franchino's way

4 marzo, 2008

Mò Avast’!!

Filed under: attualità,fiat melfi,lavoro,politica,sinistra,Walter Veltroni — ilkonte @ 2:41 pm

Qualche anno fa scrissi il mio primo (lunghissimo e acerbo) reportage. Era scoppiata da qualche giorno la protesta degli operai della Fiat di Melfi. Andai lì e mi resi conto di quello che veniva definito ricatto occupazionale. Vuoi lavorare? Vuoi pagarti la macchina o la casa? Allora accetta le condizioni lavorative così come sono, accetta orari assurdi, accetta di prendere stipendi più bassi che nel resto d’Italia. E sindacati e politica dietro, a spartire posti in fabbrica e fare buon viso a cattivo gioco. Perchè proporre conflitto in una regione dove il problema più pressante è la disoccupazione? Ben venga quindi “nonno Agnelli” a offrire il gelato ai nipotini. Dopo un po’ però la cosa scoppiò e tutti, bene o male, sappiamo come andò a finire.

Ora, il caso della cassiera milanese dell’Esselunga mi ha fatto immediatamente pensare a questo. Al ricatto occupazionale, alla debolezza dei lavoratori di fronte a gruppi spregiudicati, al dramma di non potersi permettere di mollare un lavoro e non sapere dove si andrà a finire, dopo quanto tempo e a che condizioni. Sono passati tanti anni, dalla provincia lucana di Melfi siamo arrivati a Milano, ma il nocciolo della questione resta lo stesso. Andiamo a vedere e a contare gli schiavi che lavorano ogni estate nei campi di pomodoro del sud. Non giriamoci dall’altra parte quando vediamo la mattina presto partire furgoni di lavoratori a giornata che partono per le grandi opere del 3° millennio, o più comunemente tirano su le nuove dimore per la middle class.

Da Melfi a oggi c’è stata la coda del governo Berlusconi e la parentesi prodiana. Nel frattempo, e questa è la cosa più grave, è nato il Pd con la sua sconfessione del passato, con la cancellazione delle sue radici di sinistra (rovesciate a prendere aria). E’ arrivato Veltroni a illuderci che con la sola bontà d’animo e illuminazione intellettuale si possano correggere la precarietà, lo sfruttamento, il ricatto, l’insicurezza. Una delle colpe storiche maggiori della classe politica DS è quella di aver lavorato per cancellare l’idea della possibilità della lotta democratica, dell’opposizione al sistema. Come scriveva ieri sul Manifesto Rossana Rossanda un tempo a sinistra ci si divideva sul come opporsi (rivoluzione o riforma, a piccoli passi o in maniera più decisa) ma si era comunque d’accordo sulla considerazione che il capitalismo andasse combattuto per cancellare quelle che sono le sue derive strutturali. Oggi Veltroni e i DS hanno voluto sostenere l’impossibilità della trasformazione e saltano sul carro dei vincitori. Mi spiace, caro Walter, ma la sola bontà d’animo, la sola retorica, i soli cartelli in stile americano (sto diventando veramente intollerante… ‘cazzo so sti cartellini?! E perchè chi li ostenta ride???!!!!), non mi convincono. Hai deciso di stare col più forte. Hai voltato le spalle alla tua storia. Mi spiace per l’operaio della Tyssen, ma temo che farà la fine di Buffalo Bill, in giro per l’Italia a fare il fenomeno da baraccone. In Parlamento sarà solo, silenzioso, emarginato, dimenticato come quando era operaio. E cosa più triste, la sua voce sarà sempre meno forte di quella del suo collega di partito ex presidente di Federmeccanica. Componendo i contrasti.

2 commenti »

  1. io non credo che la risposta ad un modello economico vincente (poi lo spiego) sia un modello politico sconfitto dalla storia e soprattutto dalla indole umana.
    Insomma: il comunismo è morto e non solo perchè è rimasto solo a cuba dove si sopravvive a botte di figa e turisti, o in cina dove si sono inventati il comunismo capitalista, che poi è solo il perfezionamento del capitalismo esaperato ed antidemocratico.
    Il comunismo è morto perchè gli esseri umani sono dei gran bastardi ed in gran parte non potranno mai vivere secondo un’ideologia comunitaria, che sia cattolica o comunista.
    Il caitalismo è vincente perchè, nei fatti, lo è. Asseconda il peggio della natura umana, arricchisce tutti quelli che partecipano alla torta, anche chi sta in fondo alla “catena alimentare” sta un po’ meglio,
    quel poco che fa differenza.
    Però è anche un modello che nel 21° secolo, quello della sovrappopolazione e delle risorse limitate, porta gravissime conseguenze.
    Per chi sta in cima alla solita catena alimentare, i veri capitalisti, non c’è alcun problema, ma aumenta sempre di più il numero e la percentuale di chi sta male.
    La risposta deve essere trovata in una via alternativa,
    non so se walter è in grado di trovarla, ma almeno sembra l’unico intenzionato a provare direzioni nuove, che magari possono sembrare scelte neodemocristiane.
    nei momenti difficili o ci si affida al “salvatore”, oppure si cerca la massima condivisione, non credo sia utile restare prigionieri del dualismo “padrone-operaio”.

    Commento di puffacchio — 4 marzo, 2008 @ 3:01 pm | Rispondi

  2. Puffacchio, a me pare semplicemente che qui si sia deciso di assecondare il capitalismo e le sue nefaste controindicazioni sedendo alla destra di chi sta in cima alla catena alimentare, come dici tu. Non mi pare che, dietro alla retorica elettorale del cambiamento e della novità, ci venga presentato un modello di capitalismo e di società diverso da quello attuale. Magari Veltroni potrà essere più gentile, meno muscolare di Berlusconi, ma sono mani differenti che suonano sulla stessa, identica, partitura… toccando spesso gli stessi tasti.

    Commento di ilkonte — 4 marzo, 2008 @ 3:13 pm | Rispondi


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