franchino's way

24 gennaio, 2013

Un funerale (quando la storia ti bussa alla porta…)

Filed under: attualità,storia — ilkonte @ 4:24 pm
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C’è la “Storia”, quella fatta dagli uomini, e la “storia”, quella che ti raccontano o che ti fai raccontare. A volte la “Storia” e la “storia” ti cadono addosso e l’unica cosa che puoi fare è osservare, sentire, patire, vivere, cercando di cogliere chiavi di lettura e metterle in fila per trovare un proprio posto nella linea non sempre retta (e corretta) del tempo.

Lo sguardo è fondamentale e, a volte, per cercare di vedere bene un oggetto bisogna semplicemente cambiare punto di osservazione, o punto di vista. A volte un solo passo a destra o a sinistra e scorgi rughe, profili, attimi, sfumature, prospettive, che prima ti venivano nascoste.

Lo sguardo asciutto, semplice, che non vuole o non cerca giudizi. Lo sguardo è tutto.

Buona lettura (l’autore del testo mi autorizza a pubblicarlo richiedendo di rimanere anonimo)

Da adolescente mi sono limitato a leggere la storia. Ho approfondito poco (da adolescente), scarsamente sollecitato (o forse no) da chi la materia avrebbe dovuto svelarla impreziosita di quella dote nascosta che porta dentro.
Il fascino della Storia è qualcosa che va oltre. Una chiave di lettura per capire troppe cose; un terreno di battaglia dove la pigrizia riesce con troppa facilità ad annullare la volontà.

L’episodio – appunto – per continuare ad esser tale, ha bisogno di evadere da se stesso, di emergere, voltandosi a destra e sinistra, fino ad abbracciare il periodo in cui ha preso forma per capirne la genesi.
Capita allora, quando meno te l’aspetti, che la Storia ti bussa alla porta e ti prenda a sberle.

Terroristi. Questa la sintesi che la storia ha riservato per loro. Null’altro che terroristi, delinquenti, banditi, assassini e andate avanti fino a raggiungere il sentimento più oscuro teso a partorire l’ennesima definizione pregna di una sbiadita morale.

Terroristi, appunto. Terroristi e banditi, tutti uniti, insieme al freddo e al gelo ospiti – graditi e non – di una Ceretolo medievale nello scorcio e svuotata dal carattere.
Terroristi e banditi. Uniti, impacciati negli abbracci, solidali nei volti, negli occhi, nei solchi, nelle rughe e nella memoria.

Terroristi e banditi, sfilano in un ordinato corteo, ricordando l’amico scomparso. Il Compagno andato. Lo salutano, lo fanno per l’ultima volta levando al cielo quel pugno che nel contesto torna ad esser reato. Sullo sfondo, risuona l’Internazionale. La fischiettano – terroristi e banditi – la fischiettano insieme. La fischiettano mentre la neve scende impertinente; anche lei presente per salutarlo, a modo suo.

Impertinente, la neve. Inopportuni invece i commenti. I giudizi. Le posizioni, quelle prese degli “eletti dal popolo”. Il simbolo della noia che sale al potere non poteva mancare all’appello. Mancarono invece. Mancarono fisicamente, salvo apparire nella prosa. Prosa carica di retorica, di chiacchiere, di prese di posizione non richieste, di distanza. Distanza dall’evento, distanza dalle parole di chi ha voluto ricordare (“Prospero Gallinari è un rivoluzionario del suo tempo”), distanza dalla realtà. Quella, la distanza dalla realtà, è l’unica posizione che dovrebbe far riflettere. Distanza dalla realtà di chi non perde occasione di rivendicare una posizione; distanza dalla realtà del non rendersi conto di essere rappresentanti sfiduciati, senza più valore politico (POLITICO); distanza dalla realtà nel ricoprire un ruolo che nella realtà stessa, in questa realtà, assume sembianze deformi, retaggio di un passato attualmente inconsistente e inesistente. Distanza dalla realtà nel capire che ci sono situazioni, episodi, dove un dignitoso silenzio è l’unica risposta a quella domanda che non doveva esser fatta.

Silenzio, quello vero, quello sentito, quello che urlava nei cuori, quello che gli occhi dei presenti trasmettevano. Quello che genera emozioni.

Emozioni. Emozioni che ritornano, pronte a riscaldare Ceretolo. Mentre la neve continua a scendere, con l’Internazionale in sottofondo. Quelle emozioni me le hanno date loro, senza chiedere nulla in cambio. I vostri terroristi, i vostri banditi.

(un anonimo presente)

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