franchino's way

13 gennaio, 2012

Numborta (un fuosso è per sempre)

Cari congittadini e care congittadini,

           è con grande, grandissimo, orgoglio e somma soddisfazzione che vi parlo dell’enorme successo che la nostra proposta che testè andrò a illustrarvi ha riscosso nei migliori ambiendi culturali e politici potendini e della Lucania tutta. E’ invatti partito con gaio slangio il progetto da presendare oltre i confini regionali di avere anghe nella nostra orgogliosa Potenza una forma di tutela del territorio sotto l’egida Unesco che tande gioie e soddisfazioni sta regalando ai cuggini materani.

           Perché, invatti, avere un patrimonio della suddetta agenzia in città può andarsi a convigurare sicuramende come un ulteriore elemendo di spinda e imbulso alla crescita e allo sviluppo che altrimendi, nonostande gli egregi sforzi della politica lucana, potrebbero subire una dolorosa sospenzione a causa della nota crisi indernazionale e ai vingoli di bilangio imbosti dallo stato cendrale. Ma cosa abbiamo noi da offrire alle migliaia di turisti che sicuramende verranno in città? La scelta tra le bellezze cittadine è sicuramende ardua. Tandi sono gli elemendi architettonici e paesaggistici di preggio che il capoluogo sa di avere e di cui colpevolmende non si fa vando nel mondo. Per fare solo alcuni esembi, senza offendere nessuno: la magnifica costruzione dell’architetto Musumeci che col suo ponde ci ha langiato nella modernità; il Serpendone, esembio di costruzione funzionalistica che si staglia, come una lama, a tagliare l’orizzonde con inusitata sinuosità e la sua fandastica nave di cemendo purtroppo ingompresa e ingompiuta; il quartiere di Macchia Romana, esembio di architettura semovende; le scale mobili, luogo di solitaria meditazzione; via Mazzini, ma vista da sotto, che con il suo susseguirsi di maestosi palazzoni su scarpata ricordano un borgo medievale reinterpretato dall’geniale architettura democristiana del dopoguerra; la zona direzionale vicino alla stazzione cendrale; il quartiere di Bucaletto e la ferriera. Non me ne vogliano gli abitandi di altre zone che solo per dovere di sindesi non ho citato ma che sicuramende non sfigurerebbero nell’elengo.

           Ma una delle peculiarità del comblesso urbano potendino che non salta all’occhio ma che sicuramende ha più valore storico e culturale e che meglio ci rappresenda sono cose meno vistose, meno volute, che ci sono capitate ma ci rendono ricchi di curiosità tutte da scoprire. Un bo’ come i romani che passano sotto il colosseo e mango ci fanno caso noi ci stiamo scordando e rischiamo di perdere la nostra vera ricchezza: i fuossi. Sono invatti anni che essi sopravvivono, ben curati grazie all’accortezza di amministratori attendi a salvaguardarli e non intaccarli, e ci fanno combagnia quando fanno sobbalzare le nostre automobili. Ci sono fuossi in città di cui nessuno riesce ad avere memoria di quando si siano aperti. Ci sono fuossi che superano i secoli e hanno origine, secondo recendi studi, già in periodo romano quando i primi potendini giravano col carretto o col ciuccio sulle strade lastricate. Ci sono fuossi che accombagnano da sembre la crescita dei nostri figli e dei figli dei nostri figli. Fuossi che ormai potremmo chiamare per nome e a cui dovremmo dare del Voi per dovere reverenziale e per educazione. Sono loro che al meglio possono rappresendare la durezza e la perseveranza del nostro popolo. Il nostro essere capaci di stare lì, fermi, immobili, imberturbabbili di fronde a qualsiasi indemberie naturale o umana. Dio solo sa che rischio abbiamo corso con la sola idea di riasfaltare e sistemare le arterie cittadine per finde aspirazzioni modernizzandi! Per fortuna, ripeto, solo la lungimiranza di politici illuminati hanno salvato questa nostro patrimonio e questo nostro elemendo di idendità. Fuossi storici da valorizzare e da rendere fonde di reddito e sviluppo. Perché con la cultura e la storia, cari congittadini e care congittadini, si può mangiare, basta fortemende volerlo. E un popolo senza memoria e rispetto per il proprio patrimonio è un popolo destinato a soccombere e perdere la propria idendità.

