franchino's way

13 agosto, 2011

Buone ferie a voi, che non ci pensate

Filed under: deliri controproducenti — ilkonte @ 11:50 am
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E’ sempre bene sfogare e sfuriare. Ognuno a modo suo. Ognuno coi suoi tempi e intensità. Oggi in ufficio, tornato alla vita, mi sfogo così. A ruota libera.

Abitiamo in stanze d’albergo illegali, pagate troppo per quello che offrono, e le chiamiamo case. Sporche, unte, con albergatori il cui mondo finisce nei loro salotti, nel loro arraffare predatorio, nel loro cervello piccolo piccolo da imprenditore coi soldi degli altri. Abitiamo stanze di passaggio, senza legami, senza pretese. E le paghiamo troppo. Altrove si risparmia, ci diciamo, ma siamo sempre lì, a chiudere il conto, controllare la fattura e bestemmiare. E a desiderare di essere altrove ad alzare bandiere o barricate.

Cerchiamo uno scoppio per chiamarlo vita e possedere la notte. Uno scoppio per dominare l’udito in una risata cretina, in un moto cieco di infantilismo, in un vortice di anni che vanno indietro. Non sono rughe, quelle che iniziano a solcare gli occhi, sono cicatrici. E i capelli, se non cadono, bruciano lasciando la testa coperta di cenere.

Cerchiamo la comunione nuotando in bicchieri di vino cozzati per scacciare i pensieri e guardarci negli occhi, sempre meno amari con l’alcool che scorre e rianima, e vorremmo desse pace. “Datemi un bicchiere e vi solleverò il mondo”.  Amiamo la vita cercando di non ricordarla, nel delirio di notti insonni e incontrollate, degenerate e libere, come solo l’adolescenza sa donare. Ribelli, di tanto in tanto, perchè non vogliamo crescere… o vogliamo far finta di non farlo. Ribelli perchè cerchiamo lo sguardo complice di chi, in quel momento, è come noi, ebbro di vino e distrazione, aria pura nei polmoni che fa girar la testa. E la retta via la facciamo a zig zag per non arrivare subito alla meta. E la retta via non è smarrita. E’ sempre quella. Ma la si può percorrere a tratti. Un passo avanti e dieci indietro. Uno di lato e due dall’altro. E poi giù nel burrone. Che qualche ubriaco ti tirerà su. E il boato ad accompagnare il nostro cammino. Siamo in tanti a cibarci di barcollamenti. Siamo in tanti a non volerci lamentare. Almeno stanotte no. Stanotte ci siamo solo noi e il nostro degenero.

E a un tratto si torna alla vita… e che vita. Il mondo crolla, le città bruciano in lampi di consumo ribelle. Il fuoco lambisce le case. Altro che boati e vino. Altro che storie. Questa è la storia. E non ti scivola addosso. Crolla il mondo e torni al non avere domani. Al dovere di vivere oggi. E al rimpianto, la rabbia e la frustrazione. Lacrime e sangue, ci dicono. Merda e lampioni fulminati. Cani randagi in vicoli contorti che non ti mostrano orizzonti. Gatti randagi sonnecchiosi che scivolano nel sole e nell’ombra senza far rumore. E noi lì a sudare cercando di riempire gli occhi di abbandono e tristezza. Vecchia ricchezza che fu mai dimenticata solo da chi vive nel tempo del declino. Arriverà un giorno. Arriverà. Ma noi, forse, non ci saremo. A noi solo silenzi e boati. Per riempire l’oggi, scacciare l’inutilità di un tempo balordo che ci campa addosso senza chiedere scusa.

Ma il vino e il boato sono sempre lì. Pronti a tornare. Pronti a farci tornare in un lampo di degenerata dignità. Si, vergognosa presenza. Si, delirante immaturità. Perchè se crescere vuol dire rassegnarsi, noi siamo ribelli. E stupidi ribelli rimarremo per non darla vinta.

“E che il mondo ci scivoli addosso”, ci auguriamo, sapendo che non potremo mai far finta di niente, voltare lo sguardo altrove, non sentire disgusto e rabbia. E se non lo possiamo ribaltare.. almeno potessimo lasciare un segno. Stupido e inutile segno. Anche solo di fastidio in chi ci guarda e non capisce, o fa finta di non capire. E tornando alla vita c’è più voglia di lottare. Di essere. E vivere il tempo che ci è dato. Che strani e contorti i pensieri alla fine delle ferie. Che tempi bastardi ci tocca campare. Restiamo in piedi nella vita normale. Anche se il vento è forte e il rischio di cadere o rannicchiarsi è tanto. Noi resteremo in piedi. A testa alta. Almeno ci spero.

Si torna alla vita. E alla voglia di spaccare tutto.

Buone ferie a voi, che non ci pensate.

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1 commento »

  1. vivere l’oggi, vivere il presente, come si fa? l’uomo ha sempre vissuto o nel passato o nel futuro, mai nel presente, solo in quella che tu chiami adolescenza. vive nel presente solo chi non ha nulla o chi ha tutto, il frastuono lo sente solo chi vede verso il domani, il cervello gira e raccoglie gli attimi vissuti e li impila in un disegno che rispecchia le nostre identità ma è difficile guardarsi allo specchio senza riconoscere il disegno.

    gli sguardi della gente non sono mai cambiati, ho sempre visto pupille che scivolano verso terra ad osservare i piedi o che slittano verso il cielo per attendere un piede che li schiacci… noi siamo ora e non basta sentirlo in serate senza senso, bisognerebbe respirarlo anche la mattina dopo, bisognerebbe utilizzare il mondo come straccio per lucidare il vetro che ci serara dal domani. la polvere la alza il vento, non possiamo essere contro il vento o contro la polvere.

    un abbraccio
    daz

    Commento di daz — 13 agosto, 2011 @ 2:05 pm | Rispondi


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