franchino's way

13 settembre, 2007

Libera chiesa in povero Stato (i cattivi maestri)

Filed under: attualità,bologna,politica — ilkonte @ 11:04 pm
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A Bologna si sta discutendo sulla costruzione di una moschea in un terreno comunale. Uno spazio ampio, per una grande moschea. Una risposta civile per i migliaia di cittadini immigrati di fede musulmana che vivono a Bologna e provincia. Naturalmente si è alzato subito un polverone. Leghisti, fascisti, populisti, cattolici bigotti e tutta la masnada di difensori dell’offesa civiltà italica si sono inalberati. Addirittura ha acquistato visibilità una fantomatica “Lega antidiffamazione cristiana”: un gruppuscolo di, immagino, cattolici integralisti, islamofobi e razzisti. Una moschea? In Italia? MAI! E, fin qui, niente di nuovo, potremmo dire. L’ignoranza e l’intolleranza sappiamo dove abita. Sarebbe stata una notizia se qualcuno da quella parte lì abbia detto il contrario e si sia speso per la libertà di culto e per una integrazione che parta dal rispetto delle differenze. Ma, ieri, a Bologna (e sottolineo A BOLOGNA… certe volte stento a credere che questa sia ancora la stessa città..), un prete di alto grado, uno che conta, uno autorevole, ha così predicato (cito da agenzia di stampa):

“Con la moschea si da un’altra agenzia culturale che non si contrappone alla chiesa ma allo stato laico. Le moschee non si possono mettere sullo stesso piano delle parrocchie, che sono realtà diverse. La gente va ascoltata perchè con la moschea si va a introdurre una realtà che incide sul tessuto sociale. [e, criticando l’assessore all’urbanistica del comune di Bologna].. Non possiamo confondere i cittadini, bisogna smetterla di paragonare le moschee alle parrocchie; siamo lontani mille miglia. La parrocchia appartiene al nostro tessuto sociale: è al servizio della gente, dà origine alle Caritas e parla italiano. Una moschea è invece una realtà che si introduce, un ambiente politico che va paragonato piuttosto al Comune, alla Provincia o allo Stato, e che ha bisogno di essere verificato”.

Parola del signore… Amen.

Parole preoccupanti per più ragioni. Prima di entrare nel merito di quello che è stato detto voglio ricordare l’autore di queste considerazioni: Mons. Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare di Bologna. Non una mezza calzetta, insomma.

La chiesa bolognese si schiera contro la concessione di un luogo di culto per una importante minoranza religiosa. E lo fa dando spessore politico a quella massa di politici e demagoghi di centro-destra che parte dai bigotti ex democristiani e finisce con gli squadristi della lega e di Forza Nuova. Già questo avrebbe dovuto far mordere la lingua al monsignore. Certe compagnie sarebbe meglio evitarle. Ma d’altro canto la stessa curia bolognese, lo stesso Vecchi, dopo un’aggressione fascista ad un transessuale disse:

“La violenza è cugina della trasgressione”

Che, secondo la traduzione che è stata fatta da tutti, significa “uno non se la deve andare a cercare”. Quindi abbiamo capito con chi abbiamo a che fare. Persona pericolosa, dunque. Cattivo maestro. Uno che però nel medioevo non avrebbe sfigurato. Il problema è che, comunque sia, esista oggi un personaggio così. Uno per cui l’illuminismo, la laicizzazione della società, la multiculturalità, il novecento, Cavour, Giovanni Paolo II, Giovanni XXIII, San Francesco, lo sbarco sulla luna, la teoria eliocentrica, Darwin, la parola ecumenismo, la fratellanza, l’uguaglianza, la Costituzione Italiana, il divorzio, l’aborto, il preservativo, e chi più ne ha più ne metta (anzi vi chiedo di metterne voi altri all’elenco), non sono mai esistiti. E se sono esistiti sono stati solo un errore, una breve divagazione, come l’invenzione e la cancellazione del limbo (domanda stupida: ma ora che hanno eliminato il limbo.. che cazzo di fine fanno le anime di quelli che ci credevano e ci sono finiti? sanatoria? condono? indulto?).

Inutile poi mi sembra sottolineare l’ennesima ingerenza politica della chiesa. Quando il monsignore dice di non ingannare i cittadini fa un attacco ad un’amministrazione con l’acqua alla gola, in perdita di consensi. Nel 2009, poi, ci saranno le elezioni. L’occasione è ghiotta dunque. Li attacca ora che sono deboli, divisi, con l’uomo forte che non si sa se si ripresenta e con un’ulteriore, enorme, gatta da pelare (la moschea), che in campagna elettorale fa effetto. E poi li attacca ora che Ds e Margherita affilano le armi per vedere chi la spunterà sulla leadership, sull’egemonia interna, sui valori fondanti, cercando di non perdere pezzi, di non sfaldarsi, di non avere altri attriti. Se non è fare politica questo.. Un vecchio detto recita “il bue dà del cornuto all’asino”. Questo è il mio commento, sulla base di queste considerazioni, allo sproloquio riguardante la moschea come ambiente politico contrapposto non tanto alla chiesa ma allo stato laico. Il problema è che il monsignor Vecchi ha parlato come se fosse un consigliere comunale di minoranza, un parlamentare dello stato italiano. Per questo sente di dover esternare il pericolo della moschea contrapposta allo Stato laico.. E’ il suo stato. Vuole difendere la Repubblica dalle ingerenze di una confessione religiosa! Sentivamo il bisogno di queste parole, monsignore.

