franchino's way

27 giugno, 2008

28 (mi siedo e scrivo… quel che viene viene)

Filed under: personalismi — ilkonte @ 12:59 am

Comincia a pesare. Come un messaggio in bottiglia. Deriva senza approdo manifesto. Speranza incallita, speranza incazzata. Disincanto. Sfiga. Giustifico i miei fallimenti con l’idea che la storia mi sovrasti, che sia ineluttabile, che Davide non possa neanche guardare storto Golia. Sono qua, a convincermi di far parte di una generazione di sfigati. Viziato abbastanza da pensare di non aver mai vissuto il boom, di non aver nessuna Milano da bere o impossibilità da chiedere. Sono qua allo specchio a cercare i miei 18 anni. La spensieratezza che va via. Lo spinello tra amici, risate idiote, ubriachi di nulla, lanciati nel vuoto. Sfatti e sconvolti a inseguire miti lontani, miti e icone del nulla. Cantori del deserto, del male, della lesione. Il bambino che chiede piangendo, sbraitando. Aspetto il ceffone per sapere che ci sono, che esisto, che qualcuno ha ancora cura di me. Che qualcuno mi riaccompagni a scuola, mi giustifichi dai professori. Ma sei solo.. e fa male. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Ma non riesco a dimenticare. 28. Troppi per sentirmi giovane, troppo pochi per sentirmi uomo. Ma sempre in ritardo. Sempre a inseguire. Sempre a cercare con la paura di non riuscire a tornare.

Qui tra 4 mura bianche, la polvere sotto il monitor, il sudore, i panni buttati in un angolo. Voglio scrivere pensieri a cazzo di cane, che almeno quello nessuno me lo vieta. Vorrei correre e saltare in un prato, sporcarmi di erba e fango, giocare a pallone, sfrenarmi, sfregiarmi, tanto poi c’è chi lava. Vorrei…

Che paura, che sconforto. Mi dico di sperare, mi dico.. Dai che non è mai troppo tardi, che si recupera come quando eri a liceo. Che alla fine puoi fare anche 100 filoni a scuola tanto sei intelligente e all’esame li metti tutti a quel posto. L’orgoglio. Ma quale orgoglio? Per cosa? Chi me lo dona? Chi mi riconosce?

28. Tanti. Come i pensieri attraversati, spolpati, abbozzati, consumati. Come le persone amate. Come i cazzoni che vorresti morti. Come le stelle che vorresti portarti a casa, per essere unico, per essere ricco.

Il mondo. Lo vedo pieno di sfigati, di stronzi, di maledetti idioti. Ma li vedo che ridono, soddisfatti di sè e penso.. Io sono un cazzone. Io che mi reputo migliore. Beati loro che sguazzano nell’incoscienza. Beati loro. Non davo peso al denaro. Forse perchè non mi ero mai posto il problema di guadagnarlo. Pensavo fosse una roba da avidi, da strozzini, da fighetti del cazzo. Ma vedo gli avidi, gli stronzi e gli strozzini che guidano il carro. E io dietro a pestare merda di cavallo.

Pochi amici. Tanti nemici non dichiarati, tanto rancore, tanta malasorte augurata. L’umanità col tempo mi fa sempre più schifo. I pochi che si salvano sono i martiri e gli eroi. Chi corre in salita e chi ce la fa. Chi ce la fa e non perde la testa. Umiltà. Dignità. Onestà. Vorrei non doverci rinunciare. Vorrei non dovermi violentare. Vorrei arrivare a 60, guardarmi in dietro e non vergognarmi. Vorrei. Ma mi auguro di fallire. Sono discorsi da perdenti, da chi il mondo lo vive dai margini, lo vive a metà, neanche da spettatore… da maschera.

Continuerei per ore…. Ma per ora smetto qua. Spengo le mani. Spengo il cervello. Vi saluto con un sorriso amaro. Tornerò fra due minuti la solita testa di cazzo di sempre. Amaro, acre. Il sapore di questi 28.

28. Non c’è un cazzo di niente da festeggiare. Solo un giorno in più.. di nulla. Un giorno forse per ricominciare. Ma non saprei. La via per la partenza è persa… Lo spettacolo deve continuare.

4 commenti »

  1. (nun ce fà preoccupà)

    http://www.bo.arci.it/documenti/2008/Comunicato_Stampa_Decreto_Giustizia.pdf

    Commento di filippo — 27 giugno, 2008 @ 2:37 am | Rispondi

  2. Che dirti, prima o poi i demoni salgono, devi combattere, reagiare,cambiare, subito ora adesso devi tirarti sù,stai lontano dal male, da quello che ti fà male,un viaggio per non sentire più il tic tac assilante dei secondi che passano e ti fanno impazzire.Ho imparato che tutto passa, ma non si dimentica,gli errori si rimediano,ti danno forza, reagisci.

    Commento di Andrea — 27 giugno, 2008 @ 3:52 am | Rispondi

  3. un abbraccio, semplicemente.

    Commento di gianluca — 1 luglio, 2008 @ 2:03 pm | Rispondi

  4. grazie a tutti.. di cuore.

    Commento di ilkonte — 1 luglio, 2008 @ 2:48 pm | Rispondi


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