicuramente sono più lucani loro dei cugini pugliesi di Matera. Ad Atena Lucana prendiamo la gloriosa Salerno-Reggio Calabria. Il più vergognoso monumento allo spreco e al malaffare del centro-sud. Ancora oggi è tutto un cantiere. Ancora oggi ci sono tratti ad una sola corsia. Passiamo davanti la certosa di Padula, sotto la bella Teggiano e ci infiliamo verso il Pollino. Torniamo il Lucania, scavalchiamo Lagonegro e usciamo dall’autostrada a Lauria, bel paesino, famoso in regione, mi dicono, per avere il record dei suicidi. Non è che da queste parti ci sia tanta speranza di farsi una gran vita… effettivamente.. Però l’aria è pulita, si mangia bene e i panorami sono belli… Da Lauria prendiamo la Sinnica e tra boschi e borghi arrampicati sulle colline arriviamo a Latronico, ai confini con il parco del Pollino. Il paese è ancora semideserto. Il bar in piazza però è già vivo. Le carte, la birra, le generazioni mischiate. Davanti la chiesa si avvicina immediatamente una signora. “Chi si sposa? Di dove è la sposa? E lo sposo? E voi di dove siete? A che ora è la messa?”. Ci mancava che ci chiedesse quanto portavamo di scarpe e aveva terminato il suo servizio mattutino. Avute le indispensabili informazioni dai ggiovani ben vestiti si è girata e in dialetto ha comunicato alla comare poco distante le novità. Squadrati, normalizzati, inquadrati nella quotidianità non facciamo più scalpore. Dalle finestre, dietro le tendine scorgo occhi anziani che ci spiano. Dopo un po’ cominciano ad arrivare gli altri invitati, amici e parenti. Inizia la messa. Io, non so come, riesco a resistere in chiesa per quasi tutta la funzione… predica esclusa ovviamente.

Seconda tappa: Latronico – Ferrandina. Dalle montagne e i boschi al deserto. Giù per la valle del Sinni si vede, curva dopo curva il paesaggio cambiare. Momenti di western, i primi calanchi, i paesi sempre più arroccati. Passiamo sotto Chiaromonte, Colobraro, Valsinni e Tursi. Tutti in cima alle colline, per sfuggire ai saraceni e alla malaria. Tutti paesi semi spopolati, anziani, disperati.. ma con un fascino unico. Colobraro in Lucania è un paese innominabile. Al solo pronunciare il suo nome ti tiri addosso sfiga e malocchio. Si dice che la suprestizione derivi dal fatto che in quel paese vivessero molte magiare, o streghe. Anche Ernesto De Martino nei suoi studi su sud, magia e paganesimo lucano (consiglio la lettura di “Sud e magia” del 1959) si fermò qui a studiare la popolazione. Valsinni è di fronte al paese innominabile e deve la sua fama, almeno in regione, alla piccola rocca dove visse la poetessa Isabella Morra. Tursi invece è un paese con forti influenze saracene. A Tursi usciamo dalla valle del Sinni e ci dirigiamo verso la valle del Basento, più a Nord. Nel fare questo attraversiamo il deserto. Campi arsi a perdita d’occhio, calanchi, paesi distantissimi l’uno dall’altro. Intravediamo la sagoma inconfondibile di Craco… Che posto meraviglioso, sublime della sua desolazione, fortunato nella sua disgrazia. Un paese fantasma, come ce ne sono tanti al sud. Crollò quasi completamente in seguito a frane. Crollò prima che la Dc ne distruggesse i tratti distintivi. Andare a Craco è un’esperienza fortissima. Tutto è morto, distrutto, ma tutto ti parla di una lucania che è stata spazzata via da palazzinari, affaristi e modernizzatori. Andando verso Ferrandina passiamo davanti Craco Peschiera; è il villaggio dove furono trasferiti gli sfollati del paese crollato. Un’accozzaglia di palazzine a 4 piani.. Un non luogo in mezzo al nulla. Una bella metafora della modernizzazione. Ogni volta che lo vedo sento un moto di depressione incolmabile. Prendiamo la Basentana a Pisticci. Il paese del leggendario Amaro Lucano. Grazie a lui qualcuno in Italia sa che esiste un aggettivo che qualifica la provenienza da una terra che si chiama Lucania, anche se pochi sanno dove è.. In Calabria? In Puglia? Un paese famoso anche lui per le frane. Arriviamo a Ferrandina, paese in cui si sperava di costruire un polo industriale sfruttando giacimenti di metano, se non mi sbaglio, sotto Mattei. Speranze, appunto.. le industrie ci sono… il benessere… boh!. Comincia il pasto nuziale. Una cosa sobria come è usanza da queste parti: 11 portate, balli di gruppo, girotondi, camicie sempre più sbottonate, vino a fiumi, bambini chiassosi, vecchietti spettacolari e foto a go-go. A fine serata mi sono ritrovato a ballare tarantelle con signore sessantenni.

