franchino's way

18 gennaio, 2008

Compagno Taxi Driver

Filed under: situazioni — ilkonte @ 8:36 pm

Si dice che per tastare il polso delle città bisogna parlare con baristi, edicolanti e tassisti. Questa mattina mi è capitato di prendere un taxi.

<<Piazzale Aldo Moro per favore>>. Il tassista si volta, un lampo negli occhi: <<Va in Regione?>>. Annuisco. A quel punto parte la sua invettiva antipolitica, qualche qualunquismo, un pizzico di malcelato razzismo. <<Una volta ero di sinistra ma penso sempre a come facevano i nostri nonni.. A quelli di sinistra come quelli di oggi li avrebbero sparati in testa come traditori.. – scandisce piantandomi gli occhi addosso dal finestrino retrovisore – Dai e dai la gente si stancherà.. Lo dice la storia.. Crescita, declino, si tocca il fondo e poi si fa la rivoluzione.. I politici questo fanno finta di non capirlo. Non hanno imparato niente dalla storia>>. Lo guardo interessato e col dubbio che stia cercando proseliti.. Faccio una risatina convincendomi che stesse parlando volutamente in maniera eccessiva, per scherzo.. Non voglio impelagarmi in discussioni socio-politiche, in analisi su come questa società non sia paragonabile a quelle del passato, ecc.. Lui quasi se la prende: <<Mi scusi sa.. ma secondo me voi giovani siete delle teste di cazzo.. Vi sfruttano.. Non abbiamo un futuro noi che siamo grandi e ci facciamo il culo quadro da 20 anni figurarsi voi.. Vivete in un mondo di vecchi arraffoni e non ve ne fregate niente, non fate niente.. Che aspettate che vi piscino in testa?>>.. <<Ma sa.. ha ragione.. ma come fare se tutti gli spazi sono chiusi.. mica è colpa nostra..>> balbetto di risposta via via con parole, devo ammetterlo, piene di frasi fatte.. Mi ha sorpreso, non riesco a ragionare..vorrei rispondere, in altre situazioni avrei anche accettato, condiviso le sue parole o, quanto meno, mi avrebbero portato a ragionare con calma quasi analitica.. Ma lì lui parla con me, sono IL giovane, rappresento tutta la categoria senza distinguo, sono TUTTI i giovani. Mi sento con le spalle al muro di fronte all’evidenza, non me l’aspettavo e cerco timidamente quasi di giustificarmi. E lui: <<Chi è causa del suo mal pianga se stesso… penso a quando ero giovane io e quando lo era mio nonno, mio padre.. quello che dovevamo fare, NOI, lo abbiamo fatto..>>.

Silenzio imbarazzato da parte mia.. Poi un briciolo di orgoglio: <<Non la generazione di suo nonno, forse neanche quella del suo papà.. ma la sua.. in fin dei conti della sua generazione sono pieni i palazzi, le banche.. Se penso a quello che dicevate e quello che siete diventati… – mi concedo una bella pausa per dare drammaticità e ulteriore peso a quello che mi stava venendo fuori – VI meritate anche di avere dei figli come NOI..>>. Mi zittisco.. Questo mo mi spara. Ma fa un sorriso, accosta: <<sono 12 e 25.. buon lavoro.. e, mi raccomando.. se noi siamo i maestri.. a questo punto non ci superate!>>.

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