franchino's way

29 luglio, 2008

La mia Genova (appunti e ricordi…8)

-V’è piaciuto andare là a spaccà le vetrine!-       
-Ma che cazzo dici?-
-Che doveva fare la polizia? Lasciarvi fare? Tu che faresti se sotto casa ti bruciassero la macchina?-    -Ma di che cazzo stai parlando?-
-Di che sto parlando? In TV tutta l’Italia ha visto tutto! Anzi… La polizia ha fatto pure poco… se fosse stato per me!-   
-Ma la smetti di dire stronzate?! Io ti dico… io c’ero… io so… io ho visto che…-  
-Tu, tu, tu… Ma la smetti tu? Prima giocate a fare la rivoluzione e poi vi lamentate se vi menano… Siete ridicoli… Siete buoni solo a fare casino… a ma poi… nei fatti… non sapete manco che volete…-
-Ah si! Siamo ridicoli? Ma brutto ignorante! Cretino! Imbecille! TESTA DI CAZZO! Fascista! Io ti dico che c’ero… che ho visto quello che hai visto tu in TV ma anche tutto quello che tu non hai visto, o non hai voluto vedere… Cosa credi che il 50enni e i 60enni che vedevo sfilare a fianco a me erano lì a spaccare vetrine? A fare la rivoluzione? Ma che cazzo ne sai? Che parli?! Ma fammi il favore di stare zitto… solo per decenza… E LEGGITI UN CAZZO DI GIORNALE OGNI TANTO, CAFONE! La cosa che di più mi fa incazzare è che purtroppo io e te siamo uguali… e tu voti come me… e allora tieniti la tua ignoranza e campa tranquillo così… contento tu… vaffanculo- 

Con gli amici, con i parenti, con i conoscenti, con semplici sconosciuti, con chi non te lo saresti mai aspettato, con chi te l’aspettavi e girava col petto gonfio e la superbia “forzitaliota” da giovane rampante.  Quante volte ho rischiato di arrivare alle mani, quante amicizie sospese per far sbollire la rabbia. La delusione. Quante volte… Quanti dialoghi simili. Sempre basati su una precondizione: noi, i reduci, coscienti, preparati, incazzati, loro, i telespettatori, i qualunquisti, incazzati con te, ingoranti, a parlare con la voce del commento televisivo senza sapere niente, NIENTE, di quello che era successo. Parlavi di sospensione della democrazia, di svolta autoritaria, di paesi e giornali stranieri giustamente scandalizzati per le violenze, torture, rappresaglie, e loro rispondevano, i telespettatori, come in una cantilena, sempre con le stesse parole,  tutti sempre uguali. Uno stress incredibile, il nervoso che ti saliva su per la schiena, il cuore che iniziava a battere, il tono della voce che inevitabilmente andava a a salire fino a urlare. Tutti uguali, con i loro discorsi prestampati. E tanti, troppi. Genova, per noi che ci siamo stati, è finita mesi, forse anni dopo. Noi reduci a difendere il nostro onore, la nostra dignità. Costretti a doverci quasi giustificare mentre ti fanno le accuse più infamanti. Eravamo vittime, ci sentivamo vittime, ma eravamo trattati da carnefici. Come se la figura di merda che l’Italietta berlusconiana aveva fatto fosse stata colpa nostra e non una roba da dittatura sudamericana o da paese sottosviluppato. Una lotta quotidiana durata qualche mese, qualche anno… Poi ho deciso di smettere di difendermi, stare ad ascoltare, tenermi dentro la bile, sopprimere gli istinti di reazione, la voglia di sbattere in faccia tutta  l’ignoranza, la grossolanità, la pochezza intellettuale. Mi sono tenuto tutto dentro, odiandoli tutti, coltivando la mia preziosa intolleranza… Per salvarmi, per tutelarmi. Ora non se ne parla più. Genova è morta. E’ una cosa di memoria, di celebrazione, di commemorazione. Non vive più nei discorsi. Forse i ragazzini, quelli che, per esempio, ora compiono 18 anni manco ne sanno più niente. O sono lì a cantare gli slogan su Giuliani perchè lo fanno gli altri. Avranno mitizzato quelle giornate storpiandone il senso e l’anima. O, più semplicemente, non sanno assolutamente niente. Genova è passata. Abbiamo un’altra Piazza Fontana, un altro 2 Agosto da ricordare. Divisi come su tutti i fatti italiani: noi, la setta di quelli che ricordano, e  gli altri, gli ignoranti, i qualunquisti, la “ggente” che ti guarda e non capisce e ripete a trombetta quello che sente in TV. Genova si è svuotata, è storia. Ma è una storia di pochi, di una parte. Tempo al tempo… Finirà tutto… Come il 2 Agosto. Qualche anno fa a Bologna fecero un sondaggio nelle scuole. Domande semplici come ad esempio l’anno della strage, i colpevoli, il numero delle vittime. Bene: “riguardo alla strage di Bologna, il 34% non sa chi sono i colpevoli; il 22,2% li individua in esponenti del terrorismo nero e il 21,7% è convinto che si tratti di una strage voluta dai terroristi rossi e il 6,3% ritiene colpevoli gli anarchici.” E se la memoria passa così… su 85 vittime inermi… Figuriamoci cosa si dirà di Genova fra altri 5, 6, 10 anni. Ma non siamo i primi o gli ultimi a subire tutto questo. E’ successo nel passato e succederà, temo, nel futuro.

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