           Pertando, da qualche mese è attivo il “Comitato Promotore dei Fuossi di Potenza a Patrimonio Unesco – Dopo i Sassi i Fuossi”. Un comitato aperto a tutti, finanziato con fondi reggionali e provingiali, che saprà dare sicuramende anghe una possibilità occupazzionale ai nostri figli migliori che lì potranno finalmende, sostenuti da uno stipendio fisso e un posto sicuro, dare libero sfogo alla loro creatività e alle loro idee innovative. Per il momendo i posti sono su chiamata diretta, senza bando, per meglio selezionare senza inutili perdite di tembo burocratiche. A decidere le assunzioni siamo io, in quando presidende del comitato, e la giunda del comitato in cui siedono le personalità più imbortandi della cultura e della politica cittadina. E qui voglio rispondere alle polemiche che potrebbero nascere nel vedere chi siede in giunda e quando guadagna con questo ingarico. No, ovviamende non sto parlando di polemiche via stamba; sappiamo del senzo di stato, un senzo civico di rispetto che la stamba locale ha nei confrondi di inizziative come queste. Sappiamo della qualità e della profondità culturale della classe giornalistica lucana che mai, nelle loro gloriose testate, si permetterebbero e si sono permessi di intralciare, langiando allordande fango, inzziative che muovano l’economia e promuovano la nostra cultura e la nostra idendità. Avranno modo, i nostri giornalisti, di visionare in prima persona il nostro proggetto non appena riusciremo a inguadrarlo in una splendida inizziativa che qui posso solo accennare per non rovinare la sorpresa; oltre a rappresendare il proggetto Unesco, vedrà cittadini e cittadine cibarsi dei nostri prodotti tipici, ballare i nostri balli tipici, ascoltare le nostre musiche tipiche e sorridere con i nostri comici tipici. Perché, congedetemi questa facezzia, come dice il proverbio nel nostro splendido idioma quann’ s’ magna s’ cumbatt’ cu la mort e quindi mangiando e bevendo assicureremo una lunga vita alla nostra città.

           Ora, torniamo al Comitato e alle probabbili polemiche. Esse, esclusa la stamba che sappiamo non dare imbortanza a queste cretinerie fazziose e ideologgiche, potrebbe nascere in città, nei salotti, nelle strade e in taluni ambiendi sinistroidi o peggio andipolitici invidiosi della loro ingapacità di indegrarsi nel dibbattito culturale e politico lucano. Bene, io voglio rassicurare tutti i cittadini; se il proggetto Unesco dovesse andare in porto sicuramende ci saranno nuove opportunità per tutti quanti. Potremmo finalmende avere un nuovo rinascimendo cittadino, ma cosa dico rinascimendo, una nuova ricostruzzione. Vedo già l’apertura di nuovi ristorandi, trattorie, beddendbrecfass, pundi di ristoro e anghe e soprattutto di cultura locala. Nuovi posti sicuri e sovvenzionati dall’Onu e dall’Europa che, anghe questa volta, non potrà rimanere insensibbile al grido di dolore di una città che altrimendi rimarrebbe sprovvista di sovvenzionamendi e assistenza economica e finanziaria e si vedrebbe così svilita, trascurata, impoverita irrimediabbilmende nelle sue prerogative di capoluogo e capitale della Basilicata, terra di brigandi, condadini, artisti e organizzatori di sagre e giammaippiù di emigrandi.

           E quindi, per avviarmi alla conglusione e scusandomi per la lungaggine del mio scritto, voglio ringraziare senditamende il signor sindaco, carissimo amico di invanzia e combagno di mille battaglie che tando si sta spendendo per la nostra causa, i presidendi della Provingia e della Reggione, i segretari reggionali di tutti i partiti, i responsabbili degli endi reggionali tutti, gli onorevoli e i senatori lucani che tando lustro danno alla nostra reggione in Parlamendo rappresendando al meglio i nostri inderessi, i Parlamendari europei, e a Noi tutti che tando amore e inderesse abbiamo verso i destini del nostro popolo e delle nostre comunità. E ringrazio anghe, mi si congeda la provocazzione bonaria, anghe chi ci vuole male e mira allo disfattismo. Ci danno la forza per andare avandi. Godranno anghe loro dei nostri risultati quando troveremo un posto per loro e i loro parendi.