E poi… Nelle moschee non si parla italiano, quindi non vanno bene. Chiesa nazionale o chiesa nazionalista? E che dire del fatto che i nostri nonni andavano a messa e sentivano il parroco recitare il rito in latino. Una lingua morta ma che sicuramenta conferiva all’uomo in divisa talare un non so che di esoterico e intoccabile nei poveri analfabeti che eravamo. Forse per questo il pastore tedesco ha pensato bene di reintrodurre le vecchie usanze, così, solo per dare una bella boccata di tradizionalismo reazionario alle nostre stanche e derelitte società. O magari perchè pensa che i fedeli del 3° millennio siano tutti degli analfabeti di ritorno? Che siano loro a meritarsi una chiesa al passo coi tempi?

E poi mi domando. Dove sono, in cosa consistono le mille miglia che distanziano la moschea dalla parrocchia? Non esistono organizzazioni caritatevoli islamiche? Domande che cadono nel vuoto perchè fatte ad un uomo che, appunto, è voluto entrare nella discussione per aizzare gli animi di una certa parte politica. Io, e come me migliaia di cittadini disgustati da tutto questo, siamo solo dei poveri peccatori destinati alle fiamme dell’inferno. Non erano parole per convincere noi, che sapremmo cosa rispondere. E infatti il monsignore sembra aver scaldato i cuori e le voci di molti a destra. Isabella Bertolini con toni preoccupati e allarmati ha definito le moschee delle metastasi sul territorio. Poi, ha aggiunto le solite blaterazioni sul pericolo del terrorismo, della guerra santa che l’islam ci ha dichiarato e via vaneggiando. Il sempre fine e composto Calderoli ha proposto un “Maiale day”. No, non è la festa del suo comleanno.. neanche quella dell’amato Borghezio, ma un sit-in sul luogo dove dovrebbe essere costruita la moschea a base di grigliate miste, salsicce e teste di maiale scagliate dove dovrebbe nascere il luogo di culto. E’ per rendere impuro il terreno, avrebbe spiegato. Provocazione accolta con ilarità dal responsabile del Centro di Cultura islamica che però ha aggiunto l’unica nota intelligente della polemica:”Nella fratellanza che ci accomuna tutti – ha detto – ci saremmo aspettati la solidarietà della curia. Non ci aspettavamo queste uscite da chi predica i 10 comandamenti”.

Fatto sta che la battaglia sta solo per iniziare e il gioco sta tutto in mano all’amministrazione comunale di Bologna. Vedremo se a questo punto Cofferati e soci avranno il coraggio di andare fino in fondo e fare questo gesto di civiltà o si piegheranno a logiche bieche di marketing politico assecondando, per l’ennesima volta dalla loro elezione, gli istinti più bassi della popolazione. Perchè la politica qui deve mostrare di cosa è capace. Continuare a seguire la pancia (o il culo) dell’elettorato o rimboccarsi le maniche e pensare al futuro, a discorsi alti quali integrazione, sviluppo, multiculturalità, tolleranza, laicità? Non so, ma visti all’opera in questi anni, sentiti gli slogan dell’ex speranza della sinistra italiana, ammucchiati chili e chili di delusione, ho già dei brutti presentimenti.

La speranza è alle parole spese così facilmente da troppo tempo non seguano atti ben più gravi; che qualche imbecille non si faccia prendere la mano per partire per una sua crociata personale. O che, dall’altra parte, nessuno cada nelle provocazioni e reagisca. Ma, talvolta, mi viene da pensare che chi tira la corda sa che alla lunga si può spezzare.. e lo faccia di proposito.

3 commenti »

  1. puntuale e preciso come sempre frank. ma all’elenco aggiungerei la parola – indovina un po’? prova a dire. .. sim… sala… bim! LEGALITA’
    che vuol dire innanzitutto rispetto e pratica della costituzione. Se ti capita chiedi al sindaco che ne pensa, visto che ci tiene tanto (a proposito al peggio non c’è mai fine: io intanto mi trasferisco da Letizia eh)…

    Commento di rollino — 14 settembre, 2007 @ 4:23 pm | Rispondi

  2. Grazie per la segnalazione caro rollino…

    Commento di ilkonte — 14 settembre, 2007 @ 6:55 pm | Rispondi

  3. Trasferirsi da Letizia? Rollino è impazzito? Chi non abita a Milano non può nemmeno immaginare che schifo è questa città, almeno per come è governata. Cofferati è un paradiso. Qui a Milano, per esempio, i vigili urbani sembrano dei Rambo incazzati; i rom vengono presi a sassate da gente ripugnante e più concia a vedersi degli stessi rom; qui a Milano nessuno parla di cose serie e tutti cercano di fare affari alle spalle degli altri; qui a Milano il sindaco vuole far pagare un biglietto d’ingresso per una città inquinata, sporca, trasandata e senza stima di sè. Milano, che è governata da anni dalla parte peggiore del paese (prima dai socialisti-ladroni, poi dalla lega lombarda, e infine da due forza-italia: Albertini e la Moratti), è ridotta a chiedere al governo nuove forze di polizia, nuove risorse per i vigili ecc. In vent’anni la destra non ha risolto minimamente il problema della sicurezza nè quello di una città in cui sia più bello vivere.
    andrea

    Commento di andped — 16 settembre, 2007 @ 10:20 pm | Rispondi


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