franchino's way

10 luglio, 2011

anche le pecore sognano polpettine greche (con salsa di melanzane)?

keftes + salsina alle melanzane=lsd?

può il proprio cervello prenderti sonoramente per il culo?

cos’è un cane-stecco? e che cazzo vuole da me Michele Santoro?

Andiamo con ordine. Prendo sonno tardi, troppo tardi. Sarà stato il caldo e il sudore. Saranno state le polpettine greche mangiate a mezzanotte.

Dormo.

Inizia il sogno. Inizia il delirio.

Non so dare svolgimento cronologico ma ricordo immagini, suoni e situazioni. Le butto giù a caso.

– Piazza Maggiore. C’è molta gente in giro. Aria di festa.

– Pare ci sia un problema con i documenti elettronici di identità di tutti. Inserendo la carta di identità o la tessera sanitaria nelle macchinette delle sigarette viene fuori un messaggio:” inserire mail valida”. (maledetto lavoro… ti odio). Io provo a capire, a fare domande, ma nessuno può farci niente. E’ l’anarchia. Tutti sono molto preoccupati e in ansia. Si decide di andare ad un concerto. Con me ci sono molte persone: amici stretti, conoscenti, facce conosciute, sconosciuti. Forse sono a Bologna. Forse.

– Andando a questo fantomatico concerto ci viene fame. IM ci propone di andare in un locale nuovo. Un ristorante marocchino che fa un piatto mai sentito nominare che pare spettacolare. Arriviamo al locale (forse centro di Bologna, forse Madrid, forse Roma). Entriamo. I banconi sono vuoti e puliti. C’è solo qualche pietanza vecchia a giacere inerte. Dietro il banco un signore nordafricano insieme alla consorte con tanto di velo. Chiediamo la loro specialità. Ci fanno notare delle specie di multe nei banconi. Sono gialle, prestampate con delle cose scritte a mano. Incomprensibili. “sono stati i vigili o i carabinieri, ci hanno vietato di cucinare fin quando non ci autorizzano”. Rimaniamo interdetti. Abbiamo fame. Non possono venderci le pietanze nei banconi, poche e vecchie, per misteriosi motivi legati all’ordinanza. Ci consigliano un locale poco distante di cucina tipica locale dove fanno un piatto mai sentito nominare (non ne ricordo il nome, nella realtà non credo esista) ma che tutti noi conosciamo. E’ tardi però. Sono le 11 e pare che a quell’ora tutti i locali siano chiusi. Sono le 11 ma c’è luce. Bah… Ok, si rinuncia. Tra l’altro ci siamo persi anche il concerto.

– Troviamo un passaggio per andare non si sa dove. Siamo io, IM, TI, GC e altri 2 conoscenti. Entriamo tutti e 5 in una macchina con 4 persone attempate. La macchina è grigia. Sembra una Bravo. Ma dentro ci stiamo bene tutti e 9. Partiamo. Si chiacchiera di non so cosa.

– Locale molto carino, pare. Ci sono dei divanetti bianchi con dei tavolini bassi. Io e GC ci accomodiamo insieme ad un ragazzo di Potenza che forse non vedo da 13 anni. Chiacchieriamo amabilmente. Tuttavia non riusciamo ad ordinare niente. Voglio una birra. Dietro di mie le persone attempate del passaggio, che ora sembrano essere turisti tedeschi, si lamentano perchè non riescono a passare. Inizio a spostarmi avanti e dietro co sta comoda poltroncina bianca per far loro spazio. Mi rompo le palle, ovviamente, e decido di uscire.

– Sono distante dal locale. Ho in testa delle cuffie senza fili e in mano il cordless di casa mia. Pare debba fare un collegamento con i ragazzi di Radio Red Azione che sono a circa 20 m da me, di fianco al locale. Gli faccio cenno che io sento bene in cuffia e che il cordless funziona. Loro non ne sono convinti. A fianco a me c’è Michele Santoro che, insistentemente, mi chiede di fare bene il collegamento, di non dimenticare nulla e soprattutto di non dire che c’è anche lui. Io, decisamente infastidito e spazientito gli dico “scusa Michè… ma io mi volevo prendere una birra… non mi rompere i coglioni. mica so Ruotolo!”.  Si avvicina VC della radio. Mi dice che non funziona niente. Prova ad armeggiare con il cordless. Poi fa un cenno ai ragazzi. Ora funziona. Io intanto ho mandato affanculo Michele Santoro che si allontana preso male.