           Viva Potenza, Viva la Lucania, Viva l’Italia, Viva l’Unesco!

Viva i Fuossi!

Prof. C. Numborta,

Presidente del Comitato Promotore dei Fuossi di Potenza a Patrimonio Unesco “Dopo i Sassi i Fuossi”

Annunci

28 settembre, 2009

Grasse risate (perfida Albione…)

Filed under: attualità,Ma guà che storia!,satira — ilkonte @ 3:10 pm
Tags: , ,

BBC. La trasmissione si chiama Mock of the Week, una specie di quiz satirico, semplicemente impensabile in Italia. Qui si parla di Berlusconi, di Brown, del G8 a L’Aquila e si ride. Grasse risate.

17 febbraio, 2009

Mamma mia (e Weltroni va.. a fare il guru?)

“Mi assumo le responsabilità mie e non. Basta farsi del male, mi dimetto per salvare il progetto al quale ho sempre creduto”.

E no… non vale… ancora a parla di ‘sto progetto? resta n’altro po’… Poi dopo, con calma, senza dare nell’occhio… te ne vai a fare il Guru!

7 febbraio, 2009

Il domopack sul cuore

Filed under: partito democratico,satira,sinistra,umorismo inutile — ilkonte @ 12:34 pm
Tags:

Passaggi e battute che mi sono appuntato:

“Nanetti gruppettari clandestini che non siete altro!”

Ma che c’avete sur core, er domopack?!

“Dimmi te che bisogno c’era de fa o’ sbaramento?! Questi se sbarrano da soli!

“So stato co’ Ferero, davanti a sede der Pd… Quella co’ na targa si e n’altra no… quella a targhe alterne.

La classe operaia che si ribella e canta “Era meglio Gianni Agnelli” e nessun politico di sinistra.

“Guarda che se famo a manifestazione pe’ gli’immigrati io faccio la manifestazione con gli immigrati. Quelli il 4% da mo’ che l’hanno superato!

“- Tocca portà un paio de medici obbiettori e famo un figurone
Quelli ‘i conosce ‘a Binetti..
-No no… Non quelli d’a Binetti! Vabbè niente… ce rinuncio

E poi.. c’è una scena. Ferrero e Russo Spena davanti la sede del Pd a protestare contro lo sbarramento. A un certo punto arriva gente, magari so militanti, compagni. Macchè… I giapponesi. E fanno le foto a Ferrero e Russo Spena. Io l’avevo detto che finiva così.

21 gennaio, 2009

Foto laicista per il laicista

Filed under: chiesa,fotografia,laicismo,religione,satira — ilkonte @ 7:56 pm

Ogni tanto fa piacere fare dei regali. E così, stamattina, ho pensato di regalare la foto più laicista che avessi mai fatto ad un blog che frequento abitualmente, quello de “Il Laicista”, appunto. Un blog e un blogger con cui a volte mi sono trovato in disaccordo ma che comunque ha sempre solleticato il mio interesse, la mia curiosità. Grazie a te Laicista…

26 dicembre, 2008

Pizzino presidenzialista

Filed under: deliri controproducenti,idiozie,partito democratico,satira — ilkonte @ 2:26 pm

Io non posso dirlo. Ma il precedente della Bicamerale (il presidenzialismo a doppio turno alla francese)? D’Alema?

9 dicembre, 2008

Solo ieri… o ieri l’altro

Filed under: deliri controproducenti,Ma guà che storia!,memoria,satira — ilkonte @ 2:56 am
Tags:

Senza parole… semplicemente geniale. Siamo all’inizio del lontano 1990. Sì… l’anno dei mondiali, delle notti magiche. Ma anche l’anno della Pantera. Buona visione.

Rassegna Stampa della settimana from Videogiornale on Vimeo.

Un altro video. Passano gli anni ma…

Manifestazione Antirazzista 27-01-90 from Videogiornale on Vimeo.

La casa, l’affitto… Bologna quanto mi costi!

SPOT CASA from Videogiornale on Vimeo.

Alcune considerazioni dopo un’oretta passata su vimeo a guardare tutti i filmati.

