franchino's way

12 novembre, 2007

11 Novembre

Filed under: attualità,gabriele sandri,ultras — ilkonte @ 7:14 pm

Un poliziotto spara e uccide un innocente. Questo è un fatto enorme. Ora temo che inizieranno i distinguo, gli insabbiamenti, le giustificazioni. La procura di Arezzo apre un fascicolo per omicidio colposo. Sembra che la tesi accusatoria sia quella del colpo accidentale. Mah.. Pare quella del calcinaccio di Giuliani. Potete leggere qui il primo comunicato della questura di Arezzo e alcuni interessanti interrogativi.

L’omicidio di un ragazzo scoperchia il pentolone dei cattivi rapporti tra ultras e forze dell’ordine. In alcune città, in alcuni stadi, scoppia il putiferio. Attaccate addirittura le caserme.

A pagare di più dei fatti di ieri saranno gli stessi tifosi, gli stessi ultras che colorano e animano le partite con i loro canti, i loro cori, le loro trasferte. Ieri è morto un ragazzo ma temo che i fatti di ieri sera provocheranno la fine di quello che viene definito movimento ultras e che, nonostante la vulgata mediatica e politica, non significa solo ed esclusivamente violenza. Ieri la parte sana delle curve è stata spazzata via. E lo si vede anche dalle prime reazioni del “Palazzo”. Vietate tutte le trasferte, curve sempre più nell’occhio del ciclone. Ogni minimo episodio sarà un pretesto per riempire, come si è fatto fino ad oggi, pagine e pagine e telegiornali interi di commenti e parole al vento sul tifo violento, sul male del calcio, ecc.. Chi ne guadagnerà? Le televisioni in primis.

Ma cosa e chi ha attaccato le caserme? Cosa vogliono questi ultras? Chi sono? E soprattutto la stampa, la politica, hanno conoscenza di quello che parlano? Sanno di cosa si tratta? L’impressione è che si trattino le cose sempre con faciloneria. Ieri ho trovato disgustosa la maniera in cui Mediaset e Rai hanno coperto l’evento. Una fiera di luoghi comuni, di banalità. Anche per questo la stampa è stata un altro dei bersagli principali dei fatti di ieri. Si attacca la stampa perchè spesso da dimostrazione di non capire, di ignorare il fenomeno e di esprimere un perbenismo facilone e opportunista. Tante volte episodi del tutto insignificanti sono stati gonfiati. Tante volte si è schiacciata, soprattutto negli scontri negli stadi, sulle tesi della polizia senza mai andare a cercare di capire che talvolta la testa di cazzo può avere la divisa. Il giornalista come categoria è bersaglio come l’uomo in divisa perchè rappresenta un venduto, un servo del potere o dei poteri intesi in senso lato.

Ieri non è stata una manifestazione di massa. Negli incidenti c’era qualche centinaia di ultras. Posso dire che forse si tratta dello zoccolo duro dei gruppi organizzati più tosti. Non c’erano le curve al completo. Cosa rappresentano questi ultras? Sè stessi, la loro volontà di essere e proporsi come duri e puri. Sono quel che sono. Sono la loro fede, i loro colori. O si è con loro o contro di loro. “Le guardie”, “gli sbirri” sono il nemico principale perchè si vendono alla repressione, allo Stato, al perbenismo. Sono persone inutili nascoste dietro una divisa. Gli ultras sono invece la “purezza” dell’istinto, della coerenza, della massa. Gli ultras poi sono sempre più di destra.. Anche quando sono a-politici sono nichilisti nel senso di non proporre nulla, non analizzare. Non è un fenomeno politico in questo senso. E’ un fenomeno che infatti ha molto in comune con i Mods. La violenza è fine a sè stessa o per il gruppo di appartenenza. Ma vanno fatte le dovute distinzioni, va usato il buon senso. Non si può e non si deve parlare di curve in senso lato; ci sono differenze di civiltà, correttezza e comportamenti enormi tra curva e curva e all’interno delle stesse tifoserie tra un gruppo e l’altro (ieri in tantissimi stadi si è visto un comportamento sicuramente non violento. C’è chi ha semplicemente tolto gli striscioni, chi se n’è andato dalla curva.. Gli slogan e i cori contro polizia e carabinieri sono usuali, ieri erano forse più forti del solito). Il buon senso deve invece riguardare in primis le forze di polizia. Esse devono essere sempre e comunque impeccabili, corrette, ligie al dovere. Rappresentano quanto di più alto ci sia in una società. In piazza, nelle strade, negli uffici la loro divisa non significa e non deve significare potere, impunità, arroganza. La loro divisa rappresenta il rispetto della legge, della vita civile, della costituzione democratica. Non può e non deve esistere una situazione come quella di ieri in cui si parli di tragico errore. Le forze dell’ordine non possono sbagliare. Altrimenti diventano, giustamente, un bersaglio. Altrimenti, uno che sbaglia diventa tutti sbagliano. Altrimenti sospetti, sfiducia e ostilità si alimentano. Loro non danno una mano a superare questa empasse. Non è banale ricordare per l’ennesima volta il g8 e le parole agghiaccianti della “Macelleria messicana” e della giustificazione del ritardo della confessione per “spirito di appartenenza”. Non è fuori luogo ricordare i vari episodi di prevaricazione e arroganza di cui bene o male molti di noi hanno avuto esperienza. I casi sono tanti, troppi. Va fatta giustizia subito. E va fatta in maniera esemplare anche e soprattutto perchè sono state dette un sacco di fandonie per cercare di limitare un fatto lampante: che il poliziotto ha sparato per colpire l’auto. Va fatta giustizia sul caso di ieri, sui fatti del g8, su Aldrovandi.. Su tutte le vittime della mala-polizia.

Va fatta giustizia affinchè gli ultras che ieri hanno attaccato le caserme a Roma non finiscano per rappresentare nient’altro che sè stessi. Che non raccolgano altre simpatie, altri appoggi, altre frustrazioni. Nessuno deve essere impunito. Tutti, ma proprio tutti, siamo un po’ colpevoli. Chi ha sottovalutato, chi ha cavalcato, chi ha coperto, chi ha giustificato, chi ha smarrito il buon senso per calcolo politico.

E… comunque.. secondo me il campionato andava sospeso immediatamente. Così… per dire la mia sul tormentone di questi giorni…

 

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