franchino's way

24 settembre, 2007

Il ballo del pattone

Filed under: attualità,bologna,Ma guà che storia!,politica — ilkonte @ 10:35 pm

Prima di tutto la pura cronaca. Sul tema sicurezza a Bologna c’è stato un fitto dialogo tra Sergio Cofferati, futuro dirigente nazionale del Partito Democratico in incubazione come sindaco nella fortezza rossa (na’ volta!), e Alleanza Nazionale. Un dialogo a quanto pare proficuo visto che ha partorito un documento che attende di essere firmato. I consiglieri comunali della maggioranza a sinistra del futuro PD (rifondazione, verdi, cantiere, sinistra democratica) preparano un documento alternativo e inconciliabile con quello degli ex-fascisti. “O con noi o con AN“. Se il ballo del pattone va avanti loro se ne vanno e cade la giunta. Senza di loro non c’è maggioranza…. A meno che… non inizino già da subito le maggioranze variabili partitodemocratiche, post-ideologiche sempre teeeeese (ce l’avete presente lo sketch di Carlo Verdone? l’ho cercato su youtube… niente) agli interessi dei cittadini. Peccato che i cittadini votarono il cinese perchè era uno incazzato, uno che non la mandava a dire, che costruiva consenso sulla partecipazione, che era l’alternativa a sinistra a Fassino e D’Alema, che non era un uomo di partito, un movimentista, un pacifista, quello che nella foto trionfava alla manifestazione per l’art.18, e via pigliando per i fondelli. Quante cose scriverei! Ma cercherò di limitarmi nel mio ormai usuale fiume di parole (non ho l’ambizione di fare l’anima candida, l’intellettuale sofisticato che cita, riporta, condisce il proprio eloquio di merletti e ghirigori.. scrivo così… tutto di un colpo… posto e poi, spesso, me ne pento.. vorrei correggere, limare, aggiustare.. ma a quel punto non sarebbe la stessa cosa…).

La cosa comunque più importante da dire è che la questione bolognese, come già successo altre volte in questi anni, ha una vocazione prettamente nazionale. Non c’entra nulla il problema sicurezza, è l’ennesimo problema vuoto, sgonfiabile con una campagna di stampa uguale e contraria che dica che va tutto bene, che il sole splende alto e che i puffi son sempre più blu. Il ballo del pattone è un segnale politico forte che parte da Bologna per arrivare ad orecchie ben lontane.

Ma torniamo ai danzatori di questo ballo del pattone e vediamo che passi stanno facendo.

Gli esponenti bolognesi di AN hanno portato avanti i contatti col sindaco sotto la benedizione, a quanto pare, di un interessatissimo Gianfranco Fini. Cosa ci guadagna AN? Ha tutto da guadagnare sia a livello locale che a livello nazionale. A livello locale è in atto una guerra interna al centro destra sul possibile candidato sindaco alle prossime elezioni. Udc e Forza Italia premono per un ritorno del macellaio più famoso d’Italia, quel Giorgio Guazzaloca capace di strappare per la prima volta nella storia la città rossa ai rossi, ma che fu battuto dal peso massimo Cofferati. AN invece non ci sta. Vuole un proprio uomo, Enzo Raisi, come candidato sindaco. Proporsi quindi come capaci di dialogare col PD, mettere in crisi la maggioranza, riuscire a proporre i propri temi, è un’occasione di visibilità e uno smacco per berlusconiani, casiniani e guazzalochiani. A livello nazionale il discorso è analogo. Fini si propone come uomo capace di dialogo e collaborazione su temi specifici, quello che Berlusconi non riesce a fare. E lo fa mantenendo una certa coerenza non democristiana e inciuciona (l’impressione è piuttosto che Cofferati e i Ds si siano avvicinati a loro su temi a loro cari e non viceversa), come magari potrebbe essere la tendenza dei vari ex democristiani che da mesi si mandano bacetti più o meno di nascosto. Infatti sembra che gli ex-fascisti non abbiano nessuna fretta a chiudere il patto con Cofferati. L’importante per ora è ballare, smuovere le acque. Se poi salta tutto avranno in mano un altro elemento propagandistico da usare contro i reietti partitodemocratici, incapaci di prendere il toro per le corna (o per i coglioni per usare un eloquio più virile e inestricabilmente affisso nelle gesta dei nostri ex balilla).

