franchino's way

15 aprile, 2008

Si può fare (mamma mia 4..)

Fieri, disgraziati, rassegnati, esiliati, in via d’estinzione, martoriati, depennati, allucinati, alienati, ed impotenti…

Messi in un bar a leggere il Manifesto, a fare le manifestazioni con le nostre belle bandierine e striscioni, a  schiumare critica e indignazione, in fila per vedere qualche film contorto, raro, prezioso, intellettualissimo, a non guardare la televisione, a storcere il naso, a pensare ai bei vecchi tempi, a parlare di lotta. E i giapponesi a farci le foto. Folklore contemporaneo.

Rimbocchiamoci le maniche. O ci si riprende o ci si riesce pure a fare 2 soldini, come i centurioni finti sotto il Colosseo.

1 commento »

  1. lezione giusta.
    il riassunto sta tutto in “quando uno che fa lo stopper si mette a fare il treqqqquartista” anche se ad onor del vero, io sono sempre stato stopper, ma con i piedi faccio i numeri, però la panza non mi assiste…
    in pratica
    c’era un partito, quello della Rifondaizone Comunista, che esattamente nel mio 13°anno, mi aveva inglobato nella sua sede di via Spaventa, Pescara. c’era il classico “vecchio” segretario, sindacalista, maestro elemtare, ultrasessantenne, che in me, e in tutti quelli come me, riponeva le speranze per il futuro.
    poi c’erano le femministe, quelle che lui detestava, quelle sulla 35-40 che rivendicavano i loro stracazzi di diritti.
    per lui, per Andrea, cosi si chiamava, le bione e le rosse erano le birre che ci facevamo alle 18 al bar “okay” di via marconi, sempre a pescara.
    c’erano poi i comunisti rampanti, quelli che non potevano restare attaccati al palo, che si sentivano stretti dalla falce e storditi dal martello, e che dovevno dare contro e portare le ventate di novità, aggiornare il partito, alzare la voce comunque in ogni modo per dire qualunque cosa, quelli insomma che pirma del partito venivano loro, rigorosamente con il manifesto sotto braccio, mai aperto forse.
    andrea li guardava tutti con lo stesso medesimo ghigno e se è vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima, la sua anima li stava mandando affareinculo ripetutamente.
    c’era il partito della rifondazione comunista con i suoi UOMINI, quelli veri, quelli che nonostante l’ideale anacronostico, scendevano in piazza e non lesinavano aiuto e sostegno morale.
    c’erano quelli che in virtù del luogo comune andavano nelle fabbriche dagli operai e si facevano sentire.
    c’erano.
    oggi, e non da oggi, non ci sono più, sono rimasti a cullarsi sugli allori di una storia passata.
    il nuovo che avanza e lo schifo che ha creato.
    chissà come si rivolta Andrea.

    Commento di montelli — 16 aprile, 2008 @ 6:01 pm | Rispondi


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