Ultima tappa: Ferrandina – Potenza. La Basentana ci riporta dal deserto ai nostri amati boschi, ai nostri pascoli, al verde delle montagne, al fresco (freddo) del capoluogo. Paesi che si sfiorano e che meritano visite: Tricarico, Albano, Castelmezzano e Pietrapertosa (le Dolomiti lucane… che spettacolo! e poi lì si fa il volo d’angelo), Vaglio e le rovine di Campomaggiore (altro paese franato a fine ‘800).

Torniamo in città, ai suoi palazzoni, ai suoi problemi infiniti di viabilità. Alla sua architettura spontanea.

Domenica allo stadio. Il Potenza ha perso. In tribuna bestemmie non trascrivibili.

Perchè ho scritto questo post? Mah… avevo tempo da perdere.. volevo tediarvi un po’ e poi… semplice promozione turistica!

4 ottobre, 2007

Ho visto (mi sono alzato un po’ melanconico)

Filed under: personalismi — ilkonte @ 11:36 am

I miei vent’anni scorrere, trasformarsi.. chiamarsi ora contestazione, ora nichilismo, ora fancazzismo, ora impegno, ora speranza.. Passare dal non fare un cazzo a fare troppo.. Dal non voler fare nulla al chiedere la luna… Ho visto lunghe ore su un divano.. Ho visto suonarmi la sveglia quando forse era già tardi…

Ho visto le migliori menti della mia generazione perdersi per il centro storico alla ricerca del bar coi prezzi migliori.. Ho visto menti ben peggiori parlare di qualsiasi cosa, senza sapere, senza voler sapere.. Li ho visti arroganti, spocchiosi, viziati.. Li ho visti inseriti meglio di me nel mondo del “dobbiamo dire per forza qualcosa”.. Ho visto personcine a modo parlare di un mondo che non conoscono.. Li ho visti dire cazzate da big bang senza aver paura di essere derisi fino alla fine dei tempi.. Ho visto che è sempre difficle parlare, e che alla fine scegli l’isolamento… o un blog. Ho visto cattolici vergognarsi della loro chiesa e bigotti partire per le crociate.. Ho visto eccessi di tolleranza ed eccessi di intolleranza… Ho visto una generazione sprecata, all’inseguimento dell’ultimo cellulare, della pezza più trendy, della compagnia più giusta.. Ho visto dividere il mondo tra ben vestiti e punkabbestia.. Ho visto lingue affilate scottarsi su un kebab.. Ho visto terzomondisti specchiarsi in fighetti figli di maria de filippi.. Ho visto cani da 50 kg sbranare barboncini.. li ho visti passeggiare a petto alto, col pelo curato, trascinando finti emarginati, autoesclusi e bancomat-dipendenti..

Ho visto le mie idee a uso e consumo di imbonitori, televendite, vetrine del centro, pennivendoli, giornalai, venditori di fumo, fumatori di eroina, cervellanti dislessici.

Ho visto una città milanesizzarsi, militarizzarsi, non riconoscersi, non ricordare cos’è.. Ho visto cambiare i discorsi nelle strade, gli sguardi delle persone… Ho visto trasformazioni, metamorfosi, balli del pattone, la questione sicurezza, il degrado umano.. Ho visto persone di sinistra apprezzare più un questore del loro sindaco..

