Archiviato in: Ma guà che storia!, attualità, società | Tag: italia, italiani, mediamarkt
Voglio generalizzare all’estremo. Ammettiamolo: soffriamo di grossi sentimenti di inferiorità nei confronti degli europei. Sappiamo di essere un popolo di merda, di essere per lo più ignoranti, maleducati, incivili, disonesti. All’estero vivono meglio di noi. Sappiamo di non saper e non poter competere. Per questo scarichiamo quasi tutto sulle vittorie sportive o sul sole, sul cibo, sul Mediterraneo, sulle belle donne, Valentino Rossi, Pavarotti, Roberto Baggio, il colore, il calore, e sulle glorie patrie di almeno 300-400 anni fa. Per questo non sappiamo essere autoironici, non sappiamo guardarci allo specchio senza fingere di vederci diversi da quello che siamo. Ma, sotto sotto, ci sentiamo inferiori.
Grande clamore nei tg per uno spot tedesco della MediaMarkt. A me ha fatto ridere. Mi chiedo; ma se questo spot lo avesse fatto MediaWorld in Italia? Se lo stesso personaggio avesse parlato italiano per un pubblico italiano anzichè tedesco? Se invece avessimo visto una pubblicità italiana in cui si prende in giro un Rom, un albanese, un marocchino, un senegalese… come avremmo reagito? Forse non avremmo detto niente, avremmo sorriso, avremmo scoperto un nuovo tormentone da ripetere nei momenti di ilarità.
Il problema è che sappiamo che di “Toni” in Italia ce ne sono fin troppi. Di catenazze d’oro su canottiera ne ho viste tante. Quanti sono gli Italiani donnaioli e truffaldini che pensano di essere i più furbi, i più simpatici, i più affascinanti, i più socievoli? Quante volte ci siamo vergognati di nostri connazionali particolarmente impegnati nella rappresentazione dell’italianità più becera all’estero? Quanti tamarri, selvaggi? Una cosa che ho sempre notato è il chiasso, il fastidio, che un gruppo di italiani sa fare quando è settato in modalità “gruppo in gita che si diverte e si vuole far notare”. E parlo di gruppi nel senso più ampio del termine; dalla famiglia urlante con la mamma urlante e i figli lagnosi, alla comitiva di scapoloni, alla gita scolastica. Per dare il meglio di noi dobbiamo essere soli, rinunciare alla nostra esibizione per dimostrare in cosa, a livello soggettivo, siamo “migliori” di tanti altri. Ma soli, appunto, senza punti di riferimento o puntelli. E, fondamentalmente, senza che il numero ci renda automaticamente massa, stereotipo, macchietta.
Ma il tema di fondo è… ci sappiamo guardare allo specchio? Perchè neghiamo, o vogliono farci negare, l’evidenza?
Poi, vista la moda della caccia al romeno perchè sono diversi, vivono diversamente, pensano diversamente, si comportano diversamente… Come pensate ci vedano in Danimarca quando accendono la televisione e ci trovano la nostra spazzatura, Borghezio al parlamento europeo, una manifestazione berlusconiana, eccetera eccetera. Cosa vogliamo che pensino quando viaggiano nello schifo di cui siamo capaci e a cui ci siamo abituati? Come volete ci possano immaginare dopo l’ennesimo scippo o l’ennesima dimostrazione di inciviltà? Che tamarri, che trogloditi, che disperati, che pazzi questi italiani!!! Oppure… L’Italia è stupenda… peccato che gli italiani non siano all’altezza.. ma cucinano certi maccheroni!
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