franchino's way

9 ottobre, 2007

Lucania tour e un matrimonio

Filed under: lucania,sud — ilkonte @ 12:39 pm

Sono stato in Lucania per 3 giorni per un matrimonio. Si parte giovedì notte in autobus da Bologna. Dopo 8 ore circa siamo a Potenza. Bus semivuoto. C’è qualche anziano, molti ragazzi. Nuove e vecchie emigrazioni. Potenza sta vivendo un periodo di lavori pubblici. Si passa dal ponte attrezzato che è stato progettato con una campata più piccola della strada che doveva scavalcare, alla “barca” rossa nel bel mezzo di palazzoni di 13 piani in cima ad una collina. Vale sempre il vecchio detto… chi nasce tondo non muore quadro (consiglio la lettura di questo post). Una città nata e cresciuta nel nome dell’approssimazione, della speculazione non può rinsavirsi se continua a mancare un’idea forte di urbanistica e città e se, a governare sono sempre le stesse logiche affaristiche. Ma questo è un altro discorso. Tanto alle prossime elezioni la popolazione voterà comunque i soliti noti…

La giornata di venerdì la spendo tutta alla ricerca della “veste” da indossare per la cerimonia. Per fortuna io e mio padre abbiamo bene o male le stesse misure. Alla fine della vestizione di mio indosserò solo le mutande e i pantaloni. Però, devo dire, in giacca ci si trasforma. Sarà il fascino della divisa… Per fortuna riesco ad evitare la cravatta e, soprattutto, la camicia infilata nei pantaloni.. Riesco a conservare insomma un po’ di ribellismo post (molto post)-adolescenziale.

Sabato mattina partiamo per il matrimonio. Sarà una sorta di viaggio nuziale in 3 tappe che ci porterà a percorrere circa 300 km.

Prima tappa: Potenza – Latronico. Si abbandonano i palazzoni del capoluogo e si risale per un po’ la valle del Basento. A Tito scalo si esce dalla basentana e ci si dirige verso Brienza. La Tito – Brienza.. Una strada tanto importante quanto dispendiosa. Un altro mattone di sprechi e, forse, mazzette. I lavori furono bloccati, modificati, ribloccati un mare di volte. Il risultato è una serie interminabile di viadotti altissimi, gallerie. Tito non ha una propria uscita. Quella prevista è chiusa per motivi che a me restano ignoti. Lungo la Tito – Brienza il paesaggio è tipicamente appenninico. Montagne, boschi, colline. Si arriva a Brienza. Un borgo veramente carino. Il paese di Mario Pagano si fa piacevolmente ricordare per il bel castello che lo domina e che solo recentemente è stato ristrutturato. Anche qui il terremoto dell’80 colpì duro e anche qui la ricostruzione è durata una ventina d’anni. Da Brienza poi si va ad Atena lucana. Si scollina e si apre il vallo di Diano. Qui si sentono lucani, vorrebbero entrare in Basilicata e avere la loro bella provincia. In Campania sono chiusi, non valgono niente, sono pochi. Con la Lucania avrebbero il loro bell’assessore regionale, la loro bella provincia (capoluogo Sala Consilina o Vallo della Lucania), i loro contributi europei e magari anche il loro simpatico senatore. A parte gli scherzi sono più lucani che campani da queste parti. Basta sentire il loro dialetto e gustare i loro piatti tipici. Non a caso nel cilento c’è la cittadina di Vallo della Lucania. Sicuramente sono più lucani loro dei cugini pugliesi di Matera. Ad Atena Lucana prendiamo la gloriosa Salerno-Reggio Calabria. Il più vergognoso monumento allo spreco e al malaffare del centro-sud. Ancora oggi è tutto un cantiere. Ancora oggi ci sono tratti ad una sola corsia. Passiamo davanti la certosa di Padula, sotto la bella Teggiano e ci infiliamo verso il Pollino. Torniamo il Lucania, scavalchiamo Lagonegro e usciamo dall’autostrada a Lauria, bel paesino, famoso in regione, mi dicono, per avere il record dei suicidi. Non è che da queste parti ci sia tanta speranza di farsi una gran vita… effettivamente.. Però l’aria è pulita, si mangia bene e i panorami sono belli… Da Lauria prendiamo la Sinnica e tra boschi e borghi arrampicati sulle colline arriviamo a Latronico, ai confini con il parco del Pollino. Il paese è ancora semideserto. Il bar in piazza però è già vivo. Le carte, la birra, le generazioni mischiate. Davanti la chiesa si avvicina immediatamente una signora. “Chi si sposa? Di dove è la sposa? E lo sposo? E voi di dove siete? A che ora è la messa?”. Ci mancava che ci chiedesse quanto portavamo di scarpe e aveva terminato il suo servizio mattutino. Avute le indispensabili informazioni dai ggiovani ben vestiti si è girata e in dialetto ha comunicato alla comare poco distante le novità. Squadrati, normalizzati, inquadrati nella quotidianità non facciamo più scalpore. Dalle finestre, dietro le tendine scorgo occhi anziani che ci spiano. Dopo un po’ cominciano ad arrivare gli altri invitati, amici e parenti. Inizia la messa. Io, non so come, riesco a resistere in chiesa per quasi tutta la funzione… predica esclusa ovviamente.

