franchino's way

27 giugno, 2008

Un pezzo che volevo fare (e ho fatto)

Posto il testo del collegamento delle 12.45 di oggi in diretta con Radio Città del Capo. Sono da sempre contrario alla retorica, ma non ce l’ho fatta ad evitarla. Nella sala della Giunta del comune di Bologna le istituzioni cittadine, provinciali e regionali hanno incontrato i parenti delle vittime.

Hanno gli occhi segnati dal dolore. Un dolore che dura da 28 anni. Sono i parenti delle 81 vittime della strage di Ustica. Con qualche ruga in più, ma lo stesso slancio, la stessa passione civile che li anima da quel venerdì d’estate del 1980. Sofferenza e passione, ma qualcosa è cambiato. La speranza è che questo 2008 sia l’anno della svolta, dell’ultimo passo verso l’accertamento della verità ora che la Procura di Roma ha riaperto le indagini dopo le dichiarazioni dell’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga che ha detto che a colpire l’aereo fu un missile francese.

Ora tocca alla politica, al Governo dare un segnale, aiutare i magistrati, chiedere a Francia, Stati Uniti e Libia di dare il loro contributo. Lo chiedono tutti: la presidente dell’associazione dei parenti delle vittime Daria Bonfietti, ma anche il sindaco Sergio Cofferati e il giudice Rosario Priore che nel ’99 emise la sentenza che sanciva che quell’aereo fu abbattuto. Lo chiede anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con un telegramma in cui esprime una commossa e partecipe vicinanza chiedendo che venga fatto ogni sforzo possibile. Questo per rispetto sia delle vittime che della sofferenza e della passione con cui i familiari hanno lottato e continuano a lottare per la verità.

Ora tocca al Governo quindi, sollecitato anche da una mozione del senatore del Pd Walter Vitali.

Finita la cerimonia a Palazzo D’Accursio (la sede del Comune di Bologna) si passa al momento più doloroso. I parenti sono ora nel museo di Via Saliceto dove è conservato il relitto del Dc9. Ci sono andati tutti insieme come in una processione laica per celebrare la voglia di verità e di memoria.

Il video di Daniele Rollo fatto nel giorno dell’inaugurazione del museo

Il museo…

Una puntata diventata storica di Telefono Giallo (che io ricordo nonostante all’epoca fossi un bambino)

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