– Sono davanti al locale, seduto sul gradino dell’ingresso. Con me c’è TI e un ragazzo di Potenza con al guinzaglio 2 cani; un bastardino bianco e nero e una cosa strana. Gambine sottilissime, corpo rotondo tipo zampogna beige e testa nera sottilissima. “Un cane stecco – mi spiega il padrone – tipo un incrocio tra un cane e un insetto-stecco.. ma non è che un cane ha scopato con un insetto stecco – anticipa la mia domanda – è una specie di evoluzione parallela”.  Non l’ho mai visto prima. Mi chiedo come cazzo fa la natura ad avere tutta sta fantasia. E soprattutto, a cosa si sarà adattato sto cane per diventare così.  Sto coso mi fissa con due occhi di spillo. Mi fissa immobile. Io sono preoccupato. Il padrone mi fa capire che è nella sua natura non fare niente, non si muove, non emette suoni, non tira al guinzaglio, non scodinzola. Tipo soprammobile. Al massimo ogni tanto morde. Il cane-stecco ovviamente mi morde. Bestemmio. Non mi ha fatto troppo male. Temevo mi segasse con quella bocca sottile e i dentini piccoli piccoli. Invece solo un po’ di fastidio e spavento (pare abbia piagnucolato nel sonno dicendo “mi ha morso… sta merda mi ha morso”).

– Rientro nel locale che è diventato in realtà un appartamento. Ci sono i miei amici leccesi di Bologna, TI, IM, RG, SB. Si discute di fame. E del concerto perso. Fuori è giorno, pomeriggio. Ma non erano le 11 poco fa? Confusione spazio temporale a palla. Tempi aristotelici dolcemente mandati affanculo. Nessuno però è stupito della cosa. Compreso me. Mi vedo da fuori tranquillo. Come se tutto fosse la normalità.

– Stanza in fondo a sinistra. Rumori. Mi sembra uno studiolo. C’è una specie di libreria piena. Una signora molto grassottella è vestita da cameriera d’albergo. Urla e lotta un po’ con noi (o con me, non ricordo se ero solo) e un po’ con un’altra presenza. La presenza si trasforma in topolino e comincia a sfuggire alla furia omicida della cameriera. Capisco (o mi dicono) che la cameriera in realtà è una colf robot. Il topolino è un mutante. La cameriera inizia la sua lotta col topolino. Scappo. Sta distruggendo tutto. E il topolino è troppo  veloce. Chiudo la porta. Dentro i suoni del duello cyberpunk.

– Stanza in fondo a destra. Un tv lcd acceso. C’è la playstation. GC e DN hanno appena finito di giocare al videogioco dei Transformers (la grafica spacca per quel che vedo). Vivono con naturalezza il casino della colf robot e del topo mutante, tipo come se fosse una routine ormai. Mi veiene voglia di giocare ma loro sono stanchi. Guardo il gioco in pausa. Torno dagli altri.

– Salotto. Ci sono tutti di nuovo. Voglio capire. Sento che c’è un ordine in tutto questo. Sta succedendo qualcosa di strano in questo mondo. Qualcosa di pericoloso. Ho fame. Voglio una birra. E ho mandato a cacare Michele Santoro. Provo a convincere GC e TI che dobbiamo uscire. Forse so dove andare a trovare le risposte che cerco.

Risveglio. Non si fa così. Ora che arrivava l’indagine.

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5 commenti »

  1. Io credo che il tuo sogno abbia un significato ben preciso. E’ una premonizione: presto chiuderanno il babylonia perché mettono acido lisergico nelle keftes. Vai a fare scorta…
    Salumi,
    IM

    Commento di IM — 10 luglio, 2011 @ 1:24 pm | Rispondi

  2. forse è anche meglio che il sogno sia finito prima dell’indagine… complimenti all’inconscio!!!

    Commento di sabb1o — 11 luglio, 2011 @ 10:02 pm | Rispondi

  3. Pur applicandosi..è impossibile leggere un significato..in questo sogno tra fantascienza e allucinazione…L’unica cosa che mi viene da pensare…è ricavane qualche sceneggiatura…
    (e mangia ad un’ora decente!!) p.s quante risate ad immaginare VC che dice che non funziona nulla… e poi Santoro???

    Commento di Carlotta Yoko Pascale — 12 luglio, 2011 @ 2:02 am | Rispondi

  4. – Un misto tra Gino e Michele e Philip K. Dick (I.M.)
    – Ma che cazzo ti sei preso? (S.B.)
    – Il miglior sogno lisergico dai tempi della Bibbia (the indipendent)
    – E’ solo un drogato (S. Giovanardi)
    – Indispensabile, per sentirsi migliori di lui (New York Times)
    – Ki flash uagliò (Il quotidiano della Basilicata)
    – Ennesimo attacco della magistratura politicizzata (Il Giornale)

    Commento di ilkonte — 12 luglio, 2011 @ 7:26 pm | Rispondi

  5. […] anche le pecore sognano polpettine greche (con salsa di melanzane)? […]

    Pingback di Amo l’estate (quella molto afosa) « franchino’s way — 14 luglio, 2011 @ 12:21 pm | Rispondi


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