Seconda tappa: Latronico – Ferrandina. Dalle montagne e i boschi al deserto. Giù per la valle del Sinni si vede, curva dopo curva il paesaggio cambiare. Momenti di western, i primi calanchi, i paesi sempre più arroccati. Passiamo sotto Chiaromonte, Colobraro, Valsinni e Tursi. Tutti in cima alle colline, per sfuggire ai saraceni e alla malaria. Tutti paesi semi spopolati, anziani, disperati.. ma con un fascino unico. Colobraro in Lucania è un paese innominabile. Al solo pronunciare il suo nome ti tiri addosso sfiga e malocchio. Si dice che la suprestizione derivi dal fatto che in quel paese vivessero molte magiare, o streghe. Anche Ernesto De Martino nei suoi studi su sud, magia e paganesimo lucano (consiglio la lettura di “Sud e magia” del 1959) si fermò qui a studiare la popolazione. Valsinni è di fronte al paese innominabile e deve la sua fama, almeno in regione, alla piccola rocca dove visse la poetessa Isabella Morra. Tursi invece è un paese con forti influenze saracene. A Tursi usciamo dalla valle del Sinni e ci dirigiamo verso la valle del Basento, più a Nord. Nel fare questo attraversiamo il deserto. Campi arsi a perdita d’occhio, calanchi, paesi distantissimi l’uno dall’altro. Intravediamo la sagoma inconfondibile di Craco… Che posto meraviglioso, sublime della sua desolazione, fortunato nella sua disgrazia. Un paese fantasma, come ce ne sono tanti al sud. Crollò quasi completamente in seguito a frane. Crollò prima che la Dc ne distruggesse i tratti distintivi. Andare a Craco è un’esperienza fortissima. Tutto è morto, distrutto, ma tutto ti parla di una lucania che è stata spazzata via da palazzinari, affaristi e modernizzatori. Andando verso Ferrandina passiamo davanti Craco Peschiera; è il villaggio dove furono trasferiti gli sfollati del paese crollato. Un’accozzaglia di palazzine a 4 piani.. Un non luogo in mezzo al nulla. Una bella metafora della modernizzazione. Ogni volta che lo vedo sento un moto di depressione incolmabile. Prendiamo la Basentana a Pisticci. Il paese del leggendario Amaro Lucano. Grazie a lui qualcuno in Italia sa che esiste un aggettivo che qualifica la provenienza da una terra che si chiama Lucania, anche se pochi sanno dove è.. In Calabria? In Puglia? Un paese famoso anche lui per le frane. Arriviamo a Ferrandina, paese in cui si sperava di costruire un polo industriale sfruttando giacimenti di metano, se non mi sbaglio, sotto Mattei. Speranze, appunto.. le industrie ci sono… il benessere… boh!. Comincia il pasto nuziale. Una cosa sobria come è usanza da queste parti: 11 portate, balli di gruppo, girotondi, camicie sempre più sbottonate, vino a fiumi, bambini chiassosi, vecchietti spettacolari e foto a go-go. A fine serata mi sono ritrovato a ballare tarantelle con signore sessantenni.

Ultima tappa: Ferrandina – Potenza. La Basentana ci riporta dal deserto ai nostri amati boschi, ai nostri pascoli, al verde delle montagne, al fresco (freddo) del capoluogo. Paesi che si sfiorano e che meritano visite: Tricarico, Albano, Castelmezzano e Pietrapertosa (le Dolomiti lucane… che spettacolo! e poi lì si fa il volo d’angelo), Vaglio e le rovine di Campomaggiore (altro paese franato a fine ‘800).

Torniamo in città, ai suoi palazzoni, ai suoi problemi infiniti di viabilità. Alla sua architettura spontanea.

Domenica allo stadio. Il Potenza ha perso. In tribuna bestemmie non trascrivibili.

Perchè ho scritto questo post? Mah… avevo tempo da perdere.. volevo tediarvi un po’ e poi… semplice promozione turistica!

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2 commenti »

  1. romanzo! romanzo! romanzo!

    Commento di rollino — 10 ottobre, 2007 @ 1:51 pm | Rispondi

  2. il potenza ha perso …….e la salernitana ha vinto!!
    e il latro/nico?
    ciao francèèèèèèèèèèè

    Commento di steve — 11 ottobre, 2007 @ 6:38 pm | Rispondi


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