franchino's way

29 maggio, 2013

La Presidente (segni di invecchiamento)

Sono giovane, mi sento ancora giovane. Ho tanta voglia di cazzeggiare, di tirar tardi la sera, di fare cose che 30-40 anni fa, alla mia età, i nostri genitori o nonni non avrebbero nemmeno immaginato di poter mai fare. Non perchè era un’altra epoca, un’altra cultura, un altro secolo, non c’era la playstation e non si parlava di movida. E’ più semplice: avevano in media già 3 figli, un lavoro a tempo indeterminato, un mutuo, 2 macchine e la moglie che chiedeva la pelliccia e la lavatrice nuova. E spesso votavano DC da quando avevano 18 anni. Erano giovani vecchi. Qualcuno direbbe responsabili. Io guardo come si vestivano e dico, senza paura di essere smentito dalla storia, che no… erano vecchi già a 22 anni.

Fra qualche settimana compirò 33 anni, biologicamente parlando. I segni dell’invecchiamento però già da un po’ iniziano a farsi notare, sempre più insistenti e inesorabili. Sono andato in ansia per la dichiarazione dei redditi, sento in maniera sempre meno violenta la necessità di una rivoluzione, ho comprato qualche camicia chiara da indossare necessariamente infilata nei pantaloni (e le ho anche messe per fare bella figura con la tipa), evito la cipolla cruda la sera perchè altrimenti poi non dormo, e i postumi sono sempre più devastanti se non seguo pedissequamente un metodo saggio di bevuta che vuole stabilità alcolica, molta acqua e zero porcherie da cicchettaro.

Stanotte è arrivato un segnale ben più preoccupante. Mi ha parlato l’inconscio, o il subconscio, non lo so. Ma ho fatto un sogno.

Ero in un bel ristorante: luci soffuse, tavoli ben apparecchiati, camerieri eleganti. Ero vestito bene, o meglio, ero vestito discretamente, da trentenne un po’ casual: scarpa scamosciata, jeans, camicia chiara nei pantaloni con le maniche arrotolate ad altezza gomito (ve l’avevo detto). Osservavo tutto intorno ed ero solo al tavolo. Attendevo che mi servissero il buon rosso che avevo ordinato e gli antipasti. Ad un tratto mi compare davanti Debora Serracchiani, si scusa per l’attesa e si accomoda. Capello legato all’indietro. Semplice, sorridente.

Iniziamo a chiacchierare del più e del meno mentre saggiamo l’ottimo vino, fonte di complimenti per la scelta da parte della Presidente. Tra gli antipasti e i primi iniziamo a parlare di politica. Non ricordo per bene di cosa; probabilmente di rapporto con i movimenti, di Tav, di futuro del Partito Democratico, di Renzi. Cose così con cui mi accapiglierei con qualsiasi piddino e infatti mi surriscaldo presto e inizio a risponderle sempre peggio, sempre peggio, sempre peggio.

Arrivano i primi. Mangiamo in silenzio. Niente secondo, ci vogliamo tenere leggeri perchè altrimenti poi non si dorme, sai com’è, con l’età…

Poi a chiudere dolce e moscato per lei. Sherry Pedro Ximenez per me.

Tutto in un silenzio pieno di tensione. Con sguardi assassini e sorrisi di circostanza a rompere l’imbarazzo.
Pago il conto e accompagno la Presidente fuori. Riapro il discorso politica e scoppia una vera e propria rissa verbale con me che le do della democristiana e lei che mi definisce, sprezzante, “marxista fuori tempo massimo”.

Marxista un cazzo, con quello che ho speso.

La rissa prosegue per qualche minuto, la gente si volta ma noi no, continuiamo a scannarci fino a quando, inaspettato, sorprendente, fuori luogo, iniziamo a darci di limone. La cosa da shock è che mi piace. Io, con la camicia chiara tra i pantaloni che limono incazzato e rabbioso una Presidente di Regione imbestialita di risentimento. Dopo un po’ ci stacchiamo e… la guardo e quasi mi piace. Così semplice, così incazzata, così quasi democristiana.

Mi risveglio nel panico, tutto sudato.

Fumo una sigaretta e mi prometto che, no, devo resistere.

Sono ancora giovane, mi sento giovane. Ce la posso fare.

1 commento »

  1. un climax che arriva all’apice per t(r)ombare infine in una rilassatezza quasi da anziano (nonostante il voler rimanere a tutti i costi giovane).😉 bravo, bravo, mi piace.

    Commento di v — 29 maggio, 2013 @ 1:33 pm | Rispondi


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