franchino's way

18 febbraio, 2009

Weltronite acuta

Filed under: attualità,partito democratico,politica,Walter Veltroni — ilkonte @ 8:35 pm

Oggi ha parlato Weltroni. Un discorso di 40 minuti per lasciare la segreteria del Pd. Ma sembrava un discorso di investitura. Dopo le cocenti sconfitte e in vista delle future, senza capacità di contatto con gli elettori, con una classe dirigente immobile e incrostata, Welroni ha ancora il coraggio di parlare di vocazione maggioritaria. Col 25% scarso… Con una sinistra ormai inesistente… Con la Binetti e i radicali. Mah…

Parla Weltroni di un partito democratico che vive democraticamente… ma dove? quando? C’è qualcuno che abbia visto una faccia nuova, dico una, che sia uscita dal nulla, dalla forza delle proprie idee e non dalle pile di tessere nel panorama piddino nazionale, nelle città, nelle sezioni, nelle tombolate? C’è qualcuno che abbia visto o sentito qualche ragazzo/a sotto i 40 che ad un tratto abbia detto a voce alta:”Ora mi iscrivo al PD e mi candido alle primarie!”. Ah si… I giovani di Weltroni sono quelli dei cartelli “Si può fare”..

L’hanno fatto. Ce l’hanno fatta effettivamente. A parole. Mentre il Paese apprezzava la grande innovazione della nascita “più grande partito riformista della storia repubblicana” andando a fare la fila per votare Berlusconi. Mentre Weltroni sognava, parlava di America, di Obama e si dimenticava di essere all’opposizione, mente La Torre mandava pizzini a Bocchino, mentre si combatteva Di Pietro e il giustizialismo, mentre ci si accorgeva della cagata immonda di aver sdoganato il tema della sicurezza e della linea dura, l’altro governava, solo, imperturbabile. Il Pd e Weltroni parlano di un paese che non esiste, che forse non c’è mai stato. Weltroni ha esaltato la sua scelta di correre da solo (sempre per il discorso della vocazione maggioritaria col 25, 26%) perchè così ha contribuito alla conquista storica di aver semplificato il quadro politico italiano per arrivare ad avere, finalmente, una democrazia che decide. Effettivamente ora c’è Berlusconi, Berlusconi, Berlusconi e Berlusconi e tutti insieme decidono e il popolo applaude. Più semplice di così! Weltroni ha detto di aver visto il Pd (questo conforta, spero, i tanti che in buona fede gli hanno dato fiducia)…  Il leader lo ha visto alle primarie, al Circo Massimo e alle elezioni definite “bellissime”.

Era così divertente fare la guerra a Bertinotti e Pecoraro Scanio, a Ferrero e Diliberto. Era così radical chic potersi togliere il lusso di fare il civile, l’ammericano che, dal loft, non nomina  l’avversario per non fare l’urlatore, non essere tacciato di essere un “demonizzatore”. Peccato che anche a bassa voce, piano piano, senza sputare e far saltare i congiuntivi, ce n’erano di cose da dire, da fare, da sostenere. Dice Weltroni che l’ideale per Berlusconi sarebbe stato avere un’opposizione urlante che non fa paura, non spaventa. Mentre a spaventare Berlusconi ci ha pensato lui con la sua opposizione sussurrata, educata, alla “prego passi pure prima lei, insisto cavaliere”. Si.. E’ talmente spaventato Berlusconi che non si fa più vedere in giro. E’ talmente impaurito dall’opposizione costruttiva del Pd (Weltroni l’ha chiamata innovazione programmatica, se non mi sbaglio) che sta facendo quel cazzo che gli pare e a guadagnare voti sono l’Udc e Di Pietro.

E’ mancata la pazienza, virtù dei forti. Il Pd è ancora nella fase embrionale, deve ancora sbocciare, far vedere i suoi frutti. Bisognava aspettare che il ciclo Weltroniano si completasse. E incvece no. In Italia c’è sto viziaccio brutto di bruciare i leader alla prima sconfitta. Ok, sembra un po’ forzatella la cosa. Ma l’ha detta così, pari pari, a Prodi? L’unico che è stato bruciato sempre e comunque perchè aveva preso il vizio di vincerle ste dannate elezioni? E poi… effettivamente il ciclo andava concluso per bene. Bisognava lasciarlo lavorare. C’è ancora da perdere la Campania, la Puglia, il Lazio, la Calabria, la Lucania, Bologna (?), la Liguria e il Piemonte. C’era da portare a casa una bella alleanza con l’Udc che tenesse buoni Rutelli e teodem vari. C’era da eleggere Berlusconi presidente della Repubblica, o dopo aver riscritto insieme la Costituzione (presidenzialismo all’italiana) ,o con voto qualificato a camere riunite. C’era insomma da fare tante cose, sussurrando, parlando di Ammerica e di Obama, di sogni e illusioni, di svolte storiche e valori, con tanto tatto, tanta passione e bontà, tanta viscida dolcezza, tanta buona educazione e tanti sorrisi sornioni. Non lo hanno lasciato lavorare. Chissà se il Pd riuscirà a sopravvivere senza tutto questo, senza poter esprimere la propria vocazione maggioritaria a furia di ceffoni presi.

Il fatto è che questo Pd, temo, ancora non ha finito di farci perdere tempo, pazienza e voglia di andare a votare.

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3 commenti »

  1. (e se le dimissioni fossero un’indiretta consegunza del cambiamento di foto nella testata del blog? potrebbe esserci un nesso in effetti)

    Commento di daniele — 19 febbraio, 2009 @ 12:49 am | Rispondi

  2. Spiegati meglio caro rollino che lo spunto mi interessa… a proposito… ti piace?

    Commento di ilkonte — 19 febbraio, 2009 @ 12:58 am | Rispondi

  3. così… notavo il cane nero… (porta bene). adesso mi raccomando, concentrati su tusaichì

    Commento di daniele — 27 febbraio, 2009 @ 1:37 am | Rispondi


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