franchino's way

26 giugno, 2009

Io e Michele Gecsoni (tutto cambia…)

Salerno, 1991. Da qualche mese avevo il mio nuovo “Radiolone” con il lettore cd. Mancavano i cd però. Mio padre allora mi portò in un negozio di dischi in una strada tra il corso e il vecchio stadio “Vestuti”.

“Dai, scegline uno che lo compriamo”

Una parola… Ho 11 anni, sono quasi completamente ignorante in materia musicale. E in televisione passa di tutto. Inizio a selezionare le possibili scelte. Questo si, questo no, questo lo mettiamo da parte e vediamo poi. Alla fine rimasi con due cd in mano, speranzanzoso che, di fronte all’indecisione del figlio, il padre li avrebbe acquistati entrambi.

“Allora, fammi vedere… che hai preso?”

Due cd: uno era “Dangerous” di Michael Jackson. Un disco stra-pubblicizzato, canzoni in radio, amici che imitavano i passi di ballo, concertoni trasmessi in tv, vestiti improponibili, un mito quasi imposto. L’altro era “Greatest Hits II” dei Queen. Anche questo cd era molto presente in tv e in radio. Ma i Queen erano più un qualcosa di sconosciuto, non sapevo chi fossero. Avevo solo visto da qualche parte quella copertina, avevo sentito da qualche parte qualche canzone. Sui Queen, devo ammetterlo, ero poco convinto. Michael è Michael, in fondo. E Michael lo conoscevano tutti. Quindi anche io dovevo avere un cd di Michael.

“Ma che devi fare con Michael Jackson… prendi questo dei Queen, un grande gruppo…” mi fece mio padre.

Farmi scartare Michael Jackson fu la sua rovina. I Queen…. c’ho campato tutte le medie. Comprai tutti i cd, dal primo all’ultimo, tranne uno, introvabile. Ogni volta che avevo 2 soldi facevo un salto nel mio negozio di dischi al Francioso e il negoziante, riconoscendomi, subito mi apriva lo scaffale con i dischi: “Questo ce l’hai? E questo? Questo deve essere molto bello sai?”. Io acquistavo, per collezionismo, per malattia, perchè all’epoca compravi un disco alla volta e, siccome compravi, spendevi soldi, lo dovevi consumare per bene. Non era contemplata l’idea di comprare musica per provare… No. Bisognava andare a botta sicura. Sennò stavi un mese ad ascoltare un disco che non ti piaceva, e non ne valeva la pena. Entravo in quel negozio e avevo occhi solo per i Queen. E passavo ogni volta davanti ai poster, ai manifestini, alle pubblicità del Dio del Pop che ormai non mi interessava più. Nonostante fosse tanto di moda. Vedevo miei coetanei farsi crescere il ciuffetto ricciolino davanti alla faccia, li sentivi canticchiare con tanto di singhiozzo, li vedevi fare le sfide a chi faceva meno peggio i passi di ballo. Io no… A me interessavano i Queen. Presto la loro moda sarebbe scomparsa e i Queen avrebbero vinto. Freddie Mercury sarebbe morto creando il suo mito (almeno per un annetto buono ma che per me sapeva di definitiva consacrazione).

Arrivò il giorno del “Freddie Mercury Tribute”. Io lo ascoltai alla radio mentre camminavo per Roma, in gita con la famiglia. Quel concerto, e i cd-cofanetto con vhs che ovviamente comprai, mi fecero conoscere gente come i Guns N’ Roses e i Metallica. Pian piano, insieme a “Nevermind” dei Nirvana, questi si fecero strada nelle mie orecchie da studente di seconda media. Iniziarono i miei ascolti distorti. Iniziò la mia strada verso il metal. I capelli lunghi, le scarpe da ginnastica sempre e comunque, le magliette dei gruppi. Alle superiori ero un metallaro a tutto tondo, cantavo con la voce roca e urlata, facevamo le foto con le facce serie o cattive, rifiutavamo il sistema, eravamo semplicemente “Fucking Hostile”. E i capelli lunghi li ho tagliati definitivamente al 25 anni. Ecco come Michael Jackson ha segnato la mia vita, non comprando, quando avrei potuto, un suo disco (chissà cosa sarei diventato senza l’evoluzione distorta!?).

Ora mi ritrovo, col capello corto, a sentire qualche pezzo di Thriller o dei Jackson Five per…. divertirmi. E penso che il piccolo Franchino metallaro guarderebbe con disgusto questo quasi trentenne col capello corto e la camicia a maniche corte che si alza davanti al pc per ballare su “Abc” o su “Beat it”. Ma così è la vita. Tutto cambia perchè, in fondo in fondo, assolutamente niente è cambiato.

Una riflessione. Sto guardando in tv i video di Michael Jackson trasmessi a ripetizione su Mtv. E’ incredibile constatare quanto sia distante, lontano. Sembra guardare un documentario dell’istituto Luce. Roba di un’altra terra. Quei vestiti del cazzo, quel modo di muoversi. Un pezzo di storia che se n’è andato. Quello che una volta era mito vivente, immortale, intoccabile, ora sembra una macchietta, un idiota, una parodia per ridere. Una lezione per tutti. Tutto passa, niente è per sempre. Avete visto tutti la divisa di Gheddafi quando è atterrato a Roma per la sua visita. Io a vedere quel personaggio conciato in quel modo ho riso e mi sono detto:”Ma che è? S’è messo un vestito di Michael Jackson?”. Ecco… Tutto cambia. Anche il peggio.

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5 commenti »

  1. Il sarto di Gheddafi ha voluto fare la concorrenza a quello di Jackson:)))
    Michael Jackson e Gheddafi sono entrambi patetici personaggi. Il primo, però, ha qualcosa di tragico. Il secondo è solo ridicolo.
    Poi c’è un terzo personaggio, tutto italiano, che ha qualcosa del primo e del secondo anche se veste sobriamente.

    Commento di Rossella — 26 giugno, 2009 @ 7:31 pm | Rispondi

  2. Bella la storia della tua vita musicale france, com’e’ che non hai nominato i Tool?? strano, ce li ficchi dappertutto….
    bacioni

    Commento di marco — 27 giugno, 2009 @ 4:24 am | Rispondi

  3. Toh, mi sembra di ricordare qualcosa al riguardo…

    Commento di Walter — 9 luglio, 2009 @ 8:08 am | Rispondi

  4. se un ramo di un albero di mandarini si divide in 2 alle 2 estremità tovi sempe un mandarino….
    sorpresa eh!

    Commento di dazzi — 9 agosto, 2009 @ 2:55 am | Rispondi

  5. Io Michael l’ho scoperto a 10 anni…è triste sapere che tanta di quella gente è accecata da tabloids insignificanti che (come dice Mchael J. nella canzone privacy) “che vendono storie false solo per denaro”

    Commento di Rita — 15 ottobre, 2011 @ 9:41 pm | Rispondi


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