franchino's way

9 aprile, 2012

Leghisti del 3° millennio (nuove democrazie… cristiane)

Filed under: attualità,politica — ilkonte @ 1:36 pm
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Bufera nella Lega, base in rivolta, cerchio magico travolto, maroniani di lotta e di governo, greggi impazziti senza cani pastore, leghisti sul mercato.

La Lega, unico partito sopravvissuto alla prima repubblica, cade in una crisi identitaria senza precedenti. Il Leader Maximo, duro e puro, fustigatore dei costumi della vecchia e nuova politica “salottiera”, logorato dal potere e dal “tengo famiglia” in salsa padana, travolge, con le sue magagne, la base stessa dell’esistenza del movimento più vuotamente “contro” che la storia repubblicana abbia mai conosciuto. Leghisti contro “Roma ladrona”, disonesta, sperperatrice. Leghisti contro tutto ciò che sia altro dall’imperativo morale del “nasci, produci, crepa” ma a casa nostra, senza invadenze esterne, senza idea di cultura o culture che non siano quelle dell’egoismo, della difesa dell’esistente, della creazione di un piccolo mondo antico che si fa patria e lingua. Parole che fanno identità e che, a volte, si sono trasformate in fallimenti (vedi federalismo) o leggi vergognose e inutili (pacchetto sicurezza, Bossi-Fini, ecc ecc). La Lega, il mito del radicamento e della capacità di rappresentare la pancia (se non il culo) del suo elettorato, crolla così di fronte ai più vecchi vizi della politica nazionale: familismo amorale, mazzette, fondi neri, imbrogli e ruberie. Il potere logora chi ce l’ha, e vent’anni di governo locale o nazionale, di affari e politica, di ragion di Stato, di favori, interessi, scambi, rendite di posizione, hanno scalfito anche i più puri, i più radicalmente distanti dal teatrino della crisi della politica e dei valori partitici.

In futuro possiamo aspettarci un inasprimento del discorso politico in senso lato e, in ogni caso, uno spostamento sempre più deciso a destra del dibattito politico.

Se la Lega dovesse sopravvivere dovrà puntare tutto sull’estremismo, sul distacco dalla politica di potere e governo, dovrà rinforzare con ancora più decisione la propria vocazione radicale e estremistica. Non potrà però governare. Dovrà necessariamente configurarsi, nuovamente, come partito di sola lotta. Il governo richiede compromessi e la Lega, per non crollare in termini di voti e non riuscendo a dare risultati concreti a livello nazionale, dovrà necessariamente alzare la voce, urlare, strillare, imbarbarire ulteriormente i propri contenuti ma “dal di fuori”, senza responsabilità, senza pretese di governo. Dovrà andare, in poche parole, più a destra per mantenere lo zoccolo duro della militanza più becera e evitare l’attacco sul suo elettorato che arriverà da gruppi e gruppetti pseudo-fascisti o fascisti nel vero senso della parola (vedremo in questo dove andrà a collocarsi gentaglia come Borghezio, ad esempio).

Se la Lega, invece, dovesse scoppiare diventerà un mercato di voti che, in epoca di politica “lean production – just in time”, sarà un appetitoso banchetto per sondaggisti e movimenti elettorali. La politica contemporanea, si sa, vive senza prospettive a lungo termine e per questa ragione ogni minimo spostamento percentuale è il sale della politica e la ragion d’essere delle manovre di segretari, portavoce, faccendieri, politicanti. Tutti saranno costretti a guardare a quell’elettorato (ago della bilancia per il governo delle ricche regioni settentrionali e anche per il governo nazionale) e dargli ricette facili facili, commestibili, che non rischino il rigetto da parte di persone che da anni tutto avrebbero voluto, tranne che andare con democristiani, fascisti, comunisti e ladri. Ci sarà la gara “a chi sarà più leghista” degli altri. Una corsa senza traguardo, ma col solo scopo di presentarsi come veri rappresentanti di istanze che, si dirà, erano giuste e sacrosante ma mal rappresentate dall’estremismo padano.

Una terza via c’è: la dissoluzione dei movimenti e dei partiti della così detta seconda repubblica e il ritorno della cara, vecchia, mai dimenticata prima repubblica. Con una grande DC al centro e tanti piccoli movimenti personali o localistici a farne da corollario, a destra o a sinistra. Governerà chi avrà la capacità di imporre la propria leadership sul centro. Il Pdl si sfalderà, si sfalderà il Pd e dopo qualche anno troveremo nuovamente la vecchia balena bianca a sguazzare nello stagno italico. Una nuova Dc autoritaria, populista e conformista.

Ma in tutto ciò… la sinistra (non ho detto il Pd…) troverà un vocabolario per tornare a capire, leggere e magari provare a cambiare la realtà?

La Lega era una riserva indiana; lì dentro c’era il peggio della società settentrionale in termini elettorali e culturali. Era una bella scusa, come lo era per molti versi Berlusconi; grazie a loro si poteva sempre indicare il male e nascondere la propria incapacità, e le proprie mosse false, e i propri tradimenti. Perchè tanto, in tutto questo olezzo insopportabile, c’è chi puzza di più e chi puzza di meno. Perchè tanto, se non c’è ricambio o possibilità di svolte, c’è sempre un “meno peggio” a cui affidarsi per evitare la barbarie.

Era meglio sconfiggerli politicamente, ne fossimo e ne fossero stati capaci. Il Leghismo è come il berlusconismo… sopravviverà ai suoi protagonisti… purtroppo.

La Lega muore? No. La sua ipotizzata fine renderà tutti più leghisti e populisti.

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1 commento »

  1. Terribile, ma è proprio così. Piaciuto l’articolo e l’analisi. Ciao.

    Commento di Lavezzi — 10 gennaio, 2016 @ 4:01 am | Rispondi


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