1. Ci vestiamo meglio noi.
2. Non c’erano i punkabbestia, non c’erano i terzomondisti, c’erano pochi pearcing e giravano poche, pochissime birre.
3. Vedo fumare poca gente.
4. Le parole d’ordine sono più o meno le stesse.
5. Meno cori da stadio, molta più partecipazione. Ci sono un paio di video di assemblee con aule stracolme di gggiovani che oggi manco se danno il fumo a gratis.
6. I fascisti di allora, che poi sono gli stessi di oggi, facevano i banchetti contro i “vu’ cumprà” in via Indipendenza.
7. Le spalline e i pantaloni alla “zumpa-fuoss” (corti alla caviglia) sono un tuffo negli anni ’80 che francamente avevo rimosso.
8. Bologna è sempre Bologna solo che le insegne erano più grezze e c’erano un sacco di fogli e manifesti attaccati ovunque in via Zamboni. Eppure non si parlava di degrado!
9. Mi fa strano pensare che oggi quei ggggiovani lì hanno più o meno 40 anni.
10. L’internazionale a cappella… ancora sto ridendo.
11. Le mille lire col faccione di Leonardo. Le Scuderie, oggi locale chic, una volta mensa universitaria da occupare per protesta perchè ti fanno pagare per mangiare più di mille e dico mille lire.
12. Nel 1990 avevo 10 anni, sognavo di fare il calciatore, il mio mito era Maradona e avevo un gatto meraviglioso che si chiamava Romeo. Abitavo a Tito (Potenza) e passavo pomeriggi interi a giocare a pallone e sbucciarmi mani e ginocchia.
13. Per un motivo prettamente generazionale e di imprinting musical-politico-sociologico a me la parola pantera fa venire in mente subito altro.

5 novembre, 2008

Caro Senatore (Veltronismi)

Filed under: attualità,partito democratico,politica,satira,umorismo inutile — ilkonte @ 4:45 pm
Tags: ,
Roma, 5 nov. (Adnkronos) – “Caro senatore Obama la sua vittoria puo’ cambiare il mondo”. Inizia cosi’ la lettera inviata dal segretario del Pd Walter Veltroni al presidente eletto degli Stati Uniti. “La straordinaria affermazione da lei conseguita -scrive Veltroni- nel voto per la casa Bianca ci ha riempito di gioia: e’ un evento straordinario, un vero e proprio cambio destinato a riflettersi nella storia del suo paese ed insieme a modificare, come un grande vento, le speranze e gli assetti del mondo”. “Noi -prosegue il leader Pd- democratici italiani, abbiamo seguito con passione la sua campagna elettorale, l’affermarsi di una nuova leadership e di nuove idee capaci di conquistare i cuori e la mente degli americani e di affermare una visione del mondo fatta di progresso, solidarieta’, uguaglianza, sviluppo compatibile. Tra l’Italia e gli Stati Uniti c’e’ una lunga tradizione di amicizia che ha al suo centro la vittoria contro il fascismo e il nazismo e la difesa dai totalitarismi”. “La sua vittoria e il suo arrivo alla Casa Bianca sono accolti dal popolo italiano come una positiva possibilita’ di rafforzare questa amicizia e collaborazione. A questo -conclude- noi ci impegniamo, volendo anche rafforzare i legami che da sempre ci uniscono al Partito democratico degli Stati Uniti. Le invio i miei piu’ cordiali saluti e i nostri complimenti”.

(Pol/Col/Adnkronos)

05-NOV-08 12:29

1 luglio, 2008

Manifestazioni (a ciascuno il suo)

Via Indipendenza, Bologna. Ore 20.30. Una processione. Volumi alti, canti religiosi, qualche uomo in gonnella e vestito violetto. Traffico bloccato. Il lanciacori ha la voce molto effemminata (ma fanno un corso o gli viene con l’ispirazione mistica?). Uno in motorino capisce cosa sta succedendo quando è troppo tardi. Rimane imbottigliato in una traversa e impreca. Un cartello:”Ma che è? Il gay pride?”.

Si lo so.. Che intolleranza!

14 maggio, 2008

Travaglio difficile (lo stagno)

Filed under: attualità,Ma guà che storia!,politica,satira — ilkonte @ 11:45 am
Tags: , ,

Dario Fo sul polverone Travaglio. Buona lettura.

Pagina successiva »

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: