franchino's way

23 giugno, 2009

Questo voto (a bologna…)

Flavio Delbono ha vinto le elezioni e sarà il prossimo sindaco di Bologna. E’ finita quindi una delle campagne elettorali più brutte che la città ricordi. Si è parlato davvero poco di politica, scelte future, sfide, superamenti, distanze da prendere o da ridurre. Insomma dei nodi reali della città, dei veri problemi, pare che non sia arrivata grande voce agli elettori. Non si sa cosa succederà con la Fiera di Bologna, non si sa cosa succederà con il Civis, con la metropolitana, non si sa nulla di politiche abitative, dei rapporti con l’università e gli universitari, con le politiche securitarie che tanto avevano fatto buttare inchiostro per la gioia dell’autopubblicizzante e “ciarlatano” Coffy. E’ stata una caciara. Con Delbono a fare l’uomo mite, il professore, a cercare di tranquillizzare tanto gli orfani di Coffy, quanto quelli che gli ultimi 5 anni vorrebbero cancellarli dai propri ricordi. E a destra giù randellate tra Cazzola “il pugile dislessico” e Guazzaloca “il burbero”. Poi, al secondo turno, al primo faccia a faccia e alla prima domanda “scomoda” in diretta, Cazzola ha cominciato a dare i numeri con una violenza, una superbia e un avventurismo che ha rasentato il ridicolo, accusando chiunque, caricando a testa bassa a furia di infamie, calunnie. Un cavallo imbizzarrito insomma. Vedremo se le inchieste della magistratura porteranno da qualche parte.

Guardo i dati e segnalo due cose: al primo turno Delbono ha preso 112.131 voti mentre Cazzola ne ha raccolti 66.058. Al secondo turno Delbono si è tenuto i suoi con 112.667 voti (un aumento di circa 500 voti) mentre Cazzola ha raggiunto quota 73.020, +7000 rispetto al primo turno.

Quindi Delbono vince grazie alla fedeltà dei propri elettori più affezionati. Ma il PD, che tiene è vero, deve ora pensare a rilanciare e cercare di far dimenticare le delusioni cofferatiane; come voto di lista il Pd alle europee prende più voti che alle comunali e tra primo e secondo turno nessun movimento in entrata; chi era a sinistra lì è rimasto, chi non andò a votare 15 giorni fa non ci è tornato, chi doveva rispondere all’attacco Cazzoliano rinsaldando le fila, è rimasto a casa.

L’astensione, anche se minore che in altre zone d’Italia come da tradizione, si è fatta sentire anche a Bologna. Un terzo degli elettori ha voluto esprimere la propria mancanza di rappresentazione o forse di autorappresentazione. Un dato su cui riflettere. Nell’astensione c’è tanta opinione, tanta passione, tanti messaggi politici. Ma c’è anche l’incapacità di collocarsi. Il problema è a due direzioni: io non mi sento rappresentato da nessuno perchè nessuno è capace di rappresentarmi così come io non riesco a capire che collocazione ho, dove devo andare, cosa voglio, chi voglio. Nell’astensione tanta politica dunque, ma anche tanto analfabetismo politico, incapacità di riflessione e sintesi delle proprie voglie, assenza di prospettive politiche, qualunquismo.

Fa male comunque vedere che a sinistra del Pd nessuno sia riuscito a raccogliere nessuna forma di dissenso esplicito o meno, che non ci sia stato un segnale roboante di rinascita e rilancio, che anche a Bologna non ci sia una vera forza di sinistra radicale e utile a sviluppare dibattiti. Ci sarà un rappresentante dei “grillini”: vedremo cosa sarà capace di fare, quali i temi che proporrà, quali i toni che userà e i risultati che porterà a casa. Una bella sfida per loro. Passare dall’ombra del comico del soliloquio ad una propria vita, camminare da soli, costruirsi come forza autonoma, territoriale, scomoda ma fondamentalmente capace di politica e politiche.

Cazzola invece, sconfitto, sconfittissimo, al ballottaggio ha preso qualche voto in più. Da destra sicuramente e da ambienti guazzalochiani, forse. E magari proprio da quel delirio qualunquistico destroide che annaspa nel non voto.

Io, se avessi dovuto votare a Bologna, cosa avrei fatto? Il rischio di una sconfitta al secondo turno di Delbono era basso, soprattutto dopo le sparate di Cazzola. Quindi, penso, sarei rimasto a casa senza turarmi il naso e senza apnee o ansie. Se ci fosse stato il minimo rischio avrei votato.  Al primo turno avrei fatto il mio solito rito di testimonianza per una lista di sinistra.

Non so cos’altro dire se non… speriamo bene.

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1 commento »

  1. analisi che non fa una grinza e la parte sinistra della coalizione è affidata ad un solo consigliere comunale..Milena Naldi che esce anch’essa dai Ds..

    Commento di Gaetano Alessi — 24 giugno, 2009 @ 12:30 am | Rispondi


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