franchino's way

30 ottobre, 2008

Occhi sulla crisi (dopo una manifestazione)

Filed under: attualità,bologna,politica,sinistra — ilkonte @ 10:30 pm
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Cosa è stata la giornata di oggi? Ho seguito per qualche ora il corteo bolognese contro la così detta “riforma Gelmini”. Alcune considerazioni:

Non c’era l’ombra di una bandiera. Si, ok, quelle erano a Roma dove c’era la manifestazione dei sindacati. Appunto! Qui, dove la manifestazione è stata autogestita, autoprodotta, di bandiere non ce n’erano. Hanno anche cacciato Grillo dal corteo.

Non si canta più, non si gridano slogan complessi e creativi. Si balla dietro un camioncino che mette musica oppure si lanciano cori stile stadio con tanto di battimano. Lo stadio come le sezioni di una volta, IL luogo di aggregazione, IL luogo modello a cui si ispira lo stile dei manifestanti.

Non c’è antipolitica. La manifestazione era estremamente politica. Si chiede di difendere la scuola pubblica, il welfare, l’Università. Si chiede di difendere un modello di società contro un altro. E’ un movimento post-partitico e forse anche post ideologico, anche se l’ideologia,  non più filtrata e diffusa dai sistemi partito, è ancora presente.

I ragazzini delle superiori sono sempre tenerissimi. Si godessero il loro rito di passaggio della contestazione, ridessero, si ammazzassero di canne, trotterellassero sprizzando adrenalina. Lo facessero ora… Poi le delusioni e la vita li potrebbero portare da altre parti.

I manifestanti non  vogliono essere rappresentati da nessuno. Vogliono autorappresentarsi. Non hanno nessuna fiducia nei partiti di sinistra e non ne hanno per Veltroni. Molti di loro non sono nemmeno  andati a votare e lo rifarebbero, Berlusconi o non Berlusconi.

C’è un’aria strisciante di disincanto. Come se, in realtà, sotto sotto, tutti sapessero che tutto questo non serve a niente. Ma, in fondo, è meglio esserci che rimanere a casa, meglio lanciare il sasso e vedere se rimbalza che tenerselo in tasca.

Non è un movimento antagonista nell’accezione cara ai centri sociali. Non è gente che critica il capitalismo, la coca-cola, le vetrine, eccetera. Sono ragazzi col cellulare, con la macchina del papi, il pc.. Per questo i centri sociali e i partiti di sinistra non li attraggono più come anni fa. Parlano lingue diverse. Magari si può camminare assieme per un po’, ma alla fine… ognuno per la sua strada.

C’è un’energia che torna ad affiorare. Ero contento nel vedere  che c’erano anche tanti circa-trentenni. Speriamo bene. Il problema è che queste energie sono difficilmente incanalabili nei binari tradizionali della politica. Si rischia quindi la polverizzazione, la dispersione, e la mancanza di coordinamento. Urge una sinistra al passo coi tempi che scenda  tra loro, in punta di piedi, senza manie di protagonismo, e prenda appunti.

Il referendum? Non ci crede nessuno. Passa troppo tempo, il tema si sgonfia, l’entusiasmo scema… Poi chi vuole proporre il referendum? Veltroni? Ma cosa diceva quando anche governi di centrosinistra tagliavano, storpiavano, macellavano? Non è credibile… Alla politica parlamentare non vuole credere nessuno. Ma senza politica, senza palazzo, senza struttura, senza sponde… dove si va a finire?

Basta co sto cazzo di ’68! Tanto si sa già che a 60 anni saremo tutti incazzati, razzisti, xenofobi, analfabeti di ritorno e democristiani. Non c’è bisogno di ricordarcelo di continuo. Basta co sto mito… So’ passati 40 anni!

C’è un livello di conoscenza politica e preparazione culturale tra i ragazzi che sfiora il ridicolo. Una roba imbarazzante. Molti non sanno manco cosa stanno a contestare. Per fortuna però sono in piazza… almeno fanno numero.

Occhio a non fidarsi troppo di rettori e professori vari. Hanno rotto. Si facessero da parte. Soprattutto se sono voci provenienti da qualche corso di “scienze delle merendine” di qualche micro-università creata negli anni delle vele gonfie, quando un piacere al sottosegretario non si poteva negare.

1 commento »

  1. bell’analisi conte.
    io non c’ero.
    e per fortuna che non c’ero.
    sarei stato impietoso.

    il “almeno c’è chi scende in strada, anche se non sa bene cosa fa ma almeno lo fa” non mi accontenta più.

    non mi va d’accontentarmi. o è, o non è. lo è un pò non mi va più a genio.

    Commento di gianluca — 31 ottobre, 2008 @ 2:31 am | Rispondi


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