franchino's way

2 gennaio, 2013

Tempo e gioia (momento di autodeterminazione)

Filed under: personalismi — ilkonte @ 11:15 am
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Tempo: Il tempo è la dimensione nella quale si concepisce e si misura il trascorrere degli eventi. Essa induce la distinzione tra passato, presente e futuro. (fonte wikipedia)

Il tempo quindi è convenzione che la comunità umana ha deciso di darsi, come lo spazio, come il saluto, come un po’ tutto. E il 31 Dicembre, a seconda dei fusi orari, si festeggia, tutti insieme, lo scadere dell’anno passato e l’arrivo dell’anno presente. Il conto alla rovescia è la pratica del passaggio, il rito irrinunciabile, il motivo per cui si decide di stare insieme e celebrare questo momento di vita comunitaria. Il 31 Dicembre è un momento di autocelebrazione, inquadrati nelle griglie delle ore, dei giorni, delle settimane che compongono le nostre vite.

Per convenzione si utilizza, nella stragrande maggioranza delle case, il televisore per controllare l’ora esatta. E tutti in coro si contano i secondi che vanno verso il futuro.

Quest’anno per me non è stato così. C’è stato qualcosa di diverso, di unico, di meravigliosamente autonomo. Il rito è stato in parte conservato: c’era tanto cibo, c’era la tavola apparecchiata, i brindisi “alla faccia di chi ci vuole male” e c’erano i sorrisi. E c’erano i pensieri. Perchè a capodanno tutti vivono il presente con un gancio attaccato a quello che si è fatto e non si è fatto, quello che è capitato e quello che avresti voluto evitare, quello che è andato e quello che è volato via. Tutti hanno i piedi nel momento e la testa nel passato. Perchè si celebra la fine di un attimo e ci si butta, più o meno speranzosi, in quello che arriverà. Per una volta all’anno il presente, nel conto dei secondi che scorrono, è veramente il legame tra vecchio e nuovo.

Ma quest’anno noi non avevamo la tv, per scelta. Non c’era l’orologio settato al millesimo di secondo. Non c’era l’imposizione e la convenzione internazionalmente riconosciuta.

Quando più o meno era mezzanotte ci siamo guardati negli occhi, coi bicchieri vuoti e bottiglia pronta per essere stappata e abbiamo deciso: il nuovo anno per noi inizia fra DIECI, NOVE, OTTO, SETTE… E che ci interessa del mondo fuori?! Che ce ne fotte a noi se stiamo con 3 minuti di anticipo o 5 di ritardo. I nostri orologi non saranno mai al centesimo e ci diranno sempre che abbiamo orari diversi, ma più o meno siamo lì, minuto più, minuto meno. Saremo sempre e solo noi a decidere quando è il presente, quando il passato, quando il futuro. Ho provato a ascoltare se la città stesse esplodendo tra razzi e petardi ma nulla, Bologna è stata molto discreta e non ha fatto casino. Ci ha lasciati soli ma felici di esserlo, almeno questa volta.

Questo 2013 mi ha regalato questa meraviglia, questo stupore e questo orgoglio.

Perchè noi, anche questa volta, abbiamo voluto provare a disporre di noi stessi, del nostro spazio e del nostro tempo.

Una piccola rivincita.

Il nostro nuovo anno è iniziato quando ci siamo guardati negli occhi.

E ho voluto bene alle persone che erano con me.

2 commenti »

  1. Il 31 io mi sento sempre con un piede nella staffa del nuovo e l’altro nella staffa del vecchio. Voi eravate il cavallo, o forse la sella.

    Commento di sapor — 2 gennaio, 2013 @ 12:56 pm | Rispondi

  2. è successo pure a casa mia! 31 persone (più un cane) e nessuno che guradava l’orologio…fantastico!

    Commento di Robbè — 4 gennaio, 2013 @ 9:30 pm | Rispondi


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