I Ds locali, come succede sempre dalla comparsa del gigante cremonese (Cofferati), ormai non fanno altro che seguire la voce del padrone. E’ lui che detta la linea, e tutti dietro a vogare. Fatto sta che parlano di accordo plausibile perchè non bisogna più utilizzare motivazioni ideologiche per respingere proposte sempre teeeeeeeese all’interesse del cittadino. Se poi su singoli provvedimenti “urgenti” si trova un accordo, ben venga. A caval donato non si guarda in bocca. Si dimostrano piccati per le rimostranze dei consiglieri alla loro sinistra (sono ancora ristretti in logiche novecentesche, hanno posizioni pregiudiziali e, poi, in fin dei conti hanno ben rotto le scatole… comunisti!). Ma il cittadino bolognese è neanche una comparsa della vicenda. Qui si sta parlando di definizione della linea in vista del PD che verrà. Un partito che non sa cosa sarà ma che dovrà gestire il potere, con ogni mezzo, su qualsiasi tema, con qualsiasi pretesto. Sempre e comunque esaltando cose che in realtà poi non serviranno. Partecipazione, identità, diversità, tutte parole utili a far votare qualche milione di illusi per poi gestire semplicemente e cinicamente il potere; ogni tanto un po’ di fumo negli occhi, ma spesso la strategia post ideologica sarà creare problemi e fare propaganda su di essi, far discutere di altro. La paura e l’aria fritta come mezzo di gestione dell’opinione pubblica. Un modus operandi molto americano, molto berlusconiano. Ma sicuramente al passo coi tempi. L’importante sarà, per conservare il potere senza scossoni inutili, stare sempre attenti a non disturbare i grandi manovratori, i grandi interessi. D’altronde uno dei più stimati pensatori partitodemocratici, Antonio Polito (ora deputato margheritino ed ex direttore di quel giornale semiclandestino di dalemismo militante che è “il riformista”), l’altra sera da Santoro ci istruiva dicendoci che il famoso programma dell’Unione, che il prof. Prodi aveva costruito ascoltando le proposte della gente nella famosa “fabbrica del programma”, in realtà non aveva altra funzione di raccogliere consenso, scaldare i cuori. Tanto poi la politica è un’altra cosa, che la gente non sempre può capire. Questo è il futuro che ci attende?  Speriamo di no. Questo è il segnale politico più importante che arriva dal “laboratorio politico Bologna” a meno di un mese dalle primarie del PD? Provocatoriamente dico di si. Perchè allora dare l’ennesimo colpo alla propria maggioranza per dialogare con gli ex-fascisti? Perchè siamo post-ideologici per prima cosa e perchè, per calcolo più elettorale che politico, si spera di rompere anche la controparte. Un centro-destra diviso significa più speranze per un PD che corre da solo o vuole iniziare presto una bella campagna acquisti post-ideologica appunto. Ma mi chiedo. Ma gli elettori diessini entusiasti di tutto questo, non sentono, in fondo al cuore, una vocettina, anche la più flebile, di vergogna?

Come finirà il ballo del pattone? Non si sa. Fatto sta che Sergio Cofferati a domande di cronisti che gli chiedevano delucidazioni, mentre intorno a lui scoppiava il putiferio con minacce di crisi, sguardi torvi tra diessini e rifondaroli, tra verdi e margheritosi.. Bene lui.. ha fatto spallucce e ha risposto :”Mi vedete per caso preoccupato?”. Farà chiarezza giovedì. Forse dettando, come è solito fare, i propri comunicati ai giornalisti che lo aspettano con taccuini aperti e penna pronta. Di sicuro nessuno dei due ballerini può sottovalutare l’altro, nessuno può pensare di organizzare trappole e sperare che riescano. E’ un dialogo tra due mondi che si spera restino distanti e alternativi. Le mosse dei due ballerini sono un colpo per muovere le acque nei rispettivi schieramenti. Gli scenari sono tanti ma riguardano più la fantapolitica che la realtà. Non voglio scrivervi cosa immagino succederà. L’immaginazione è stata già sorpassata dai fatti… a destra.

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