franchino's way

17 febbraio, 2009

Un diffidato

Filed under: attualità,ultras — ilkonte @ 4:11 pm
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Una storia, raccontata dal suo protagonista. Il problema è: e se questo modus operandi venisse pian piano allargato anche ad altri ambiti, altre realtà considerate “pericolose” o eversive?

Copio e incollo dal blog “Freedom for fans“. Per farvi leggere una testimonianza, una voce, per dare qualche elemento in più alle tante anime candide che colpevolmente parlano senza sapere e senza capire. Per farsi qualche domanda in più, per non parlare ogni volta di calcio, tifo, ultras, Daspo, in maniera approssimativa, grossolana, perchè non si sa, non si conosce, non si è mai visto. Perchè questi problemi esistono anche se non viene ammazzato un tifoso o un agente, anche se non ci sono napoletani in trasferta, anche se non ci sono episodi da distorcere in mala fede, o se non ci sono prime pagine, lanci di agenzie. Perchè i casi come questi sono tanti e “il grande pubblico” non ne viene mai a conoscenza.

Buona lettura.

Storia di un diffidato innocente

Si è spesso parlato della presunta incostituzionalità del Daspo. Ma la Corte Costituzionale nella sentenza n. 512 del 2002 inserisce la diffida tra gli strumenti di prevenzione da infliggere in attesa di processo, salvo poi essere revocate in caso di assoluzione. Una pena da scontare prima del processo? Ebbene sì! Ricordiamo per l’ennesima volta che l’obbligo di firma non solo vieta l’ingresso allo stadio, ma pregiudica qualsiasi attività da svolgere in concomitanza delle partite della propria squadra, viaggi, spostamenti ecc. Un lettore del nostro blog ha purtroppo esperienza in diffide ingiuste e tardivamente revocate e vuole raccontarci la sua vicenda. Non faremo nè il suo nome nè quello della sua tifoseria.

Diffidato! Perche?

Diciamo che la mia squadra perse una partita troppo importante, non successe granché ma bastarono solo un po’ di animi surriscaldati per far scattare parecchie diffide a casaccio come spesso accade in queste circostanze alle persone che generalmente sono in prima linea. Mi dissero che ero stato ripreso dai filmati mentre sfondavo un vetro ed incitavo al folla a compire atti di teppismo,migliaia di persone incazzate nere che urlavano e inveivano e loro dai filmati dedussero che io gridavo non per rabbia ma per incitamento verso gli altri facinorosi. Non ho mai visto quei filmati, nemmeno a processo!

Qual è stata la procedura?

Classica: convocazione,identificazione, notifica ma soprattutto tanta….tantissima burocrazia che per 2 anni e mezzo diciamo mi ha torturato. Sono stato sfortunato perché sono capitato nella’anno più buio di tutto il movimento ultras nei suoi 40 anni di storia : muore Raciti quindi ti lascio immaginare a che atteggiamenti sono andato incontro ! Ci sono stati mesi davvero pesanti! In questo periodo viene respinto il mio primo ricorso, ovvio. Nel frattempo passano un anno e 3 mesi e vengano finalmente chiuse le indagini(15 mesi !!!!) e si può andare a processo, sono accusato di aver aizzato ala folla ad atti di teppismo e vandalismo in luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. L’ignoranza e l’approssimazione degli addetti all’ “ufficio tifoserie” e dei dirigenti è stata cosi imbarazzante, priva di delicatezza. Questo non ha fatto altro che innervosire me e la mia famiglia. Spesso sono andato incontro alle faziosità dei poliziotti di turno che quando venivano a notificarmi a casa qualche lettera (date processi,rinvio,nomina avvocato,nomina gup. Chiusura indagini ,nomina gip. nomina giudice, rigetto della cassazione sulla firma etc.etc.) inventavano alte cose solo per il gusto di fare piangere mia madre, dicevano una volta per i danneggiamenti, un’altra per un’ulteriore diffida, spesso si lasciavano andare a commenti personali e offensivi senza sapere nulla e senza conoscere le circostanze, dimostrando tutta la loro “eroicità” visto che si trovavano davanti una madre che, ignorante in materia, nei primi periodi credeva di avere un criminale come figlio! Poi fortunatamente con i mesi ha capito come vanno le cose per i soggetti destinati a provvedimenti di daspo e come lo stato italiano gestisce queste vicende. La mia più grande vittoria è stata dimostrare e far capire a mia madre (un’italiana media) che non è tutto come vogliono far capire loro e come dicevano quelli con la divisa, ha capito che suo figlio era semplicemente un ultras e purtroppo questa categoria non appartiene ai comuni cittadini. Il mio rammarico e non essermi mai trovato a casa quando questi venivano…

Avevi l’obbligo di firma?

