franchino's way

11 settembre, 2007

11 settembre.. cose risapute… per sfogarsi un po’

Filed under: 11 settembre,attualità,globalizzazione,personalismi,politica — ilkonte @ 2:11 pm

vignetta di vauro sul manifesto, 11 sett 2007Papà quando è successo? Decine di migliaia di morti fa. Vauro ha sempre quel passo in più. Oggi si dovrebbero commemorare i morti americani, quelli sacrificati al nuovo ordine mondiale. No.. non sono di quelli convinti al 100% che gli USA l’11 settembre se lo siano fatti da soli. Alcune delle tesi sollevate dai così detti complottisti mi sembrano francamente grossolane, come ad esempio la tesi delle esplosioni controllate.. Ma, in tempi di verità assolute, di “Dio lo vuole” e di pensiero unico mi arrogo il diritto e l’orgoglio di dubitare e di chiedere chiarezza. Quello che successe 6 anni fa (a parte tutto… come vola il tempo!) è stato il pretesto per il delirio a cui assistitiamo. Una guerra infinita e inutile, centinaia di migliaia di morti, milioni di sfollati, una guerra civile irachena di cui ancora non abbiamo visto svilupparsi tutto il potenziale. Uno stato comatoso dell’occidente capace di fare quello che da sempre gli viene meglio. Il rapace. La guerra a cosa è servita? A vendere giornali e a far ingrassare le aziende degli amici, degli sponsor e dei veri potenti. Migliaia di miliardi di forniture militari, costo del petrolio alle stelle, soldi per una ricostruzione forse mai iniziata (se non per quanto riguarda pozzi di petrolio, gasdotti, oleodotti), una crisi economica creata ad hoc quasi per essere un’occasione per allargare la forbice tra chi guadagna e chi deve lavorare per vivere. L’economia va male? Colpa dell’11 settembre.. C’ho un contratto di merda? Oh.. c’è stato l’11 settembre.. vogliamo far respirare le aziende! Mi scusi, presidente, non sarei d’accordo.. Zitto! Terrorista! C’è stato l’11 settembre!!

E si.. quella data ha cambiato il mondo. In peggio. Ha rappresentato la fine della speranza dopo la caduta del muro di Berlino, l’inizio ufficiale (non che prima non fosse così, è chiaro) del nuovo ordine mondiale basato su interessi solo ed esclusivamente economici. La fine della politica intesa come gestione e progetto, e sempre più come passacarte, ragioniera, notaia di decisioni che si prendono da altre parti. Pensiamo all’entità di quello che abbiamo visto. Colin Powell è andato all’Onu a presentare prove false per giustificare quello che avrebbero di lì a poco fatto (ve la ricordate la provetta di antrace?). L’opinione pubblica occidentale, nell’epoca del sogno dell’informazione globale, è stata ingannata e continua ad esserlo con una sfrontatezza indegna (Renato Farina docet). Personaggi minuscoli hanno governato e continuano a governare il mondo cavalcando la paura che essi stessi contribuivano a creare. Intanto, però, le vere emergenze restano nel cassetto. Il clima, l’ambiente, il fatto che stiamo vivendo ad un livello ben sopra quello che il nostro pianeta è capace di sopportare. E le diseguaglianze assurde tra nord e sud del mondo, le malattie, le guerre in Africa commissionate e sostenute economicamente dalle grandi aziende occidentali per sfruttare senza controlli le materie prime. Lì dove l’acqua è un lusso noi andiamo e li facciamo scannare come porci per permetterci i nostri lussi (de bears… un diamante è per sempre..).

Siamo malati di capitalismo; una malattia mentale che porta a comportamenti irrazionali, che asservisce la ragione a comportamenti illogici. Non esiste vaccino. Sono drastico, l’unica cura è la fine dell’epidemia, quando non avrà più cosa spolpare, cosa infettare si spegnerà da sola. Vai a spiegare alle persone che non possono avere 2 automobili o il condizionatore in casa, che non può mangiare ogni giorno carne, ecc, ecc.. Vai a dire a un cinese che viene da millenni di miserie in campagna o a un indiano schiacciato dal sistema delle caste che non può ambire al livello di consumo degli americani, pena la fine del pianeta. Vai a spiegare al giovane tutto cellulari e cazzate varie cosa è un bisogno primario e cosa un bisogno indotto. Non vedo speranze.. Non vedo vie d’uscita. Se non il collasso, la catastrofe, l’implosione.

Sul clima siamo già in ritardo e molti dei danni che siamo stati capaci di fare in meno di 100 anni (su quanti milioni di milioni di anni di vita del pianeta?) sono irreparabili. Guardando a cosa ci aspetta, si vedono le prime avvisaglie di quelli che saranno gli sviluppi futuri. Le superpotenze si arroccano su giacimenti di gas e petrolio per poter avere una condizione di vantaggio sulle altre quando queste risorse cominceranno a scarseggiare veramente. Iniziano i programmi di rafforzamento della produzione di energia nucleare. Nessuno che spenda un euro sullo sviluppo di energie sostenibili o, semplicemente, nuovi modelli di sviluppo. Forse qualcuno lo fa… ma di nascosto.. e comunque alla popolazione attaccata alla mammella dei consumi non è dato saperlo. Celebrare cosa, dunque?

 

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1 commento »

  1. Celebrare, forse, la perdita definitiva della parola. Sottrarre senso alle parole è la sola algebra che ci è permesso di conoscere, che faremmo bene a ri.conoscere.

    Siamo liberi ancora, di venderci a porzioni, un tanto al chilo, non ancora dal bisogno di continuare a fraintendere le certezze indubitabili e “seriali” cosiddette. Siamo tutti perfettamente ri.adattati, organizzati, numerati. Sempre a sudare la parte, o la razza.

    E’ questo l’uomo “a venire”, quello che avrebbe saputo bene come innalzarsi al di sopra dell’umana miseria? La miseria è ovunque, il cavo sospeso ancora, quanto il giudizio di chi ha imparato ad usare bene le parole soltanto per quello che non si ha più da dire o nel modo in cui non si è più disposti a dirlo.

    Abbiamo Grilli parlanti, rifondazioni sul vecchio stampo, morti a credito, gendarmerie del Controllo, astuti sapienti, ragazzi selvaggi, pederasti, criminali Nova, angeli di desolazione, carta stampata e carta straccia, Dio e Fede, RAI e Mediaset, Costantinopoli e Monopoli, McDonald e McDowell, il Dioniso e l’A.Pollo, il bianco e il nero.
    Ma loro, si sa, non sono di questo mondo e non fanno “specie”.

    Commento di Luca Salvatore — 11 settembre, 2007 @ 6:10 pm | Rispondi


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