Ho visto strade pulite tre volte al giorno, gente in strada, vita vissuta, muri che parlano.. Occhi di turisti e inferriate di residenti.. Ho visto chiamare Bologna un ghetto, un bronx, un covo di malfattori, stupratori, drogati, vagabondi, giovani impertinenti. Ho visto il sud, le sue città, i disoccupati, gli emigranti, i buon e i malament, i tossici di paese.. Ho visto la distanza tra esserci e leggere su un giornale.. Ho visto sessantottini reazionari, comunisti liberali, pacifisti modaioli, guerrafondai pacifisti, cinici idealisti, sindacalisti di destra, partitodemocratici in balia del “decideremo insieme cosa saremo”.. Hi visto dire tutto e niente.. Ho visto il delirio di massa, la folla acclamante, la folla impazzita, la festa, l’orgoglio, le lacrime di gioia, le lacrime di dolore.. Ho visto qualunquisti ergersi a dettare regole, incensarsi, imporsi e imporre… Ho visto un popolo alla deriva, senza spinta, desideri e immaginazione.. Ho visto cavalcare il peggio di quello che siamo.. Ho visto me stesso passare da slancio a piattezza, da tolleranza a odio, da amore a apatia.. Ho visto le mie energie disperdersi in mille lampi..

Ho visto una giornata grigia ma non fredda.. il gas tagliato a casa… il caffè al bar… ho visto come inizia una giornata di merda…

2 ottobre, 2007

Video from da street

Filed under: attualità,bologna,situazioni — ilkonte @ 1:25 pm

Ecco alcune immagini dal rave non rave.. LO street space parade che tanto fa discutere.

Vi segnalo anche 2 post che ho trovato di critica alla manifestazione… Ai postumi l’ardua sentenza…

http://www.riosaeba78.altervista.org/ 

http://stellinadiluce.wordpress.com/ 

1 ottobre, 2007

Voci dalla reazione (alla steet)

Filed under: attualità,bologna,Ma guà che storia! — ilkonte @ 8:03 pm

La street non street, il rave non rave, la manifestazione non manifestazione fatta da manifestanti non manifestanti ha già prodotto i suoi effetti. E non parlo delle fantomatiche lamentele di bolognesi disperati e terrorizzati del Resto del Carlino ma di un dibattito infuocato tra il Questore di Bologna Francesco Cirillo e Cofferati.

In sintesi Cirillo dice di essere in fin dei conti soddisfatto della gestione della piazza. Non si potevano caricare e manganellare 2000 persone non aggressive. La linea della trattativa per farli uscire dal Pratello è stata utile e intelligente. Ma lancia una proposta geniale: vietiamo il centro a TUTTE le manifestazioni… Proprio tutte tutte eh!

Cofferati invece si è arrabbiato. Non è possibile che in sede di Comitato per l’ordine pubblico si decida una cosa e che poi nella pratica se ne facciano altre. Insomma! Se la manifestazione era vietata.. era vietata e basta! Che linea morbida!? Che trattativa!? Ci volevano 2 belle cariche, un po’ di sangue, il puzzo di lacrimogeni nelle case degli elettori… Sennò una street senza problemi, senza toni accesi, senza telefonate alla questura… Che visibilità gli regala… niente! Peccato. Non doveva andare così! Sergio Gaetano voleva andare in tv da Fazio a spiegare come mai i facinorosi avevano attaccato le forze dell’ordine costringendole all’uso della forza. Doveva andare da Fazio a dire che questi giovani sono nichilisti, fannulloni, zozzi e violenti. Doveva avere un elemento in più, qualcosa di fresco, per ripetere in tv per la 480esima volta che la “legalità non è nè di destra nè di sinistra”, che “il benaltrismo è il male incurabile della sinistra” e che la “sicurezza deve essere una priorità per un sindaco”. E poi avrebbe dovuto aggiungere con un ghigno :<<Guardate cosa è successo ieri al Pratello.. con queste persone non si può dialogare, non c’è niente da capire>>. Peccato… La street gli è andata male… E se la prende col questore che non ha usato il pugno di ferro.

Sarà che capisco sempre male? Sono in malafede? Sarà che ci si prepara ben bene a altre future manifestazioni? Manifestazioni… con manifestanti veri, s’intende.

Foto from da street

Filed under: attualità,bologna,fotografia — ilkonte @ 9:59 am

Una piccola raccolta di foto (ma ne troverò altre) della “Street space parade”. cliccate sulle immagini per vedere le gallerie

Queste sono di paomag

foto di grayvik

e 2 foto di tonytigre

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