Si, 4 firme in casa e due fuori, anche per gare disputate a porte chiuse e coppa di mercoledì, spesso ero io ad informare che si giocava presentandomi al commissariato per non incappare in altre denuncie, mentre loro non sapevano nemmeno che quel giorno la mia squadra scendeva in campo. Non l’ho fatto per paura di altri procedimenti in se stessi ma per non portare altri motivi di tensione a casa. Pochi giorni dopo l’assassinio di Gabriele Sandri e gli assalti alle caserme capitoline, avevo una sentenza alla cassazione di Roma per togliere l’obbligo di firma…il mio avvocato provo in tutti i modi a farla slittare di qualche mese, c’era un aria brutta e pesante, ricorso respinto. Ovvio pure questo.

L’obbligo di recarti in questura ha condizionato la tua vita sociale e privata, oltre che privarti della tua passione?

Si decisamente !! Anche se quando ho fatto le domandine per esentarmi per motivi personali e perché fuori sede non ho mai riscontrato opposizione, certo portando le relative giustificazioni come biglietti treno, aereo, ecc…un paio di volte firmai fuori regione, un’altra ancora volevano che lo facessi all’estero…..si attaccarono!

Raccontaci un episodio.

Un giorno stranamente vennero i carabinieri invece che la polizia, erano i carabinieri della frazione dove abito io, incazzati neri perché stavolta toccava a loro… era una convocazione presso i loro uffici. Andai nel giorno e nell’ora invitato: il brigadiere non sapeva nulla, chi fossimo, che volevamo e perché ci avevano chiamati, alche per affrettare i tempi dissi che doveva essere per forza il Daspo (dato che era l’unico mio problema con la giustizia) la sua risposta fu: COS’è’ IL DASPO ???!!! Feci una lezione sulla diffida sia dal punto di vista giuridico che applicativo (ovviamente molto di parte…) che durò un’ oretta con il brigadiere attento ed interessato ma soprattutto totalmente ignorante, non sapeva nemmeno l’acronimo della parola DASPO! Era la prima volta che lo sentiva nominare. Ah….mi avevano chiamato per notificarmi che la cassazione aveva respinto il ricorso sulla firma, io lo sapevo già ovviamente ed era passato circa un mese e mezzo da quell’omicidio Sandri…mancavano un paio di giorni a natale. Auguri…brigadiè!

Quanto ti è costato affrontare il processo?

Non molto, fortunatamente l’avvocato è uno che sta dalla nostra parte non solo nel suo ufficio! Ma sicuramente soldi che potevo risparmiare per altro…

Dopo due anni vieni prosciolto perche il fatto non sussiste, giusto?

Giusto ! Perché il fatto non sussiste ! Ho avuto almeno la soddisfazione di vedere in faccia il volto degli agenti che mi denunciarono due anni prima, e che chiamati a testimoniare, erano in evidente confusione, imbarazzo, non ricordavano, sbagliavano luoghi e nomi, addirittura squadre di calcio!! Sono convinto che quel giorno qualcuno di loro nemmeno allo stadio era, mentre altri dissero : “Francamente non mi sento di colpevolizzare XXXX” “non ritengo che possa aver procurato pericolosità” “ in mezzo a tante persone che contestano e schiumano rabbia dagli spalti, in un clima di tumulto e confusione non posso sapere cosa stava dicendo XXX” ma fu la stessa persona che firmò la mia diffida!!

A quel punto quanto tempo hai atteso l’annullamento della diffida?

Piu di 2 mesi! Pazzesco!! Sono assolto perché il fatto non sussiste, ed invece di mandarmi una lettera di scuse,sono andati fuori tutti i termini previsti, la sentenza ( senza di essa non può procedere il questore) deve essere depositata entro 15gg dal giudice, ha atteso 1 mese e mezzo, il questore settimane e settimane con l’ordine del giudice a revocare immediatamente il provvedimento limitativo delle libertà personale sul tavolo per una firma ed un timbro.

Cosa provi ad essere stato derubato ingiustamente delle tue domeniche?

RABBIA,ODIO,RISENTIMENTO.

Hai ricevuto un risarcimento in denaro?

NO.

Di nuovo in curva, raccontaci l’emozione del ritorno.

Sinceramente nessuna emozione in particolare, del resto non mi sono mai allontanato dal mio gruppo e dalla mia curva, dalle attività di gruppo e dai miei fratelli, quindi solo un po’ di adrenalina ma nulla più, è stato come se ci fossi sempre stato. Il mio più grande rammarico e non essere riuscito a dimostrare a mio padre la mia innocenza, la persecuzione e le ingiustizie che ho subito! La cosa che mi ha pesato più di tutto è stata la mancanza di serenità che questa storia ha portato a casa mia. Mio padre è un brav’uomo leale e onesto e spesso quello che dice la tv dei benpensanti condiziona chi è ignorante su questi aspetti! E lui non è rimasto estraneo a questo lavaggio del cervello e manipolazione mediatica. Non è servita la sentenza che mi assolve da tutto, per lui sono rimasto un facinoroso che fa danni allo stadio anche se mi ama alla follia come un padre ama un figlio.

1 commento »

  1. voyance

    Un diffidato | franchino's way

    Trackback di voyance — 21 agosto, 2016 @ 2:23 pm | Rispondi


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